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title: Abnorme
description: Ha ragione il tribunale o il governo, circa il trattamento degli immigrati? Due torti non fanno una ragione, fanno un doppio torto
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date: 2024-10-22
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/immigrati-2/
categories: [Politica]
tags: [immigrazione, Italia, politica]
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# Abnorme

![Immigrati](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-1624-1024x639.jpg)

Ha ragione il tribunale o il governo, circa il trattamento degli immigrati? Due torti non fanno una ragione, fanno un doppio torto

**In assenza di idee, accontentatevi dello scontro. Una scatola vuota, ma chiassosa. Ha ragione il tribunale o il governo, circa il trattamento degli immigrati?** Due torti non fanno una ragione, fanno un doppio torto. E un decreto – preparato ieri – non fa una legge organica.

**I magistrati non dovrebbero avere neanche le *chat* fra collegh**i. Hanno lo stesso contratto di lavoro, possono ben discutere di ferie pagate **ma non di politica giudiziaria**. La libertà di pensiero e di parola non si estende a consentire a un arbitro di calcio di vestire la maglia del tifoso.** Può esserlo, ma se lo tiene per sé o cambia mestiere**. Non possono neanche sentirsi colleghi oltre un certo limite, perché il giudice dovrà giudicare l’operato dei magistrati che lavorano in Procura; il giudice d’appello le sentenze redatte dai giudici di primo grado; la Cassazione tutti quelli che ci hanno lavorato prima. **Se si esagera in colleganza, in comunanza politica e sindacale, in *mailing list*, l’intero costrutto istituzionale diventa una presa in giro. **Una decisione perde molto del suo valore e della sua autorevolezza se adottata, nell’esercizio delle funzioni, da chi contestava la legge.

**Tutto questo non autorizza il governo alla caciara avverso un’ordinanza che era così scontata da essere qui ripetutamente prevista**. Creare dei centri di raccolta, per gli immigrati giunti irregolarmente, che siano collocati fuori dal territorio nazionale** ha un senso e non è una ‘deportazione’** (contestazione assurda mossa dall’opposizione), **però soltanto se vi si applica una giurisdizione diversa da quella nazionale. Europea sarebbe il meglio, ma è un discorso mai iniziato in tanti anni persi a discutere di impossibili redistribuzioni.** Creare invece un centro all’estero per estendervi il diritto italiano – ovvero non creare una zona extraterritoriale ma rendere territoriale un lembo altrui – **non serve a niente**, **perché succederà lì quel che già succede qui. Ed è successo.** Ce ne siamo accorti tutti, mentre nessuno ne parla quando capita quotidianamente, perché non potendo aprire agli internati la porta del centro (altrimenti si sarebbero trovati in Albania) **è toccato ritraghettarli.**

**Non paghi, sono partite le insensatezze**. Il ministro Nordio – cui va la mia stima e manifesto il mio sgomento – **prima dice che nel suo mondo ideale i magistrati non commentano le leggi e i politici non commentano le sentenze**; poi aggiunge, senza neanche prendere fiato,** che quella decisione è «abnorme». Più o meno come quel ragionare. **L’ordinanza è ricorribile nei termini di legge, ma questi reciproci sconfinamenti dovrebbero essere rincorsi. **Taluni si sono avventurati nel sostenere che il giudice non dovrebbe interpretare le leggi, ma non esiste applicazione senza interpretazione**. Se la legge dice che si deve bloccare chi è pericoloso socialmente, **tocca al giudice interpretare la sussistenza di quel pericolo. **Se dice che non si può rimpatriare chi correrebbe un pericolo grave, tocca al giudice valutarlo, anche perché l’elenco dei ‘sicuri’ è colmo di eccezioni.** Se, per rimediare, si rende legge l’elenco dei Paesi si entra nel temerario o nell’inutile, perché se si porta appresso le eccezioni lo fa anche per il bisogno di interpretarle, se le cancella diventa liberticida**. Senza contare il conflitto con norme e sentenze europee, ovvero anche nostre e sovraordinate.

Interpretare non significa leggere nella norma quello che mi pare, ma per impedirlo sono il legislatore e il governante che devono far funzionare la giustizia, non maledirne uno specifico atto. **Mentre il Parlamento non adempie, da un anno, al suo dovere di nominare un giudice costituzionale.**

**Il decreto legge non modifica il quadro, lavora sulla gerarchia delle fonti.** Ma un decreto per opporsi a un’ordinanza è spreco d’energia, laddove dovrebbe premere l’uniformità dei pronunciamenti, per la quale cosa occorre la Cassazione e non la legislazione.** Il tutto nell’assurdo di avere bisogno di più immigrati e non sapere come sceglierli fra i troppi che arrivano.**

di *Davide Giacalone*
