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title: Governo tra-Fitto
description: Attenzione, perché così il governo finisce trafitto non dagli avversari ma dalla incapacità di tenere la compagine a una sola linea politica
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date: 2024-08-27
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/governo-tra-fitto/
categories: [Politica]
tags: [economia, Europa, Italia, pnrr, politica]
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# Governo tra-Fitto

![Governo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Evidenza-sito-1520-1024x639.jpg)

Attenzione, perché così il governo finisce trafitto non dagli avversari ma dalla propria incapacità di tenere la compagine a una sola linea politica

**Il problema non è sapere quale incarico e quali deleghe avrà il commissario europeo indicato dall’Italia, perché saranno importanti e che siano anche incidenti dipende dal modo in cui quel lavoro sarà svolto. **Ciascun Paese dell’Unione europea indica un commissario e nessuno dei nominati rappresenterà il proprio Paese o ne farà gli interessi (cosa proibita dai Trattati) né si ritroverà isolato, perché la Commissione è un organo collegiale. **Isolata rischia di trovarsi l’Italia, anche perché il commissario – che dev’essere indicato entro la fine di questo mese e con ogni probabilità sarà Raffaele Fitto – si ritroverà con un governo italiano che sta pericolosamente divergendo dagli interessi europei. Che sono i nostri.**

**Nei primi sei mesi di quest’anno l’Italia ha superato il Giappone in valore delle esportazioni.** Siamo sempre stati grandi esportatori, ma il *surplus* raggiungibile – al netto dei prodotti energetici – si colloca ora a 100 miliardi. **L’Italia che corre e funziona non rifiuta ma vince la concorrenza, sa competere e vive nei mercati internazionali.** È l’Italia rattrappita nelle miserrime protezioni, nel rifiuto della competizione e nella tutela delle rendite ad andare male. **Quindi l’Italia che tira la carretta è europea e globale, ricordando che il principale mercato delle nostre esportazioni è e resta quello interno europeo.**

La politica che va a rimorchio del consenso, rinunciando a guidarlo e guidare il Paese, riflette questa doppiezza italiana. **Qualche volta riuscendo a propiziarne l’inefficiente convivenza, qualche altra cadendo in eclatante contraddizione. Ed è quello che capita ora.**

**Nello stesso posto, al Meeting di Rimini, sono andati a parlare il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e quello che segue l’attuazione del Pnrr, il già citato Fitto**, esponendo due posizioni inconciliabili. Neghino quanto credono, riaffermino la compattezza della maggioranza, ma non cambia una virgola. Giorgetti dice che il Pnrr è una pianificazione sovietica e che il Patto di stabilità costringe al corto respiro. **Posto che si pianifica e si fanno programmi pluriennali in tutte le aziende e a cura di tutti i governi degni di questo nome (laddove la deviazione sovietica consisteva non nel pianificare ma nel farlo dispoticamente e sopprimendo la libertà), il Pnrr è un impegno preso dal governo alla sua nascita e sono troppi due anni per accorgersi che è roba brutta. **Il tutto ricordando che il governo italiano chiede che ne siano allungati i tempi, quindi estesa la pianificazione. In quanto al Patto di stabilità, tenendo presente che lo ha negoziato lo stesso Giorgetti, è singolare che si rimproveri qui il tempo corto e agli investimenti Pnrr il tempo lungo. **Non ha senso. Erano battute? Non so il successo che avrebbero a “Zelig”, ma per l’Italia sono guai**. Ci siamo già chiamati fuori dalle nomine dei vertici Ue e dalla maggioranza nel Parlamento europeo, certe battute finiscono con il ricordare che Giorgetti stesso è stato rieletto con campagne per l’uscita dall’euro. **Non sembra essere nell’interesse italiano.**

**Fitto, all’opposto, è andato a dire che il discorso di von der Leyen ha avuto passaggi positivi, che di Pnrr ce n’è uno solo e che è un’occasione che l’Italia non può perdere **(e a sentirlo ripetere si corre agli amuleti) e che si devono tagliare le spese inutili (quali, per la miseria, si dica quali) e far scendere il debito. Che nel frattempo sale e se ci fosse anche il respiro lungo cui aspira Giorgetti si moltiplicherebbe mandando in pensione altre legioni da mantenere.

Attenzione**, perché così il governo finisce trafitto non dagli avversari – impegnati a raccogliere le firme contro la riforma costituzionale che fecero – ma dalla propria incapacità di tenere la compagine a una sola linea politica, così come previsto dalla Costituzione. **E non si dica che non ci riesce perché la Costituzione non gliene dà i poteri, perché una simile motivazione sarebbe l’ammissione della resa alla disomogeneità della coalizione che lo regge.

di *Davide Giacalone*
