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title: Gli alleati immaginari
description: In politica oggi non esistono più poli, alleanze stabili o quelle piattaforme elettorali che hanno caratterizzato la Seconda Repubblica.
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date: 2021-12-08
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/gli-alleati-immaginari/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [governo, Italia]
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# Gli alleati immaginari

![Gli alleati immaginari](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Alleati-politici.png)

In politica oggi non esistono più poli, alleanze stabili o quelle piattaforme elettorali che hanno caratterizzato la Seconda Repubblica. Vere e proprie sommatorie di partiti e liste, create con un solo scopo: vincere le elezioni.

Dovremmo abituarci all’idea che **non esistano più poli**, alleanze stabili e neppure quelle piattaforme elettorali che hanno caratterizzato la cosiddetta **Seconda Repubblica**. Vere e proprie sommatorie di partiti e liste, create con **il solo scopo di vincere le elezioni**, perché quello che accadeva dopo veniva considerato un dettaglio. Incredibile a dirsi, ma è andata così a lungo. Oggi, se possibile, siamo riusciti **ad andare persino oltre.**

**Il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte**, ha rifiutato di candidarsi in quello che era **il seggio del neo sindaco di Roma Gualtieri**, nonostante il **promesso appoggio del Partito democratico**. Una condizione più che blindata, che non è bastata a convincere **l’ex presidente del Consiglio** a gettarsi nella mischia. Si può giudicare in tanti modi **la scelta di Conte**, ma la verità è che qui nessuno si fida di nessuno e l’ex capo del governo avrà magari dato un’occhiata ai flussi elettorali nel seggio in cui ha recentemente vinto **il leader Pd Letta**, rendendosi conto che persino a **Siena** e persino in un collegio considerato iper-sicuro il segretario avrebbe anche potuto perdere se fosse andata a votare una percentuale superiore di elettori. **Affidarsi al sostegno degli ex nemici Dem** deve essere sembrato un po’ troppo al buon Conte. **Alla faccia dell’alleanza di lungo respiro**.

Nell’altra parte dell’emiciclo parlamentare, invece, siamo ormai alla processione in ordine rigorosamente sparso. Nell’appuntamento classico di **Fratelli d’Italia**, “Atreju”, è stato invitato – a proposito di ex avversari giurati – **Luigi Di Maio**. **Il ministro degli Esteri** si è lanciato in un endorsement di **Giorgia Meloni**, definita più ‘affidabile’ di **Matteo Salvini**. Quali che siano le motivazioni che hanno spinto **Di Maio** a questo giudizio, resta la perfida fotografia della **coalizione (?!) di centrodestra**. Quest’ultima da anni va raccontando al Paese che è maggioranza ed è pronta a governare, mentre nella pratica quotidiana l’unico elemento di continuità fra **Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia** sembra essere **la malcelata sfiducia nell’alleato**.

**In vista dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica**, tutto questo potrà dare origine a incroci insospettabili e apparentemente innaturali, ma in realtà nel solco di una storia non inedita per **il Quirinale**. Tutt’altra faccenda provare a immaginare come simili schieramenti possano **candidarsi a guidare il Paese**. Uno sforzo di **realismo** si è registrato nel momento in cui, ormai senza distinzioni, i partiti hanno **rinviato l’appuntamento elettorale al 2023**. Può apparire scontato, ma non dimentichiamo che fino a pochi mesi fa si continuava ad accarezzare pubblicamente l’idea di elezioni nella primavera dell’anno prossimo. Tranquilli, non è un atto di responsabilità, ma solo **una resa senza condizioni alla politica del nulla**.

 

di *Fulvio Giuliani*
