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title: "Giorgia Meloni e quel segnale forte agli &#8220;intermedi&#8221;"
description: "Con la visita all'assemblea di Coldiretti a Milano, Giorgia Meloni ha voluto dare un segnale di attenzione, saggio e comprensibile."
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date: 2022-10-04
modified: 2022-10-06
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/intermedi/
categories: [Politica]
tags: [Coldiretti, Evidenza, Italia, politica]
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# Giorgia Meloni e quel segnale forte agli &#8220;intermedi&#8221;

![Giorgia Meloni e quel segnale forte agli &#8220;intermedi&#8221;](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-18-1.png)

Con la visita all'assemblea di Coldiretti a Milano Giorgia Meloni ha voluto dare un segnale di attenzione, saggio e comprensibile in questa delicata fase di transizione.

In giorni in cui si analizzano anche i più impercettibili movimenti dei suoi muscoli facciali, **la scelta del presidente del Consiglio prossimo venturo Giorgia Meloni di farsi vedere per la prima volta in pubblico dopo le elezioni all’assemblea di Coldiretti a Milano non può essere un caso**.

La leader di Fratelli d’Italia ha deciso di consegnare poche, ma rilevanti indicazioni politiche a una platea di quelli che un tempo si chiamavano – tutto sommato anche adesso – “corpi intermedi”. Rappresentanze di interessi particolari più che legittimi e di indiscutibile rilievo, ma pur sempre frutto di una sacrosanta attività di lobbying.

Usiamo volutamente questo termine, in Italia quasi sempre associato a una visione negativa e vagamente carbonara, proprio per sottolineare l’essenzialità del lavoro e della voce di queste rappresentanze.

**Eppure, compito di chi governa o si appresti a farlo non può che restare quello di valutare costantemente l’interesse generale, anche a costo di deludere a turno un corpo intermedio o un altro.** In fin dei conti, è l’ingrato compito di chi si assuma la responsabilità e l’onere di indirizzare una comunità. Sempre che abbia ancora un senso – per noi ce l’ha eccome – l’impegno di stampo anglosassone a lavorare per tutti i cittadini, a cominciare da quelli che abbiano votato per altri.

**Tutto ciò in Italia prende il nome di “concertazione”, non esattamente un’invenzione del Terzo millennio. Fu la base ispiratrice – per esempio – del capostipite dei governi “tecnici” come li intendiamo oggi, quello presieduto nel 1993 da Carlo Azeglio Ciampi.** Può essere bella e utile cosa, a patto di saper mantenere un equilibrio e un’idea in realtà piuttosto rigidi degli interessi generali. Per essere più chiari, il[governo](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/vittoria/) spesso si dovrà limitare a esporre le motivazioni delle proprie scelte ai “corpi intermedi” o “parti sociali” che dir si voglia, più che contrattarle una a una. Sempre che si voglia governare perché, se si vuole vivacchiare, cedere qualcosa a ciascuno è sicuramente un metodo efficace.

**Giorgia Meloni ha voluto dare un segnale di attenzione, saggio e comprensibile in questa delicata fase di transizione.** Altri, citeremo Matteo Renzi, scelsero strade diverse chiudendo ostentatamente persino i luoghi fisici deputati per anni al confronto. In tutta franchezza e in entrambi i casi, più scena che sostanza. La valutazione e il giudizio, infatti, non potranno che dipendere dalla sostanza della responsabilità che ciascuno è chiamato a esercitare per la propria parte. Il governo più di chiunque altro.

**Quindi, viva la concertazione, sempre vivano il confronto e l’arricchimento anche aspri, purché onesti.** Ciò di cui non sentiamo il bisogno, ora più che mai, è il costante annacquamento per interessi di parte di quelle riforme che il Paese attende per poter crescere e rispondere alla sfida della concorrenza internazionale. Anche in tempi adeguati, perché a ridurre in modo fatale l’effetto di scelte pur sagge può bastare una loro applicazione troppo lenta e prudente.

Di *Fulvio Giuliani*
