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title: G7, Paesi diversi e intenti comuni
description: Al G7 siedono Paesi diversi, uniti da un comune intento. Come sette diverse note che suonano una sola musica
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date: 2024-06-14
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/g7-paesi-diversi-e-intenti-comuni/
categories: [Politica]
tags: [Italia, politica]
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# G7, Paesi diversi e intenti comuni

![G7](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Evidenza-sito-1287-1024x638.jpg)

Al G7 siedono Paesi diversi, uniti da un comune intento. Come sette diverse note che suonano una sola musica

**Al G7 siedono Paesi diversi, uniti da un comune intento. Come sette diverse note che suonano una sola musica**. Quel che era stato deciso è stato confermato, senza alcun tentennamento: **le grandi democrazie del mondo sviluppato restano al fianco dell’Ucraina aggredita dal dispotismo imperialista di Putin.** È stato fatto di tutto per evitare che la posizione rimanesse ferma. **La Russia ha usato gli strumenti della guerra ibrida per aggredirci e condizionare l’opinione pubblica. **I falsi pacifismi sono stati dispiegati per mettere in difficoltà i governanti democratici, ma i colpi subiti non ci hanno fatto piegare le ginocchia. Anche dall’Onu, per bocca del segretario generale, **non si sono voluti lasciare margini di dubbio: la pace in Ucraina dev’essere riconquistata, senza cedere territorio. **L’aggressione dei russi deve continuare a essere quel che è di già: **una sconfitta dei russi**. L’alternativa non è far tacere le armi, ma consentire di credere che con il loro uso si possano spostare le frontiere. **Spalancherebbe le porte dell’inferno.**

**Naturalmente ci sono stati anche altri temi in discussione e il discuterli non sempre produce la concordia.** Ed è bene che sia così, **perché il mondo libero è espressione di idee e interessi plurali.** Il lungo negoziato sull’uso dei proventi generati dai beni sequestrati a russi, a**pprodato adesso a una decisione che comporta un ulteriore contributo di 50-60 miliardi all’Ucraina,** è la dimostrazione che la fermezza nel contrastare la Russia non si vuole che comporti leggerezza nel venire meno ai capisaldi del diritto che presiede alla difesa della proprietà privata e alla credibilità delle nostre istituzioni.

**Il G7 era in programma da molto tempo**, ma il suo giungere in una stagione elettorale (appena conclusa per il Parlamento europeo, a fine mese in Francia, a novembre negli Usa e poi in Germania)** aiuta a dimostrare che la ricerca del consenso non è stata e non dev’essere fatta mettendo a rischio gli interessi nazionali e dell’insieme delle democrazie.** Una notevole prova di forza. Una prova che sarebbe sprecata se si accedesse alla tesi secondo cui attorno a quel tavolo, in Puglia, siedono protagonisti indeboliti o anatre zoppe (con riproduzione imitativa di un modo di dire americano). Un grave errore di grammatica istituzionale. **Una dimostrazione che gli abitanti delle democrazie talora non conoscono la democrazia che abitano.**

**Al tavolo del G7 non siedono le persone ma i Paesi. **Come accade, del resto, al Consiglio europeo. E mai un Paese – sia esso la Francia o l’Italia, la Germania o gli Stati Uniti – può essere considerato monco o zoppo. **Di ciascuno si può misurare la ricchezza o la crescita, ma non la legittimità piena e la pienezza della rappresentanza nel sedere a quei tavoli. **Il fatto che questo o quel governante sia prossimo alla scadenza o appena colpito da un insuccesso elettorale, come anche sia reduce da un trionfo, **riguarda la sua posizione all’interno della sovranità in cui si esercita la democrazia, quindi nazionale**. **Nessuna di quelle condizioni neanche sfiora il peso di chi rappresenta il proprio Paese**. Né ha alcun significato il fatto che chi oggi compartecipa a prendere delle decisioni poi non ci sarà domani, quando si tratterà di metterle in atto, perché non sta decidendo per sé ma per il proprio Paese, che sicuramente ci sarà.

**Nelle democrazie i governanti sono sempre *pro tempore*. E se si pensa che questa sia una debolezza si passa direttamente a idolatrare i dispotismi. **Ma i Paesi in cui i governanti cambiano sono migliori e più ricchi di quelli in cui non cambiano se non perché crepano o li fanno fuori. **L’Italia che guidò gli europei a riconoscersi pienamente nella sorte degli ucraini era temporaneamente governata da chi oggi non è più al governo. I governi passano, l’Italia no.** È un vero peccato che il decadimento personalistico della riflessione politica e della rappresentazione giornalistica faccia perdere di vista quel che segna la superiorità democratica del nostro mondo.

di *Davide Giacalone*
