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title: Gli 11 punti chiave del discorso di Draghi al Senato
description: "Il discorso di Draghi ieri al Senato può essere riassunto in 11 punti. Ma la politica risponde: no alle responsabilità si alle elezioni."
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date: 2022-07-21
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/gli-11-punti-chiave-del-discorso-draghi/
categories: [Politica]
tags: [Draghi, Evidenza, politica]
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# Gli 11 punti chiave del discorso di Draghi al Senato

![Gli 11 punti chiave del discorso di Draghi al Senato](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Evidenza-sito-30.jpg)

Il discorso di Draghi ieri al Senato può essere riassunto in 11 punti chiave. Il nucleo centrale resta quello di sempre: il manipolo di irresponsabili in politica non è pronto alle responsabilità. Si, però, alle elezioni.

Un manipolo di irresponsabili ha messo in moto una cosa impressionante. Si è prodotto **il primo collasso di governo della storia repubblicana basato sulla politica estera e sull’influenza in Italia di forze straniere**.

Nelle parole di Mario Draghi, ieri al Senato, abbiamo trovato – concetto dopo concetto – quel che da mesi scriviamo, pagina dopo pagina. E mentre forze e schieramenti politici, accecati dal propagandismo e animati da una furberia ottusa, provavano a scegliere le ciliegie nel cesto, intestandosene alcune e schifandone altre, **noi provavamo a sostenere quel che ieri si è materializzato: il prodotto è uno solo**, ha un unico senso e una sola consistenza. Si può non condividerlo, ci mancherebbe, ma non si può scomporlo.

Rimettiamo in fila i titoli di quel che conta, ieri riproposti dal presidente del Consiglio. Per lo svolgimento di ciascuno i nostri lettori non hanno che da entrare nel sito laragione.eu e leggerne i dettagli, anticipati nel tempo.

**1) Il governo della Repubblica italiana è europeista e atlantista**, pro Ue e pro Nato, perché di quel mondo siamo parte e quelle sono le nostre case.

**2)** **L’Italia esprime la «condanna per le atrocità russe e il** **pieno sostegno all’Ucraina**», avvertendo che «armare l’Ucraina è il solo modo per aiutarla a difendersi». Che non significa sia il solo modo di concludere la guerra che la Russia ha iniziato, ma la diplomazia avrà spazio maggiore quanto minori saranno i successi dell’aggressore sul terreno. Non c’è alcuno spazio per condanne retoriche, seguite dall’ipocrisia dei “ma”.

**3)** **È «inaccettabile la dipendenza energetica dalla Russia**, frutto di passate scelte miopi e pericolose»; sarà bene non dimenticare la seconda parte di questa affermazione, che comporta un affrancamento il più veloce e definitivo.

**4) La nostra politica energetica** in questi mesi, la capacità di stipulare accordi che vanno nel senso dell’affrancamento dalla Russia, **ha aumentato considerevolmente il nostro peso internazionale**.

**5)** **Abbiamo potuto spendere 33 miliardi**, in questi mesi, soccorrendo le fasce più deboli e abbiamo potuto farlo senza pagare un prezzo eccessivo, **grazie alla «ritrovata credibilità collettiva»**. Se viene meno non aumenta la spesa sociale, ma quella per interessi da pagare.

**6)** **Si è ottenuto quel risultato «senza scostamenti di bilancio» e così si può procedere ancora**. Quindi No a una richiesta che arriva da destra e sinistra, sopra e sotto, da ovunque ci sia gente che parla senza sapere quel che dice.

**7) Abbiamo rispettato tutti gli impegni del Pnrr**. Se non sapremo spendere bene e onestamente quei soldi è escluso che possano aversi nuovi strumenti di debito comune.

**8)** Non si può far parte della maggioranza che ottiene questi risultati e poi **protestare accanto a tassisti, balneari o per la riforma del catasto**.

**9)** **Non si può chiedere la sicurezza energetica** e poi protestare per gli impianti che servono, rigassificatori compresi.

Ce n’era per tutti. Come è giusto che sia. Poi c’è la parte strettamente politica.

**10) Un presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori non può che avere una maggioranza parlamentare vasta** (il predecessore la pensava diversamente) e non può far finta di non vedere che si andava sfilacciando. Le dimissioni erano «sofferte e dovute».

**11) Se siete pronti a ripartire bene, altrimenti tanti salut**i.

Tutto istituzionalmente corretto e condivisibile nel merito. Ma anche segno inequivocabile di **disfacimento politico**, di contrapposizione fra “italiani” e classe politica, nel segno di un’impronta consolare. E lo avevamo visto: un manipolo di irresponsabili ha messo in moto un processo impressionante, ponendo ora, per la prossima scadenza elettorale, un problema ineludibile: la rappresentanza elettorale di tutto ciò.

**La risposta alla domanda di Draghi è stata: no, non siamo pronti per le responsabilità, lo siamo per le elezioni**. Il che capita quando dei naufraghi incattiviti pensano che prendere il cappello di capitano serva a nascondere di non sapere nuotare.

 

*di Davide Giacalone*
