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title: Immigrazione e rimpatri
description: L’immigrazione non è un’emergenza, non richiede misure temporanee, ma una questione che resterà critica, richiede piani a lunga scadenza
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date: 2023-09-19
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, immigrazione, politica]
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# Immigrazione e rimpatri

![immigrazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/09/Evidenza-sito-591.jpg)

L’immigrazione non è un’emergenza, non richiede misure temporanee, ma una questione che resterà critica, richiede piani a lunga scadenza e misure permanenti

**Si sono create le condizioni per un passo avanti.** Bisogna ora essere conseguenti, occorrendo un’intesa con la Commissione europea, che detiene il potere dell’iniziativa legislativa. **Sarebbe una svolta vera, la cui novità consiste nell’assenza di novità e la presenza di nuove volontà.**

**L’immigrazione non è un’emergenza**, non richiede misure temporanee, **ma una questione che resterà critica, richiede piani a lunga scadenza e misure permanenti**. Anche quelle approvate ieri dal Consiglio dei ministri sono utili a tamponare e segnalare, ma inadatte ad affrontare quel che ha una scala ben diversa.

I lati positivi sono due:** 1. Meloni, a parte i toni e il comprensibile uso di fumogeni, riconosce l’inconsistenza di molte delle cose prima sostenute e afferma che lo strumento da utilizzarsi sono i rimpatri**, non i ricollocamenti (vale a dire la distribuzione degli sbarcati in altri Paesi Ue), ripetendo che servono accordi con i Paesi del Nordafrica, ovvero il lavoro che stava facendo Minniti, quando era ministro degli interni, e che la dissennatezza sinistra ha misconosciuto anziché rivendicare; **2. Von der Leyen copre ancora una volta il governo italiano** – dopo averlo fatto con la Tunisia (ricevendo critiche) – **e segnatamente Meloni, giacché nessuno è così ingenuo da non cogliere il nesso della sua presenza a Lampedusa [con lo spettacolo opposto che andava in scena a Pontida](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/le-pen-salvini-unica-scelta-possibile-guai-ai-leader-che-non-colgono-allarme/)** (il che ha costretto Salvini a non esagerare ulteriormente il consueto linguaggio).

I dieci punti illustrati a Lampedusa non contengono novità, **ma ne sono la possibile premessa**. La missione navale si è già fatta e rifarla significa rifare quanto già attuato. **I contributi (soldi) Ue per le identificazioni e gli spostamenti secondari ci sono già stati e si prolungano. Gli accordi con i Paesi d’origine già approntati e già claudicanti.** Il contrasto agli scafisti è ovvio (a quelli che credono sia una novità l’affondamento dei barchini dedichiamo i filmati delle Ong che documentarono il taglio dei gommoni, dopo i salvataggi). I corridoi umanitari sono giusti, ma non funzionano senza protezione armata.** I ritorni volontari, alla sponda di partenza, sono e restano immaginazione.** Quindi si passa alla parte rilevante: identificazioni rapide e rimpatri. Quello è il punto decisivo.

**Se si vuole che funzionino occorre che la domanda d’asilo non sia rivolta all’Italia, alla Spagna o alla Polonia ma all’Unione europea e che siano le autorità comuni a rispondere.** È il lavoro più difficile, nel quale è scontato che si commetteranno errori e ingiustizie, ma è anche un lavoro impossibile se svolto sotto il dominio delle giurisdizioni nazionali. Da noi il respingimento è un atto amministrativo, ricorribile al Tar, con tanti saluti. **Nessuno potrà mai essere rimpatriato se non sarà stata prima respinta la richiesta d’ingresso, tanto che al governo** – non potendo accorciare i tempi di risposta – **allungano quelli di trattenimento (18 mesi). Intanto altri arriveranno**. Per cambiare occorre che** vi sia una giurisdizione unica specifica**, restando extraterritoriale l’area in cui è collocato chi è in attesa.

**Occorre che ciascuno Stato dell’Ue ceda sovranità all’Ue**. Essendo il solo modo per riuscire a difendere la sovranità territoriale in tema di ondate d’immigrazione.** Questo è l’interesse patrio e soltanto così potremo veramente «decidere noi chi entra»**, avendo interesse permanente a farlo entrare. Ogni altra strada o devasta il diritto, non riconoscendo i profughi, o resta inutilmente declamatoria. **Ed è così, con un clima sempre più pesante, in tutta Ue e non solo da noi.**

Per governare problemi grandi e drammatici non basta avere i voti, **serve anche il coinvolgimento dei cittadini**, il loro essere consapevoli di quale sia la partita in corso. **Avere avvelenato le democrazie con assurdità vaporose di bontà o digrignanti blocchi non è soltanto del tutto inutile, ma anche nocivo**. La propaganda ha le sue esigenze, il che vale per noi come per il ministro francese e tanti suoi colleghi. Ma la sostanza prevale. E quando la propaganda nuoce alla sostanza si chiama irresponsabilità.

di *Davide Giacalone*
