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title: Il dramma di una sinistra senza idee
description: "Fin dalla sua nascita, la sinistra è stata sinonimo di lavoro. ma ora c'è afasia nel campo di chi dovrebbe tutelarlo"
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date: 2025-06-12
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/il-dramma-di-una-sinistra-senza-idee/
categories: [Politica]
tags: [immigrazione, Italia, politica, Referendum, sinistra]
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# Il dramma di una sinistra senza idee

![sinistra-senza-idee](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/sinistra-senza-idee-1024x639.png)

Fin dalla sua nascita e in qualunque latitudine, la sinistra è stata sinonimo di lavoro. È sconcertante vedere che nel corso dei decenni si sia prodotta una afasia nel campo di quelli che dovrebbero tutelarlo

Al di là del *risiko* sui numeri che confermano che in politica la matematica è solo purissima opinione, **forse si può analizzare il risultato referendario in un quadro più di fondo. **Di “sistema”, se il termine non urta troppo.

Proviamoci. **Fin dalla sua nascita e in qualunque latitudine, la sinistra è stata sinonimo di lavoro: della sua difesa e di quella dei lavoratori.** “Lavoratori di tutto il mondo unitevi” è stato il *mantra* che ha guidato i progressisti nel mondo. **Ebbene, è [sconcertante](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/sinistra-confusione/)vedere che i cambiamenti che nel corso dei decenni hanno caratterizzato il lavoro hanno via via prodotto una afasia – concettuale e pratica – nel campo di quelli che dovrebbero tutelarlo, rinnovarlo, salvaguardarlo.** I lavoratori hanno via via perso diritti (alcuni dei quali diventati anacronistici) senza che la sinistra abbia saputo contrastare il fenomeno.

**La globalizzazione **– in particolare nei Paesi ricchi dove la sinistra pesca i maggiori consensi senza cedere alle sirene del populismo –** invece che ridurre ha amplificato le disparità, sterminando il ceto medio **(spina dorsale di qualunque sistema democratico) **e allargando la moltitudine dei meno abbienti. Anche qui la sinistra ha balbettato. **Il risultato, ahimè non soltanto in Italia, è che i progressisti si sono divisi. Fra chi insegue improbabili sogni di ritorni al passato del sol dell’avvenire e chi scimmiotta velleitariamente la destra.

**Via via la sinistra è diventata il campo dei garantiti. Di chi il lavoro ce l’ha o ce l’ha avuto e ora è in quiescenza. Sempre più tralasciando i bisogni di chi il lavoro lo cerca, lo trova precario e malpagato. Senza più le tutele di una volta ma anche senza saperne individuare di nuove e più efficaci.** La Cgil che, un decennio dopo, chiede l’abolizione del Jobs Act votato dalla sinistra dell’epoca è l’esempio più calzante dello smarrimento in atto.

Idem per la sicurezza. Concetto anch’esso strettamente connesso alla sinistra: **cos’è se non sicurezza la garanzia di avere una pensione quando la vecchiaia ti espunge dal mondo produttivo? Per non dire della sanità. Del *welfare* nato e costruito attorno ai bisogni dei più poveri, per assicurare loro la possibilità di curarsi con umanità e civiltà.** Eppure anche qui la sinistra è arretrata e la destra ha finito col prevalere.

**Quando è entrato in scena il dramma dell’immigrazione clandestina** – cioè di una massa di disperati che cerca vie di sopravvivenza in un mondo dove il 25% della popolazione detiene e consuma il 75% della ricchezza – **la sinistra è andata in tilt. E, senza voler infierire, fanno tenerezza i tanti che s’indignano per il risultato del referendum sulla cittadinanza. Che dimostra che anche fra i progressisti l’immigrato è percepito come un pericolo e non come una opportunità. **Più che stracciarsi le vesti, sarebbe utile provare a capire.

Al dunque il pericolo per la democrazia non viene, come sostiene Landini, dalla scarsa affluenza ai seggi. Che pure è un risultato drammatico per il quale troppi versano lacrime di coccodrillo. **Il pericolo sta nel fatto che la metà del cielo politico non ha più idee vincenti. Non sa più come analizzare e fronteggiare la realtà che incombe.** E che pretende interventi strutturali più che lai tanto alti quanto sballati.

Nei giorni scorsi, sul “Corriere”, Walter Veltroni ha lamentato che i democratici americani non sono stati capaci di alimentare un progetto di società valido, un sogno corposo e vincente. E questo ha spianato la strada a Trump. Forse il ragionamento vale anche per questa parte dell’Atlantico. **Il mito dell’eguaglianza è affondato nelle ricorrenti crisi economiche. La fraternità appare un simulacro ultraterreno che soltanto la Chiesa può alimentare. La libertà si è sposata con un *mare magnum* di diritti spesso più immaginati che reali senza che ci sia un bilanciamento sui doveri**. La destra cresce e la sinistra langue: servono idee, non giaculatorie.

Di *Carlo Fusi*
