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title: Giustizia, serve farla funzionare in tempi ragionevoli
description: Non c’è nessuno che sostenga la giustizia italiana funzioni bene. Ma le cose possono andare peggio fino a giungere alla bancarotta culturale
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date: 2023-03-19
modified: 2023-03-18
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, giustizia]
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# Giustizia, serve farla funzionare in tempi ragionevoli

![giustizia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/03/Evidenza-sito-248.jpg)

Non c’è nessuno che sostenga la giustizia italiana funzioni bene. Ma le cose possono andare peggio

**Non c’è nessuno che sostenga la giustizia italiana funzioni bene.** Ci si può ben spingere a parlare di bancarotta. **Ma le cose possono andare peggio, fino a giungere alla bancarotta culturale** che si coglie nelle parole di chi crede che se non funziona la giustizia giudicante si possa rimediare applicando le pene senza giudizio. **Sembra severità, ma è solo severamente fuori dalla civiltà del diritto.**

Dice il procuratore aggiunto di Napoli che quanti vengono arrestati, ad esempio dopo le violenze dei giorni scorsi, **sta in carcere pochi giorni e non teme la pena perché il processo ha tempi lunghi, sicché servono misure cautelari più severe**. **No, servono giudizi più celeri**. Aggiunge: «Il principio della presunzione di innocenza, che capisco e rispetto, presuppone tempi rapidi per il processo. **Paesi con ricorso limitato al carcere preventivo arrivano a sentenza in 6 mesi, non in 5 anni**». Fa piacere che capisca e rispetti un principio iscritto nella Costituzione e in un paio di fondamentali trattati internazionali – è incoraggiante – **ma gli sfugge un dettaglio: senza quel principio non c’è giustizia possibile, senza quello i tribunali possono pure chiudere** e si passa ai guardiani della morale: esecutori invasati, per ideologia o misticismo, del dispotismo. **Senza si è fuori legge.**

Il punto, comunque, **è far funzionare la giustizia in tempi ragionevoli**. Per ottenere questo risultato – possibile da agguantare anche perché considerato normale fra i Paesi civilizzati – **non è che si debbano fare leggi settoriali o stringere qualche bullone**, ma agire sul modo stesso in cui la macchina penale è concepita: 1. **a processo deve arrivare la minoranza dei casi**, non la pressoché totalità, il che significa rendere convenienti riti e pene alternative; 2. **la Procura non deve essere obbligata a procedere anche quando sa che sarà una perdita di tempo**, quindi via l’obbligatorietà dell’azione penale; 3. **le carriere, di accusatori e giudici, devono essere separate** non per un puntiglio culturale ma perché è il solo modo per valutare l’efficienza di ciascuno, senza che la cosa vada a finire sul tavolo di un Csm che eleggono uniti dividendosi in correnti, cordate e camarille.

**Il che ci porta nel campo della politica**. Se si prendono le cose scritte da Carlo Nordio nel corso di molti anni, si trova tanto di quel che serve. Molto bene.** Se si prendono le scelte, in materia penale, fin qui fatte dal governo di cui [Nordio](https://laragione.eu/adnkronos/video-adnkronos/riforma-giustizia-ministro-nordio-anticipa-novita/) fa parte si trova l’esatto contrario.** Molto male. Naturale che non sarebbe stato neanche immaginabile trovare lo scrittore in tutti gli atti, lo è meno che si debba fare affidamento alla speranza nel cercarcelo. **Ma questa è la logica della politica, dove Nordio arriva forte di un invidiabile bagaglio culturale ma privo di forza propria**. Siamo solo all’inizio: entro maggio è promesso l’arrivo, in Consiglio dei ministri, di un pacchetto di riforme. **Attenderemo che venga fuori la legge.** Ma è onesto avvisare subito: una cosa sono i testi licenziati dai ministri, altra il risultato dei lavori parlamentari. **Vero che la politica è l’arte del compromesso**, ma conta il risultato, altrimenti ci si è solo compromessi.

**Basta avere chiaro che tutto dipende da un solo punto: la separazione delle carriere.** Ci si può incaponire sulla disciplina delle intercettazioni telefoniche e ambientali, ad esempio, ma il momento della verità consiste nel far dipendere il successo (e la carriera) di un procuratore non dalla conferenza stampa a fine indagini, ma dal verdetto. Scritto da non colleghi. ***Idem* per la ricorribilità delle assoluzioni**: **Nordio ha ragione, è illogico volere riprocessare un assolto**, ma l’assurdo si estingue quando le Procure smetteranno di ricorrere in automatico – non rispondendone – **e cominceranno a essere responsabili dei risultati**. Senza il cardine della separazione le ruote delle riforme correranno senza meta in direzioni diverse.

**Meno processi, più responsabilità di ciascuno, tempi ridotti, certezza della pena. L’alternativa è la certezza del penoso.**

di *Davide Giacalone*
