---
title: &quot;Giorgia Meloni e il Napoli: lei e uno scudetto&quot;
description: &quot;C&#039;è un 30% di elettori da tempo sono \&quot;in cerca d&#039;autore\&quot;. Un flusso di consensi fluido e Giorgia Meloni è l&#039;unica che può vincere o perdere&quot;
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-1.jpg
date: 2023-02-01
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/giorgia-meloni-come-il-napoli/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, politica]
---

# Giorgia Meloni e il Napoli: lei e uno scudetto

![Giorgia Meloni come il Napoli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-1.jpg)

C&#039;è un 30% di elettori da tempo &quot;in cerca d&#039;autore&quot;. Un flusso di consensi fluido e mutevole che ha delle conseguenze sul sistema politico e sull&#039;attuale premier

**Non sono pochi quelli che, specie dopo il grave infortunio politico-comunicazionale sui benzinai, preconizzano la prossima fine della luna di miele di Giorgia Meloni** con gli italiani. Taluni si confermano in questa opinione compulsando sondaggi dove FdI flette di qualche decimale o altri dove la fiducia nell’inquilina di Palazzo Chigi e il suo indice di gradimento hanno la freccia all’ingiù.

Vero o falso? Non c’è dubbio che** l’elettorato abbia dimostrato negli ultimi anni di essere assai fluido** e di poter modificare i rapporti di forza tra partiti e movimenti anche in maniera clamorosa. Come pure è del tutto legittimo che chi soffre nel vedere la destra al potere e la sua *leader* tagliare il traguardo storico di prima donna capo di governo enfatizzi ogni segnale negativo o refolo di disaffezione. **Tuttavia sarebbe bene interrogarsi e analizzare più a fondo le ragioni che spingono gli italiani a premiare questo o quel *leader* **e perché, dopo averlo innalzato, sgretolano il piedistallo che gli hanno costruito.

Senza volerla fare troppo lunga, diciamo che **da quando il ciclone di Tangentopoli ha disarticolato i partiti** della prima Repubblica, **il sistema Italia non è riuscito a trovare un punto d’equilibrio efficace e duraturo**. Percentuale in più o in meno, c’è un solido **30% di elettori** che potremmo pirandellianamente definire in cerca d’autore. Si tratta di quello che una volta si sarebbe chiamato blocco sociale e che adesso, con minor enfasi, **viene considerato flusso di consensi**. Quel 30% non è coeso e spesso si nutre di parole d’ordine (e di identità politica) opposte. È un magma che non ha abbandonato l’investimento sulla politica pur se la ritiene al di sotto delle necessità e che dunque – più che da un’adesione sincera verso destra, sinistra o altro – è pervaso da un sentimento di disperazione che si esplicita in una sorta di «Proviamo anche questi, chissà».

**Questo 30% si è indirizzato all’inizio degli anni Novanta verso Silvio Berlusconi**, l’uomo dal sole in tasca che prometteva benessere e arricchimento senza distinzioni. Poi si è lasciato ammaliare da Matteo Renzi e dalla sua clava rottamatrice. **Successivamente ha impugnato l’apriscatole di Beppe Grillo** per azzerare la casta in ogni sua manifestazione. Per ultimo si è rovesciato su Giorgia e sulle sue promesse. In sostanza, prima ha creduto nel successo facile e nella fiducia nelle potenzialità del Paese; poi nella messa al bando dei vecchi professionisti che abitavano a sinistra; poi di fronte alle ripetute crisi economiche ha premiato il diserbante grillino e ora cerca rassicurazione nella destra “legge e ordine” (all’italiana, s’intende) capace di difendere quel che i cittadini hanno comunque accumulato, tralasciando se sia frutto di evasione fiscale, scarso rispetto del territorio, familismo amorale e produttività sottoterra.

Dove porta tutto questo è semplice: **finché la Meloni incarnerà l’aspettativa di rassicurazione** e blindatura delle necessità, finché questo maestrale soffierà alle sue spalle non c’è timore che possa trovarsi in difficoltà. Sia che l’opposizione continui a boccheggiare sia che riprenda fiato. **Il *mainstream* nei suoi confronti non è politico bensì pre-politico.** Non un pensiero definito ma un umore prevalente. Basta vedere le fughe in avanti e le retromarce del governo, la guerriglia sulla giustizia e i vari Cospito, le accise e i capricci degli alleati: lei ne resta indenne.

Insomma, il punto è che – se le considerazioni precedenti sono vere – **Meloni è come il Napoli: solo lei può perdere lo scudetto**. Ovviamente non sarà sempre così. Ma quel 30% è la vera combinazione per aprire la cassaforte della vittoria. Chi se ne impossessa vive tranquillo.

*di Carlo Fusi*
