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title: Il giorno della verità sul governo Draghi
description: &quot;Mario Draghi, la carta vincente fuori e dentro i confini nazionali, svelerà le sue intenzioni: andare avanti o dimettersi&quot;
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date: 2022-07-20
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/il-giorno-della-verita-sul-governo-draghi/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, politica]
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# Il giorno della verità sul governo Draghi

![Draghi e Conte](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Evidenza-sito-1.png)

Mario Draghi, la carta vincente fuori e dentro i confini nazionali, svelerà le sue intenzioni: andare avanti o dimettersi. Ma nella politica tutta italiana dell&#039;autoreferenzialità, tutto può accadere.

Facciamo così: **oggi il M5S di Giuseppe Conte vota la fiducia a Draghi** non perché ha cambiato idea bensì per strozzare la manovra scissionista del capogruppo alla Camera, Davide Crippa. E poi si ricomincia come prima, dopo una settimana di fibrillazioni che hanno coinvolto i massimi livelli istituzionali annunciando l’Armageddon governativo e invece era nient’altro che una puntata extra di “Scherzi a parte”.

Ovviamente **è uno scenario volutamente paradossale: ma qualcuno potrebbe dire con sicurezza che è anche irreale? **In fondo il punto è proprio questo, l’ennesimo ghirigori della crisi di sistema che ci portiamo appresso da anni e che stavolta ha inghiottito anche **Mario Draghi, ossia il meglio che potevamo giocare**, la carta vincente dentro e fuori i confini nazionali.

**Oggi il presidente del Consiglio svelerà le sue intenzion**i, se andare avanti o dimettersi irrevocabilmente. Da quando, giovedì scorso in Consiglio dei ministri, dopo il non voto di fiducia dei Cinquestelle, spiegò a muso duro che «la maggioranza di unità nazionale che ha sostenuto questo governo dalla sua creazione non c’è più» e che dunque **era venuto meno «il patto di fiducia»** alla base dell’azione dell’esecutivo, di fatto nulla di sostanziale è cambiato.

**Abbiamo assistito ai lambiccamenti cerebrali** (alcuni espressi a quanto pare in costume da bagno perché, insomma, ma hai visto che caldo che fa?) **dei pentastellati** in assemblea permanente decisi a ripercorrere i sentieri dei Collettivi studenteschi di 40 anni fa: **tantissime chiacchiere, qualche occhiata obliqua** per vedere l’effetto dei propri interventi e alla fine la decisione unanime di riconvocarsi e ripetere il medesimo copione. **A parte questo, poco altro**. Che poi, almeno fuori dal Palazzo, tanto poco non è stato, ma ci arriviamo tra un secondo.

Prima va detto che nonostante le cose siano rimaste sostanzialmente le stesse, **il barometro** dei frequentatori degli emicicli di Camera e Senato **punta sulla convinzione che SuperMario non resisterà al pressing** e resterà dov’è fino al termine della legislatura. Ammaccando in parte il suo profilo però facendo felici e contenti un bel po’ di personaggi, parecchi con diversi centimetri di pelo sullo stomaco.

In realtà **c’è ancora una fetta di osservatori** e di elettori che si ostina a credere che invece di fronte agli onorevoli rappresentanti del popolo **l’ex presidente Bce scarterà, annunciando l’irrevocabile addio.** Chissà. Però il fatto che siamo il Paese dei tarallucci e vino come exit strategy qualcosa vorrà dire.

Ecco. Ricordavamo che in questi cinque giorni di agonia farlocca qualcosa è successo. Precisamente che, seppur con qualche strumentalità, le categorie professionali, i ceti medi, l’associazionismo, il terzo settore, le parti sociali e insomma **gran parte dell’universo dei settori intermedi** – seppelliti dal disinteresse e sfiancati dal Covid – **sono tornati a far capolino, a scendere in piazza per segnare la loro presenza e la voglia di farsi sentire**. Dunque, come si sarebbe detto una volta, sono tornati a fare politica; seppur nelle forme e nei modi di adesso e non di mezzo secolo fa. I corpi intermedi sono l’ossatura del Paese, il corposo segmento sociale che è il più infiacchito dalla crisi e il meno considerato nonché il meno protetto. Tuttavia era e resta decisivo.

Se si muove, in questo caso per sostenere la permanenza di Draghi a Palazzo Chigi (peraltro in sintonia con l’umore degli italiani) vuol dire che vive e s’ingegna. **Solo che non trova rappresentanza perché i terminali politici** – ossia istituzioni, partiti, movimenti – **sono atrofizzati nella loro autoreferenzialità**. Brutto, brutto affare.

 

*di Carlo Fusi*
