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title: Le prossime sfide del governo
description: "Giustizia, scuola, rapporti internazionali, flat tax e aliquote, sono alcuni dei temi dell'ultimo incontro a Palazzo Chigi."
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date: 2023-01-30
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/il-governo-e-le-sue-prossime-sfide/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Le prossime sfide del governo

![governo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-12-9.png)

Giustizia, scuola, rapporti internazionali, flat tax e aliquote, sono alcuni dei temi dell'ultimo incontro a Palazzo Chigi

**Il senso dell’incontro a Palazzo Chigi è chiaro e positivo: il governo non può arretrare, rispetto al programma esposto in tema di giustizia**; al tempo stesso non può avanzare rompendo a testate il fuoco di sbarramento acceso con polemiche strumentali e infondate – provando a mettere in bocca al ministro Nordio cose che non ha mai detto – e quindi ribadisce gli obiettivi e il punto più rilevante e decisivo, ovvero la separazione delle carriere oltre quanto già disposto dalla riforma Cartabia, ma abbassa i toni, allunga i tempi e apre al dialogo. L’ultima cosa è anche una perfida ironia, visto che il ministro è magistrato da una vita e lo rimarrà intellettualmente a vita, diciamo che farà un giro d’ascolti fra le correnti, mentre** il problema politico vero resta in capo al Partito democratico**: se non coglie l’occasione di dare una mano a un’impostazione civile e responsabile, non prona alle corporazioni, si ritroverà in futuro, magari con diverso nome, prigioniero di quel che ancora lo tiene in vincoli.

**Sul fronte della scuola, dopo avere iscritto il “merito” nella carta intestata ministeriale, si trovano a dover guadare il fiume del rinnovo contrattuale.** Se riusciranno a metterci meccanismi e somme premiali per gli insegnanti meritevoli, avranno fatto un ottimo lavoro. Altrimenti potranno contare sul trofeo impagliato che ogni ministro mette sulla propria scrivania: la modifica degli esami di maturità. La più inutile, frequentata e velocemente abbandonata riforma della storia, dal 1861 a oggi. Avere approcciato il tema con l’evocazione delle gabbie salariali – quando le scuole meno qualificate si trovano dove il costo della vita è inferiore – è stato gesto di generosa imperizia.

**Circa i rapporti internazionali, la solidarietà atlantica e la [collocazione europea](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/soldi-europei-responsabilita-italiane/), conti e vincoli compresi, siamo nel campo della continuità.** Come è bene che sia. Certo che si possono introdurre novità (magari si riuscisse a stabilizzare la Libia, il che comporta sintonia con Francia e Ue, ma anche sponda Usa per gli altri Paesi coinvolti nell’area), ma non modificherebbero la sana continuità. Chi temeva o sperava in sfracelli, ne prenderà atto.

Il tema su cui il governo può far risuonare un fischio di scossa e novità, conciliando la propria identità politica con l’assennatezza delle proposte, il tema su cui, al tempo stesso, potrebbe sentirsi un fischio di fine dei giochi preliminari, è quello fiscale. Sì,** è vero che il punto di partenza è la “*****flat tax*****”, che non ci sarà, ma qui le riforme di oggi possono camuffarsi con la propaganda di ieri**, lavorando sulla “*flat*” per questo o quel gruppo di contribuenti, per un determinato reddito o un altro, che è l’opposto della “*flat*”: **in realtà è un regime forfettario come altri già ne sono stati varati, ma il travestimento può riuscire**.

Più interessante quel che viene presentato come uno stadio di passaggio, ma che in sé è già sostanza, ovvero **la riduzione del numero delle aliquote**. In qualsiasi modo lo si realizzi comporta che, nelle aree a cavallo dell’aliquota cancellata (ragionevolmente le intermedie), qualcuno pagherà di meno e qualcuno dovrà pagare di più. Non meno interessante vedere come ci si muoverà sul lato delle detrazioni e degli adempimenti, in modo che il fisco non sia oltraggioso oltre che esoso.** Il governo non potrà permettersi sgravi che generino un calo delle entrate e quando tocca riformare “a gettito costante” è evidente che non si susciterà la felicità**, ma sarebbero già molto la ragionevolezza e la serenità.

Il governo prenda il tempo necessario. Non senta la fregola dell’intervista e dell’annuncio. Non consenta la gara di visibilità fra colleghi ministri e fra alleati di maggioranza. Energia sprecata che consuma le batterie. Fin qui è stata proprio la moderazione nell’esibizione a farne il tema più promettente e affidabile. Cancellare un’aliquota non è la rivoluzione, ma è un apprezzabile gesto verso quei (troppo pochi) italiani che pagano il conto per tutti.

Di *Davide Giacalone*
