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title: Il contado, la spesa pubblica e la fiscalità
description: "Contado, spesa pubblica e fiscalità. Diesel ed elettrico hanno in comune la cosa più importante: l'uso della spesa pubblica e della fiscalità"
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date: 2024-01-15
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/il-contado-la-spesa-pubblica-e-la-fiscalita/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, UE]
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# Il contado, la spesa pubblica e la fiscalità

![La spesa pubblica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/La-spesa-pubblica.jpg)

Il contado, la spesa pubblica e la fiscalità. Sembrano questioni distanti elettrico e diesel ma hanno in comune la cosa più importante: l'uso della spesa pubblica e della fiscalità

**Gli agricoltori tedeschi invadono Berlino con i loro trattori**, protestando dopo il ritiro dei contributi per l’acquisto del gasolio. Intanto **i cinesi invadono il mercato con le loro vetture**, nel settore elettrico superando [Tesla](https://laragione.eu/life/tech/robot-ferisce-un-ingegnere-di-tesla/) (per esportazioni nel quarto trimestre 2023). **Sembrano questioni distanti** – **il diesel e l’elettrico** – **eppure hanno in comune la cosa più importante**: **l’uso della spesa pubblica e della fiscalità**. Che sono **materie politiche**, se solo la politica se ne occupasse per quel che significano e comportano. La scelta consiste nell’usare quegli strumenti per difendersi (bloccando) o per competere (contrattaccando). Una scelta che si riflette negli interessi di ciascun europeo, cittadino di un mondo produttivo e consumatore al tempo stesso.

**I governi** – **Ue compresa** – **non possono fare il prezzo del gasolio, come di gran parte delle materie prime**. Il prezzo lo fa il mercato, tenuto presente che i produttori sono in buona parte lontani, non solo geograficamente. Perché ci fosse un accordo sul prezzo massimo del gas – che già è una forzatura – c’è voluta una guerra.

**Se un governo decide di sussidiare l’acquisto di gasolio, per gli agricoltori o i trasportatori, non farà che distribuire su altri la differenza fra il prezzo reale e quello agevolato**. Una parte di quel gasolio sarà pagato da cittadini che non hanno né trattori né camion. Ha senso? Lo ha se si tratta di misure temporanee e destinate a evitare che un settore produttivo vada fuori mercato e fallisca, arrecando un danno collettivo. Si aiuta a superare quel momento, poi ciascuno riprende a camminare con le proprie gambe. Magari i consumatori non se ne accorgono subito, ma il prezzo dei prodotti agricoli sarà aumentato anche restando fermo. Se ne accorgeranno quando vestiranno i panni del contribuente. Il problema è che ritirare i sussidi è difficile, come in **Germania** si dimostra e come si dimostrerebbe anche in **Italia**, se lo si facesse. È difficile perché protesta sempre chi cessa di ricevere, non chi continua a finanziare. Che è uno degli effetti psichedelici della droga contenuta nel debito pubblico.

**Per difendere i ‘nostri’ produttori di autovetture** – **ma ‘nostri’ di chi?** – **e contrastare il fatto che i cinesi usano il *dumping*, ovvero una prezzatura inferiore per conquistare mercati, si possono imporre dazi usando l’arma fiscale**. Significa anche, però, imporre a un nostro consumatore di non prendere quel che considera più conveniente e di pagare di più. Si tende a dimenticare che se c’è chi produce con costi inferiori poi c’è chi compra a prezzi inferiori. Posso alterare la concorrenza anche sovvenzionando le imprese autoctone o predisponendo *bonus* che abbassino il prezzo effettivamente pagato, ma significa che una parte dell’auto la pagherà il contribuente che va a piedi.

**In un caso come nell’altro, quindi, come mi muovo sbaglio? Non si deve usare la spesa pubblica e la fiscalità? No, significa che se ne dovrebbe discutere la finalità**. A parte i fenomeni contingenti, che comportano la celere concessione e il veloce ritiro dei contributi, è sbagliato usare quelle leve per cercare di fermare il mondo e l’innovazione. Così si può solo che diventare poveri, essendo già stati fessi. Si può e si deve usare quegli strumenti per favorire la competitività, quindi l’innovazione. Dalla genetica in agricoltura alla tecnologia delle batterie, favorendo investimenti in ricerca e sviluppo che non fuggano la competizione ma permettano di vincerla.

**Altrimenti si torna al contado, alla proprietà feudale che supponeva d’avere un diritto per nascita e non riteneva ammissibile che lo si mettesse in discussione**. Hanno fatto una brutta fine e i soli che ancora lavorano le terre avite sono quelli che ci hanno investito e hanno innovato. Noi, oggi, siamo ben più ricchi dei cinesi e coltiviamo con tecniche innovative, ma ci raccontiamo come poveri e facciamo finta di credere che i pesticidi siano naturali e gli organismi geneticamente modificati demoniaci. **Così ci si fa del male**.

di *Davide Giacalone*

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