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title: Impopolare
description: "È necessario avere il coraggio della popolarità, non differente da quello dell'impopolarità. I demagoghi hanno un'idea plebea del popolo."
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date: 2021-09-16
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/impopolare/
categories: [Politica]
tags: [Italia]
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# Impopolare

![Impopolare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Popolarita.png)

È necessario avere il coraggio della popolarità, non differente dall'avere quello dell'impopolarità. L'idea che hanno i demagoghi del popolo è rivolta solo al loro tornaconto presente; in tal modo non rischiano l'impopolarità ma tradiscono il popolo.

Occorre avere **il coraggio della popolarità**. Che non è diverso dall’avere **quello dell’impopolarità**.

I **demagoghi** hanno un’idea plebea del popolo, ne cercano il consenso aizzandone le paure e accarezzandone le pretese, badando non al futuro collettivo ma al loro tornaconto presente. Così procedendo essi non rischiano l’impopolarità, ma anche tradiscono la popolarità, tradiscono **il popolo**, volendolo solo **infante plaudente e capriccioso**.

**Il coraggio della popolarità è ben altra cosa**, richiedendo la capacità di avere un’**idea di società**, studiare gli strumenti più adatti per raggiungerla, spiegandone ragioni e condizioni. Il demagogo è un pessimo padre, che disonora e deruba i figli. Non per questo è da preferire il paternalismo di chi provvede (o pensa di provvedere) per gli altri, lasciandoli in uno stato di irredimibile inferiorità.

**Meglio la meravigliosa e imbattibile imperfezione della democrazia**: perché il necessario sia anche utile, occorre che almeno la maggioranza si convinca che sia giusto sebbene, magari nell’immediato, sgradevole. **Questo il compito della politica**, naturalmente coltivando idee diverse circa gli approdi ideali. Quando **Mario Draghi**, ricordando **Beniamino Andreatta**, afferma che le decisioni necessarie vanno prese e difese, anche se impopolari, dice una cosa ovvia.

Chi mai gioisce per il dovere cavare un dente? Ma sapendo che è necessario, per evitare dolori e infezioni ulteriori e riconquistare il benessere, razionalmente affronta il passeggero supplizio. Supporre che glielo si possa togliere solo mentendogli, perché se avvertito preferirà morire a causa di un ascesso, significa supporre che quel soggetto abbia i denti ma non il cervello.

**Di questo sono convinti i demagoghi: che il popolo non abbia cervello, solo istinti**. Il concetto di ‘popolo’ non ha confini di ceto o funzione. Quando, all’inizio degli **anni Cinquanta**, il **ministro per il Commercio estero Ugo La Malfa volle liberalizzare gli scambi**, ovvero abbattere le protezioni doganali, **la Confindustria di Angelo Costa** lo accusò di star distruggendo l’industria italiana, svendendola agli stranieri. **Avvenne l’esatto opposto e fu innescato il boom economico**. Si può dire che **ebbe il coraggio dell’impopolarità altolocata**, ma anche che ebbe **quello della popolarità**, perché crebbero (non solo per quello) la ricchezza e il benessere collettivi.

**Non c’è solo la politica, però**. Se chi dirige un’azienda è premiato con i risultati economici a fine anno è probabile che, per inseguire il proprio legittimo guadagno, non si impegnerà a lavorare per il futuro dell’azienda, ma solo per i numeri del prossimo bilancio, da cui dipendono i suoi quattrini. Così procedendo si abita la democrazia e il mercato, ma li si confinano nei tempi corti, nelle visioni brevi, nei risultati immediati. Impoverendoli. Saranno ricordati solo i protagonisti capaci di rompere questi vincoli, mentre gli altri saranno anche di successo, ma resteranno comparse storicamente irrilevanti, incapaci di creare ma abili nel galleggiare.

Il nostro guaio è avere lungamente insegnato che ci si può arricchire senza creare ricchezza, così generando elettori che chiedono rendite finanziate dalla spesa pubblica e classe politica specialista nel far credere sia un diritto consumare più di quel che si produce. **Farla finita con quest’andazzo è un dovere**. **Anche morale**. Il cagnaccio che ringhia nel fare la guardia non è un cattivone, ma uno che fa il suo dovere. Se preferite fatevi difendere da un’oca. E già che ci siete mettete, come si mise, sua sorella a governare.

 

di *Davide Giacalone*
