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title: "Redditometro retromarcia: cancellato in 24 ore"
description: "Cancellato in 24ore il redditometro: per chi fa confusione fra la persecuzione statale e il riassorbimento dell'evasione fiscale"
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date: 2024-05-23
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [politica]
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# Redditometro retromarcia: cancellato in 24 ore

![Redditometro retromarcia: cancellato in 24 ore](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-2-7.jpg)

Cancellato in 24 ore il redditometro: via alla tremarella per chi fa confusione fra la persecuzione statale e il riassorbimento dell'evasione fiscale

Come il fantasma del Natale passato torna a tormentare la coscienza di Scrooge, nel racconto di Dickens, **anche il fantasma del redditometro torna a far venire la tremarella **a chi fa confusione fra la persecuzione statale e il riassorbimento dell’evasione fiscale.

Trattasi di fantasma perché **dissero che l’avevano ammazzato e seppellito, mentre invece era solo stato accantonato **(dal governo Conte I, M5S e Lega). Dopo essere stato utilizzato anche da governi di centrodestra. Un po’ come la legge Fornero, che a sentir le propagande sarebbe stata abrogata già un paio di volte e che invece è ancora lì e ci resterà, perché quel che è stato promesso sta fuori dalla realtà. **Ma è proprio così orribile, il redditometro? È solo uno strumento, come le pinze: dipende da cosa ci stringi dentro**.

L’osservazione circa l’**eventuale distanza fra il reddito dichiarato e il tenore di vita è un ovvio compito dell’amministrazione fiscale**. Il povero con lo *yacht* è solo l’esempio esagerato di quel che appartiene al comune buon senso. Se uno strumento sintetico aiuta quell’osservazione non si capisce per quale motivo si dovrebbe rinunciare a utilizzarlo. Nel caso in cui quell’osservazione – per sua natura fallibile – evidenzi uno scostamento superiore al 20% fra dichiarato e speso, allora il fisco si attiva. In questo stadio non significa nulla, perché posso ben avere un reddito molto basso e un tenore di vita assai alto senza evadere un centesimo di imposte, cosa che sarà facilmente accertata una volta attivati i controlli dopo l’allerta suonata dal redditometro. **Fin qui non si vede quale sia il problema. Che da qui comincia, però**.

**Primo**: non devo essere io a dovere dimostrare d’essere onesto, ma il fisco a dimostrare che ho evaso. Lo scostamento di cui dicevamo può essere un segnale, ma non una prova. **Secondo**: i tempi dell’accertamento non possono essere lunghi, perché consistono in fastidiosi impedimenti e costi. **Terzo**: il giudice innanzi cui comparire deve essere terzo e non dipendere dall’amministrazione fiscale. **Quarto**: la quale amministrazione fiscale deve essere responsabile di quanti trascina inutilmente in giudizio e vengono assolti, non essendo stata capace di capire prima che non c’era materia per andare avanti. In tutto ciò il redditometro non c’entra un bel niente.

**Ha detto la presidente del Consiglio: «Mai nessun Grande fratello». Perché? Se intende un potere che falsifica e condiziona, come nel romanzo di Orwell, ha più che ragione**. Giammai. Ma se intende l’occhio pervasivo, capace di seguire ogni incasso e ogni spesa, perché no? La sola cosa che ci si dovrebbe impegnare a garantire è la riservatezza dei dati. Per il resto: i soldi che ho li spendo come mi pare, senza che ci sia nulla di male; se invece spendo soldi che non dovrei avere e sui quali non ho pagato le imposte, c’è molto di male: sto rubando ricchezza alla collettività e ben vengano controlli e sanzioni. Secondo quanto appena prima descritto.

**L’evasione fiscale resta molto alta, ma è anche in diminuzione**. Non si tratta di un miracolo o di un pentimento morale ma dell’uso della fatturazione elettronica, che toglie margini all’evasore. Quell’effetto è moltiplicabile per ogni forma di pagamento, con gran giovamento per l’onestà. Il punto non è affatto obbligare a pagare con le carte, in modo tracciabile, perché il frusciante resta un mezzo legale (entro limiti fissati) di pagamento; il punto è obbligare a incassare con qualsiasi mezzo lecito di pagamento. Nel giro di qualche mese passerebbe tutto al digitale: più comodo, sicuro e meno costoso. Purtroppo è quello cui l’attuale governo s’oppose.

**I conti del governo poggiano anche su un maggiore gettito da contrasto all’evasione, se ci si rinuncia cascano**. L’impressione è che, avendo ragione sul redditometro, il viceministro Leo abbia perso di vista il politometro: che non si sia accorto che si è in campagna elettorale. Che in campagna, poi, non sia prudente parlare di evasori è già il segno di una certa – non bella – idea dell’Italia.

*di Davide Giacalone*
