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title: FuTuristi
description: &quot;In Italia c&#039;è poca politica del turismo, che finisce con lo sprecare maggiori opportunità sia di crescita che di salvaguardia dell&#039;ambiente.&quot;
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date: 2024-07-24
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [Italia, politica, turismo]
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# FuTuristi

![turismo italiano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/turismo-italiano.jpg)

In Italia c&#039;è poca politica del turismo, che finisce con lo sprecare maggiori opportunità sia di crescita che di salvaguardia dell&#039;ambiente

Non ci sono troppi turisti, semmai sarebbe bello ce ne fossero ancora di più.** C’è troppo poca politica del turismo**, che finisce con lo sprecare maggiori opportunità sia di crescita che di salvaguardia dell’ambiente e dei tesori storici, paesaggistici e architettonici. E siccome le cose che non si governano poi si sformano, la pressione (benedetta) dei turisti finisce con lo scempiare quelle stesse bellezze che li attirano. Ma la responsabilità non è dei tanti turisti, bensì delle cose che non facciamo e rimandiamo.

**Il turismo genera il 9% del Prodotto interno lordo mondiale, ma per l’Italia pesa ancora di più e raggiunge il 10% (dati McKinsey). **Per giunta in crescita più veloce di ogni altro settore. Nel 2023 ci sono stati 134 milioni di arrivi e 451 milioni di presenze, in crescita del 3,3% rispetto al 2019. Il 2024 si annuncia in ulteriore e considerevole crescita. Gli europei che si muovono per turismo restano per il 70% dentro l’Unione europea, scegliendo prevalentemente la Spagna (18%), poi l’Italia (10%) e la Francia (8%). Il dato spagnolo dimostra che possiamo crescere molto, in questa corsa all’oro turistico. Ma la Spagna soffre già di taluni nostri problemi, che segnalano gli errori commessi.

**La prima cosa da evitare è che troppe persone si concentrino per poco tempo negli stessi posti**. E noi saremmo anche agevolati. Ovvio che tutti vogliano vedere Roma, Firenze, Venezia e via ammirando, ma in quelle stesse mete ci sono aree poco visitate, attorno a quelle città ci sono tesori, in giro per l’Italia abbiamo un enorme parco culturale e di divertimento per turisti senza stagioni. Tutto sta a saperlo e farlo sapere. Perché abbiamo aree bellissime e praticamente deserte. **Non abbiamo un sito nazionale che sia consultabile in tutte le lingue, che disegni itinerari**, che invogli a distribuirsi e faciliti le prenotazioni (che da sole portano via un 20% della ricchezza spesa). Nulla. Così da una parte ci si accalca, finendo con il perdere il piacere della visita, dall’altra neanche si sa di potere andare a godere altrove.

**Arrivano tanti turisti e non ci sono i taxi neanche per i residenti. **Andate fuori da un aeroporto o da una stazione e mettetevi a piangere dalla rabbia. Oltre tutto sono soldi che i tassisti perdono, per la semplice ragione che non esistono. **Abbiamo le ferrovie con 4mila cantieri aperti.** Che è pure una bella cosa, in gran parte pagata con i soldi del Pnrr, ma i treni dovrebbero viaggiare. Invece a Firenze i fulmini cadono sui guasti continui. L’Alta velocità funzionava e arranca. Le linee locali sono avventure folkloristiche.** A Matera c’è la stazione e non ci sono i treni. **Ci massacriamo da soli, in un settore in cui lo Stato è regolatore, controllore e gestore. La commistione è un problema. Per forza che ci si accalca in un posto, se non si può andare in un altro.

**Il turismo genera ricchezza, ma non deve essere solo per ricchi. **Esistono diverse categorie di alberghi e in molti posti le poche stelle non significano poca qualità, ma non ci sono abbastanza alberghi. **Scaricare l’assenza di sistemazioni sulle case private innesca lo sminchiamento dei centri storici e chiama la rivolta popolare.** Com’è accaduto a Barcellona. Perché qualche proprietario prende soldi, ma tutti gli altri finiscono a vivere in un albergo tarocco anziché nel condominio dove avevano preso casa. Questa roba va regolata con serietà e severità. **Potremmo avere più catene alberghiere italiane, invece facciamo crescere falsi albergatori.**

Così perde valore quello da cui si trae valore. Serve una politica del turismo che non abbiamo. Ah, a proposito: esiste il Ministero, ma le competenze sono regionali, quindi non chiedetevi perché un turista che arriva in Veneto non lo mettono sulla buona strada per la Calabria (dove i binari sono già un’avventura nel passato).

Una dilapidazione – da bum bum e cloffete cloppete futuristicheggiante – della ricchezza altrimenti strutturabile come grande industria nazionale.

Di *Davide Giacalone*
