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title: Governo Meloni, paroloni d’ordine e realtà
description: Sono interi giorni di parole d’ordine, ottime per soddisfare la pancia di quell’elettorato che si è visto messo da parte dal governo Meloni
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date: 2022-11-02
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, politica]
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# Governo Meloni, paroloni d’ordine e realtà

![governo meloni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/Evidenza-sito-118.jpg)

Il governo Meloni parte da tutti segni più: una bella grana per chi sperava in una lunga luna di miele a base di “Vi salveremo dal disastro dei governi delle sinistre e dei banchieri”

“**È finita la pacchia**”. Espressione di successo della propaganda di centrodestra, prima destinata all’Europa e adesso – considerato che dall’Unione arrivano e continueranno ad arrivare barche di quattrini e forse non è il caso di fare i fenomeni con chi risulterà fondamentale anche per affrontare l’emergenza energetica –** virata più modestamente su *rave party*, delinquenti in generale e una spruzzatina di Ong che non fa mai male**. **Anche “ostativo” è rimasto in piedi da solo,** senza più l’“ergastolo”. [Come scritto ieri da Davide Giacalone](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/ergastolo-ostativo/), del resto l’ergastolo ostativo è stato semplicemente abrogato, **se non altro nel rispetto di un paio di trattati internazionali e della sentenza della Corte costituzionale** e della sua *dead line* in materia all’8 novembre prossimo (o lo cancellate voi o lo abroghiamo noi). **Resta solo la nuova parola d’ordine “ostativo”**, che molti manco sanno cosa significhi ma fa molto “legge e ordine”. Anche nel suono, oseremmo dire.

Sono, in effetti, interi giorni di parole d’ordine, **ottime per soddisfare la pancia di quell’elettorato che si è visto trionfante nell’urna ma un po’ messo da parte** nelle prime ore del governo Meloni, quando era tutto un inno alla continuità con il detestato esecutivo Draghi. Serviva, per farla breve, **una spruzzata di tradizione lessicale**, anche per tener buona la maggioranza. In particolar modo quella leghista che del “È finita la pacchia” ha fatto un ***mantra social*** per anni.

La pacchia sarà pur finita ma – per fare un esempio clamoroso – **a Modena lo Stato non ha messo in mostra tanto il suo volto arcigno e severo quanto la superba capacità delle donne e degli uomini delle nostre forze dell’ordine di gestire l’ordine pubblico**. Si doveva ottenere un risultato – sgomberare l’area del *rave* illegale – e il risultato è stato conseguito. A Roma si può così inneggiare alla pacchia defunta, **mentre a Modena i ragazzi arrivati per far casino hanno semplicemente lasciato l’area** (dopo aver anche ripulito, di sicuro parte della trattativa condotta *in loco*) fra due ali di reparti antisommossa che si sono guardati bene dal perquisirli, **pur sapendo perfettamente che un po’ di erba o altro stava sfilando davanti a loro.**

Anche sul delicatissimo fronte delle attività di soccorso e controllo in mare** abbiamo riascoltato paroloni da Conte I**, ma il contesto è radicalmente cambiato e certe cose semplicemente** non fanno più l’effetto di allora**. **L’opinione pubblica è assorbita dalla guerra, dall’inflazione, da quella stessa retorica del disastro economico incombente** che ha finito per far impallidire l’interesse per l’allarme-migranti. È un parlare un po’ a vuoto, per farla breve, proprio perché la retorica dei mesi dell’opposizione di **Fratelli d’Italia e della Lega** di governo e lotta (un po’ più di lotta che di governo)** ha finito paradossalmente per concentrare l’attenzione della pubblica opinione sul tema più complicato in assoluto da affrontare: quello economico**. Per qualche giorno, così, le parole d’ordine aiuteranno a distrarre con una spruzzatina di “legge e ordine”, ma nel giro di poche ore **la realtà delle bollette sarà più che sufficiente a spazzar via** i *rave* e a mettere in secondo piano le navi delle Ong.

In più, come scrivevamo ieri e trovate oggi in prima pagina, **l’Italia del governo Draghi è cresciuta sino all’ultimissimo giorno dell’esecutivo guidato dall’ex presidente della Banca centrale europea**. Anche più del previsto. Non c’è trucco, non c’è inganno e il governo Meloni parte da tutti segni più: una bella grana per chi sperava in una lunga luna di miele a base di “**Vi salveremo dal disastro dei governi delle sinistre e dei banchieri**”. L’unica parola d’ordine che abbia un senso resta “lavoro”.

di *Fulvio Giuliani *
