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title: Il nuovo governo della Meloni tra alleanze e trappole
description: "Giorgia Meloni farà la storia non per essere la prima donna e di destra ma se saprà usare il consenso raccolto al servizio dell'Italia"
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date: 2022-09-29
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, politica]
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# Il nuovo governo della Meloni tra alleanze e trappole

![Meloni governo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/Evidenza-sito-1-7.jpg)

In una democrazia non si comanda ma si governa. Giorgia Meloni farà la storia non per essere la prima donna e di destra ma se saprà usare il consenso raccolto al servizio dell'Italia.**Avere la maggioranza assoluta degli eletti impone alla destra di formare il governo. Hanno il diritto-dovere di governare.** L’interesse nazionale è sempre che il governo funzioni. Quella forza parlamentare, però, comporta anche una trappola. Più se ne ha e meno ci si ricorda di quali siano i suoi limiti.

**La coalizione vincente ha forti differenze al suo interno**. Il governo Meloni prenderà forma nella seconda metà di ottobre, il tempo intermedio sarà quello dello scontro nella coalizione, il tempo successivo sarà quello dei conti con la realtà. E la prima realtà con cui fare i conti è quella del consenso.

**In una democrazia non si comanda ma si governa. E governare significa compiere delle scelte essendo capaci di costruire il consenso attorno a quelle**. Sia il non scegliere che il compiere scelte solo per il consenso (vedi *bonus* e soldi regalati) non è governare ma sgovernare. Il consenso raccolto con le elezioni è determinante ai fini delle maggioranze parlamentari, ma per governare veramente occorre rigenerarlo di continuo.

**Anche perché la destra ha vinto per suicidio della sinistra**: il quadruplicarsi dei voti a Fratelli d’Italia non è la crescita dei voti al centro-destra – che rimangono stabili – ma una redistribuzione interna. Significa che la maggioranza dei voti espressi non è andata alla destra, il cui consenso (se si mettono nel conto gli astenuti) si riduce a un terzo degli italiani. **Per giunta il voto dei giovani, che si sono astenuti più dell’insieme degli elettori, è andato principalmente ad Azione**, il che segnala un distacco generazionale. Dimenticare che il consenso di cui si dispone non è il trionfo ora celebrato e dimenticarsi che va rinnovato è una trappola. Se ci si cade ci si paralizza.

**La prima conseguenza di questo è che saggezza suggerisce di avviare subito il confronto parlamentare sul tema delle riforme costituzionali**. Non perché la Costituzione sia “vecchia” (che bischerata: è del 1948, quella statunitense del 1788 ed è stata cambiata, con emendamenti, meno della nostra) o perché l’Italia di oggi non sia quella di allora (i princìpi e i valori non cambiano), ma perché la sinistra l’ha cambiata e scassata nel 2001. Nel porre rimedio si possono affrontare anche altri aspetti. Ma se si vuole ragionare di una RiCostituente, allora non c’è maggioranza che tenga: **si deve dialogare con tutti e scegliere di farlo in una sede apposita**. Le forze che saranno all’opposizione e che si rifiutassero al dialogo non sarebbero più oppositrici ma meno serie e credibili.

**L’opposizione sarà irresponsabile se sceglierà di usare gli inevitabili guasti economici del 2023 per reclamare dal governo più soldi da distribuire**. Al governo sarebbero degli irresponsabili se usassero quei guasti per guastare gli equilibri di bilancio. Proprio perché il lavoro è stato impostato dal governo Draghi e la sua realizzazione è nell’interesse nazionale, **al governo spetterà procedere e all’opposizione non solo criticare**. In quello, a parte il vitale fronte ucraino, si misurerà l’affidabilità europea. Nel nostro interesse. E, ad esempio, pensare di usare i fondi che non siamo stati capaci di spendere per compensare gli aumenti del gas può sembrare una buona idea ma è anche una figura di palta e un’attitudine mendica. Quei soldi sono garantiti da tuti i contribuenti europei, tutti pagano di più l’energia e non può essere premiato chi è stato meno capace di usarli.

**Ripetono tutti che il nuovo governo lavorerà in un momento terribile. Di facile non c’è nulla, ma si troverà due anni di crescita alle spalle**. La Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, appena licenziata dal governo, specifica: +6,6% nel 2021 e +3,3% quest’anno, quindi meglio del previsto (3,1%). *Deficit* e debito in calo e inflazione prevista in decrescita già entro i prossimi mesi. L’anno prossimo si rallenterà, ma pur restando in crescita (+0,6%). Inoltre il governo avrà a disposizione fondi europei – da investire – quanti non ce ne sono precedentemente stati.

**Meloni è nella storia per essere la prima donna e la prima di destra, ma la storia potrà farla se saprà usare il consenso raccolto per accrescerlo senza arroganza**, al servizio dell’Italia, sulle scelte che si dovranno fare. L’alternativa è la solita storia: cadrà per mano dei suoi alleati, cui ha sottratto i voti.

 

*di Davide Giacalone*
