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title: Il Colle non sia questione di camarille
description: "Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha dichiarato che Elisabetta Belloni, il cui nome è risuonato al Quirinale, è \"sua sorella\"."
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date: 2022-01-28
author: Jean Valjean
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/il-colle-non-sia-questione-di-camarille/
categories: [Politica]
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# Il Colle non sia questione di camarille

![Il Colle non sia questione di camarille](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-93.png)

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha dichiarato che Elisabetta Belloni, il cui nome è risuonato al Quirinale, è "sua sorella". Misterioso l'intento di infarcire il prestigio istituzionale con legami personali anziché prospettive concrete.

Dialoghi ravvicinati dell’Italia di oggi. I**l ministro degli Esteri Luigi Di Maio**, dei 5 Stelle, **a proposito del capo dei servizi segreti Elisabetta Belloni**, il cui nome è stato fatto, certo non da lei, per il Colle ha spiegato: «Elisabetta è mia sorella, alla Farnesina abbiamo lavorato insieme benissimo. Proprio per questo, occhio a non bruciarla».

Da ridere non c’è nulla, **la questione è maledettamente seria**. Perché il responsabile della Farnesina deve far sapere che la responsabile dei servizi segreti è sua ‘sorella’? Quale che sia la ragione politica di una tale dichiarazione, il suo senso – comunque lo si voglia interpretare – resta soprattutto uno: **il ministro degli Esteri della Repubblica è amico della responsabile dei servizi segreti**. Vi è in questo annuncio la diapositiva della crisi della politica e di buona parte delle istituzioni italiane.

Un linguaggio che fotografa la fine dei partiti, di un’idea di Paese, per consegnare a chi lo legge **una sottolineatura sui rapporti personali**. Forse sarebbe il caso che i *leader* politici italiani e pure i ministri, in queste ore complicate per l’Italia, **anziché andare per conoscenze, vadano per prospettive**. Perché d’accordo – volendo comunque usare un po’ di ironia – può darsi avesse ragione Leo Longanesi quando avvertiva che «la rivoluzione in Italia non si può fare perché ci conosciamo tutti».

Ma da lì a dire, di un candidato o di una candidata al Quirinale, è mio fratello o mia sorella ce ne corre. **E quel che ci corre si chiama prestigio delle istituzioni.**

 

*di Jean Valjean*
