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title: Considerazione a margine dell’inchiesta Toti
description: In quella tragicommedia nazionale che è rapidamente diventata l’inchiesta Toti ha rischiato di passare in secondo piano una sillaba
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date: 2024-05-29
modified: 2024-05-30
author: Valentino Maimone
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categories: [Politica]
tags: [Italia, politica]
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# Considerazione a margine dell’inchiesta Toti

![inchiesta Toti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-1222-1024x639.jpg)

In quella tragicommedia nazionale che è rapidamente diventata l’inchiesta Toti ha rischiato di passare in secondo piano una sillaba

**Una sillaba. In quella tragicommedia nazionale che è rapidamente diventata l’inchiesta in corso sul presidente della Liguria Giovanni Toti **(e con lui imprenditori vari), ha rischiato di passare in secondo piano – anzi sullo sfondo e pure fuori fuoco – una sillaba. Dice: embè?** Non erano due lettere dell’alfabeto qualsiasi: da sole avrebbero potuto imprimere una direzione ben definita al corso del processo, se nessuno si fosse accorto della loro presenza ingiustificata.**

Vale la pena di ricapitolare, per chi non abbia seguito le cose giudiziarie in arrivo da Genova.** Durante un interrogatorio davanti alla gip, l’imprenditore Roberto Spinelli (indagato per corruzione con il padre Aldo) pronuncia questa frase: «Toti ci chiedeva finanziamenti illeciti»**. O meglio, sembra pronunciarla. Perché in realtà usa un aggettivo simile, ma dal significato opposto: **finanziamenti «leciti»**. Solo che chi si sta occupando del verbale dell’interrogatorio (ne scriveremo più avanti) **ha capito e trascritto «illeciti». E un termine così, in un’inchiesta così, non può che pesare moltissimo.** Del fraintendimento Spinelli si accorge soltanto a posteriori, quando legge il testo integrale delle sue risposte alla gip. **Sbalordito, fa subito notare il *qui pro quo*. Il pm – figuriamoci – tiene il punto e invoca una perizia davanti alla gip. Risultato: nuova udienza *ad hoc*, esame dell’audio incriminato, ragione finale che viene riconosciuta a Spinelli. In effetti aveva detto «leciti» e non «illeciti», come trascritto erroneamente.**

Prima di archiviare la vicenda alla voce **“Aneddoti per avvocati o magistrati alla macchinetta del caffè”, vi chiediamo di andare avanti a leggere**. Perché questa storia mette insieme diversi elementi emblematici di come funziona il nostro sistema Giustizia. Alla luce dei quali si capisce bene perché è sbagliato minimizzare.

**Punto primo: è vero, soprattutto se pronunciate velocemente, che certe parole si prestano a essere confuse tra loro; è per questo che la trascrizione ufficiale (redatta dal cancelliere) viene fatta leggere subito all’indagato e al suo difensore. Ebbene, sembra che in quel primo documento il passaggio relativo ai finanziamenti – leciti o illeciti che fossero – proprio non comparisse. È saltato fuori soltanto in seguito. Il motivo? La trascrizione riconosciuta come ‘testo integrale’ è realizzata non da un individuo in carne e ossa, ma da un *software*.** Il quale però ha bisogno che ogni parola che ‘ascolta’ venga scandita con giusta dizione e volume adeguato. Scopriamo così che un indagato – nelle condizioni psicologiche in cui può trovarsi chi siede davanti a un giudice che gli contesta un reato –** deve anzitutto preoccuparsi della sillabazione e dell’emissione sonora del suo eloquio, più ancora che di esporre gli argomenti a sua discolpa.**

**Punto secondo: che cosa sarebbe accaduto se alla difesa di Spinelli fosse sfuggita quella sillaba di troppo?** In fin dei conti c’era un verbale ufficiale dell’interrogatorio (quello firmato dal cancelliere), perché mai aspettarsi brutte novità dalla trascrizione integrale della sessione di domande e risposte? Punto terzo: **per chiarire la questione sillabica è stata necessaria un’udienza che si sarebbe potuta evitare. **Vuol dire più costi per lo Stato, tempi allungati, *stress* ulteriore e gratuito per l’indagato (sempre che a qualcuno interessi). **Punto quarto: ora che la fallacia del *software* si è mostrata in tutto il suo fulgore, impugnare le sue trascrizioni sulla base di un «Avevo detto tutt’altro» rischia di trasformarsi in comoda scappatoia per gli avvocati più smaliziati**. Punto quinto: le trascrizioni (a cominciare da quelle delle intercettazioni telefoniche e ambientali) sono una questione maledettamente seria, richiedono personale altamente specializzato, formazione continua, retribuzione adeguata degli operatori, protocolli chiari e omogenei in tutto il Paese. **Difficile pensare di poterle affidare a un *software* che s’incarta davanti a una sillaba.**

di Valentino Maimone
