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title: Il lavoro come peso, il guadagno come diritto
description: Uno storico hotel termale non riesce a trovare 20 lavoratori stagionali. Questo non è un problema nuovo creato dalla pandemia.
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date: 2021-10-01
author: Maurizio Bortoletti
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/il-lavoro-come-peso-il-guadagno-come-diritto/
categories: [Politica]
tags: [Italia]
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# Il lavoro come peso, il guadagno come diritto

![Il lavoro come peso, il guadagno come diritto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Lavoro.png)

La strada migliore per fermarsi in fretta. Uno storico hotel termale non riesce a trovare 20 lavoratori stagionali. Questo non è un problema nuovo creato dalla pandemia. Tante sono le cause tra cui il reddito di cittadinanza, bonus e altri sussidi.

«Non riesco a trovare 20 lavoratori stagionali». Nulla di nuovo, di **manodopera che non si trova** abbiamo già letto. **Non** si tratta peraltro di **un problema nuovo, creato dalla pandemia**: a gennaio 2020, l’ufficio studi dell’**Associazione artigiani e piccole imprese di Mestre** (più nota come **Cgia**) evidenziò come il 32,8% delle assunzioni previste fossero di difficile reperimento – soprattutto nel Nordest – a causa dell’impreparazione dei candidati o, addirittura, per la mancanza degli stessi.

Ma il caso che vogliamo segnalarvi aiuta a comprendere meglio quali distorsioni nel mercato del lavoro si siano determinate – e si stanno dilatando, **in assenza di rimedi** – **a seguito dell’elargizione di bonus e sussidi vari**. Quei 20 lavoratori sono cercati da uno **storico hotel termale**, di elevato livello e di proprietà da sempre della stessa famiglia, che ha creato un ambiente lavorativo attraente e capace di stimolare, anche sotto il profilo del riconoscimento economico, le migliori professionalità: non è casuale che i dipendenti che se ne vanno via lo facciano solo per andare in pensione. **Eppure la proprietaria non trova** – come nel passato – **quel personale in più, stagionale**, per ampliare come ogni anno i servizi e l’offerta ai propri clienti. Ritrovandosi spesso lei a fare il ‘tappabuchi’ e la factotum.

La spiegazione che si è data è purtroppo di una semplicità imbarazzante: la **pandemia** ha fatto ‘spostare’ una massa di **lavoratori, soprattutto giovani, verso posizioni a tempo indeterminato nei settori rimasti aperti** (logistica, e-commerce, grande distribuzione, et cetera); chi prende il **reddito di cittadinanza** e **altri bonus** non vi vuole rinunciare e ricerca soluzioni retributive che finiscono per aggravare ulteriormente il problema (il cosiddetto ‘nero’ altera la concorrenza, al di là che vi sia dolo o necessità da parte dell’imprenditore); **i giovani giudicano troppo basso lo stipendio di ingresso** che, molte volte, è di poco superiore a quello che ‘passano’ loro genitori e nonni; infine vi sono le inadeguate capacità di una parte di coloro che si presentano o le richieste, inaccettabili, di chi si offre e chiede livelli di inquadramento insostenibili e, soprattutto, offensivi per gli altri dipendenti.

Così si finisce con il **perdere occasioni per creare ricchezza** in una località dove l’isola pedonale straborda di persone, all’ora dell’aperitivo i bar sono stracolmi di clienti e i turisti stranieri europei sono tornati. Chi ha ‘resistito’ alla pandemia non trova gli stagionali per organizzare le grigliate nel parco dell’hotel o gli aperitivi e il dopo cena in piscina, e non certamente per un problema di basse retribuzioni o di carenza di mance. **Così chi non si è ‘arreso’ rischia di farlo ora**, anche perché il ‘**bonus terme**’ è lontanissimo dalle richieste presentate al governo dagli imprenditori del settore.

**Stiamo purtroppo pagando qualcuno perché non lavori**: d’altronde, per poche centinaia di euro in più, perché dovrebbe farlo? E se non siete d’accordo su questo, speriamo di esserlo su questa constatazione: un Paese dove **un qualsiasi stipendio è più basso dell'importo medio del reddito di cittadinanza** non ha un gran futuro.

 

di *Maurizio Bortoletti*
