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title: La follia politicante senza vincoli con la realtà
description: Quel che resta del governo Draghi è una decomposizione dei partiti, con programmi e interessi diversi se non opposti
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date: 2022-07-22
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/follia-politicante/
categories: [Politica]
tags: [Draghi, Evidenza, politica]
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# La follia politicante senza vincoli con la realtà

![La follia politicante della politica post Draghi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Evidenza-sito-32.jpg)

Quel che resta del governo Draghi è una decomposizione dei partiti, con programmi e interessi opposti. Un manipolo d'incapaci in preda ad una follia politicante.

**Il lascito politico del governo Draghi consiste nella decomposizione** non solo delle false coalizioni, ma direttamente **dei partiti che pretendono d’essere coalizzati avendo programmi e interessi non diversi ma opposti**. La contabilità dei consensi per la vittoria senza programma s’è trasformata nella partita doppia della sconfitta. L’alternativa c’è, ci torneremo. Però, attenzione: **di puro politicantismo si può anche morire**, ma non si riesce a campare. Quel che ci può arrivare addosso non si sposterà o devierà a chiacchiere.

**Il primo sintomo della follia politicante consiste nel credere che non esistano vincoli dati dalla realtà, ma solo dalle scelte politiche**. Sono convinti che due chili di pere possano divenire dieci per decisione politica. Molti di quelli che s’esercitano nel tifo – ammesso siano persone reali e non prodotti di macchinari – non solo confidano nel verbo che modifica il reale, ma accusano chi non ci crede di vivere fuori dalla realtà. Quindi **cominciamo da una cosa reale**, che secondo i mistici del politicantismo non lo sarebbe: **lo *spread*.** L’indice del complottismo, come pensano quelli dei dieci chili di pere.

Scusate l’ovvietà: **non si prestano soldi a tutti**, per qualsiasi cosa e alle stesse condizioni. Lo sanno benissimo la Sora Cesira e il Sor Augusto, che pagano un mutuo e la macchina a rate. Chi comporta un maggiore pericolo deve pagare di più. Chi non ha garanzie da offrire paga di più. **I Paesi più indebitati pagano di più**. Possono dimostrare che hanno politiche stabilmente virtuose e *deficit* decrescenti, così ottenendo condizioni migliori. Ma se dicono, poste le mani sui fianchi e alzata la pappagorgia: me ne frego delle adunche mani capitaliste e prendo soldi a prestito per favorire consumi senza produzione, la conseguenza è una sola: sale il tasso d’interesse.

**Veniamo a noi: lo *spread* era salito anche con Draghi. Certamente. Non guarda in faccia nessuno**. Il governo dice che il *bonus* 110% è una boiata inflattiva e un modo per dare soldi ai ricchi e la maggioranza gli impone di tenerlo? Sale. Non è un lassativo, non basta la parola. Non si riesce a mettere a gara manco uno stabilimento balneare e rilasciare una licenza taxi? Sale, perché si dimostra che i più capaci non lo sono abbastanza. Il punto è un altro: **sale, ma sta nei binari e poi scende. Se prende a salire e basta c’è dell’altro. E non buono**.

I**l nostro era considerevolmente sceso grazie alla Banca centrale europea** (c’era un tal Draghi). Vuol dire che la Banca centrale lo controlla? Manco per niente. Però può convincere i mercati che speculare sarebbe inutile, perché userà la credibilità dei meno indebitati e più produttivi per compensare la non credibilità dei più indebitati e meno produttivi. Capire perché la cosa non è simpaticissima per i garanti non dovrebbe essere difficile, specie se lo si sostiene relativamente al Veneto nei confronti della Calabria.

**La Bce fa salire i tassi d’interesse di 0,50 punti**, **assai meno che negli Stati Uniti**. In una frase sensata, pronunciata da persone ragionanti, non ci può stare il lamento per l’inflazione e, contemporaneamente, per il rialzo. Si capisce subito che sei deficiente o stai recitando una parte demagogica. Ma, cribbio, scudateci, difendeteci. Certamente, **è nell’interesse europeo che gli *spread* non si divarichino**. Giusto. Ma comporta l’accettazione dei vincoli, ad esempio il rispetto degli impegni che tu stesso hai preso, che il tuo governo ha negoziato e che il tuo Parlamento ha approvato. Nooo! Questo minaccia la mia sovranità! E allora, caro mio, sii libero di vedertela con gli strozzini. Saluti e baci.

Per questo sostenevamo: gli impegni che sono stati presi assieme siano considerati immodificabili per il futuro, se al governo si troveranno gli stessi che li hanno presi o parte di essi. E per oggi – da agente prezzolato dei poteri occulti e del mercato rapace, da servo dei poteri forti – è tutto.

**Inquietante è che un Paese ricco e capace possa veramente mettersi nelle mani di poveracci incapaci**, per il gusto di mostrarsi sovranamente infantile (o stolidamente senile).

 

*di Davide Giacalone*
