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title: "Il PD e il &#8220;Pandoro&#8221; del curling: se la politica si nasconde dietro l&#8217;errore di comunicazione"
description: "Usare gli atleti olimpici a loro insaputa non è \"linguaggio dei meme\", è sciatteria istituzionale. E le scuse del PD sono peggio"
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date: 2026-02-12
author: Luca Cavallini
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categories: [Politica]
tags: [milanocortina2026, pd, politica]
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# Il PD e il &#8220;Pandoro&#8221; del curling: se la politica si nasconde dietro l&#8217;errore di comunicazione

![PD](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/02/TRE-FOTO-28-1024x639.jpg)

Usare gli atleti olimpici a loro insaputa non è "linguaggio dei meme", è sciatteria istituzionale. E le scuse del PD assomigliano terribilmente a quelle degli influencer

C’è una *stone* che scivola sul ghiaccio olimpico e c’è una credibilità che scivola su una buccia di banana digitale. **L'incidente del video social con cui il Partito Democratico ha deciso di appropriarsi delle immagini di Amos Mosaner e Stefania Constantini per la propria campagna referendaria non è una questione politica**. È un gigantesco campanello d'allarme sullo stato di salute della comunicazione pubblica in Italia.

I fatti sono semplici:** viene preso un momento di gloria nazionale (il curling ai Giochi Olimpici diMilano-Cortina, evento peraltro coperto da copyright), gli viene appiccicato sopra uno slogan elettorale ("No" al referendum), e lo si pubblica**. Risultato? **Il CONI insorge**, gli atleti — che di mestiere faticano sul ghiaccio, non sui palchi dei comizi — si dissociano indignati ("Non ne sapevamo nulla"),** e il video viene cancellato nella notte.**

Fin qui, la cronaca di una gaffe,** ma è la giustificazione a doverci preoccupare**. La nota di scuse parla di "**dispiacere per il fraintendimento**" e si appella al "**linguaggio comunicativo del meme**" che si inserisce in un "contesto ironico".

**Vi ricorda qualcosa?** Questa retorica del "fraintendimento", del "non volevamo", della buona fede tradita dalla cattiva interpretazione del pubblico, ha un precedente illustre e recente: **[il caso Balocco-Ferragni](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/ferragni-tribunali-veri-tribunali-del-popolo-e-follie/).**

Quando l'imprenditrice digitale fu travolta dallo scandalo, parlò di "errore di comunicazione". Oggi, la politica usa lo stesso scudo. **È il tentativo di derubricare una violazione delle regole (in questo caso del diritto d'immagine e della Carta Olimpica, che impone la neutralità) a un semplice scivolone di stile.**

Ma c'è una differenza enorme. **Se un influencer sbaglia, risponde al mercato e ai follower. Se sbaglia chi si candida a guidare il Paese o a scrivere le leggi, il problema è istituzionale. **Non si puòchiedere il rispetto delle regole ai cittadini se poi per primi si trattano il diritto d'autore e il consenso come fastidiosi orpelli burocratici.

**Il punto che sfugge ai social media manager dei palazzi romani è che il "linguaggio dei meme" non è una zona franca dove tutto è permesso.** Se un utente privato fa un meme sul curling, è satira o goliardia. Se lo fa un partito politico o un brand, è **appropriazione indebita di valori**.

**Gli atleti olimpici rappresentano tutti. **Indossano la maglia azzurra, non quella di una corrente politica. Usare la loro fatica e la loro immagine per vendere un "Sì" o un "No" — senza nemmeno chiedere il permesso — è un atto di arroganza. **Significa pensare che tutto ciò che passa su uno schermo sia "roba nostra", carne da macello per l'algoritmo.**

**La politica dovrebbe dare il buon esempio**. **Dovrebbe essere l'adulto nella stanza.** Invece, assistiamo a una rincorsa verso il basso, dove l'istituzione scimmiotta i trend di TikTok sperando di raccattare qualche like, dimenticando che la forma, in democrazia, è sostanza.

**Cancellare il video a mezzanotte non cancella il problema.** Resta la sensazione sgradevole che chi ci governa (o vorrebbe farlo) gestisca la comunicazione pubblica con la stessa leggerezza con cui un adolescente gestisce il gruppo WhatsApp della classe.

di *Luca Cavallini*
