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title: Intervista sempre, propaganda mai
description: Chi sostiene che non si sarebbe dovuto intervistare Lavrov dice una scemenza. Il vero problema è la scelta di non controbattere, con fermezza usando la realtà dei fatti, la pura propaganda di Mosca. Qualche considerazione sull’intervista al ministro degli Esteri russo Lavrov, trasmessa domeni...
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date: 2022-05-03
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, politica, russia]
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# Intervista sempre, propaganda mai

![lavrvov rete 4](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-4.png)

Chi sostiene che non si sarebbe dovuto intervistare Lavrov dice una scemenza. Il vero problema è la scelta di non controbattere, con fermezza usando la realtà dei fatti, la pura propaganda di Mosca.

Qualche considerazione sull’intervista al ministro degli Esteri russo** Lavrov**, trasmessa domenica sera nel programma **Zona Bianca di Rete 4.**

Innanzitutto, si tratta di un clamoroso scoop e con altrettanta certezza il numero due di **Vladimir Putin** ha detto un sacco di mostruosità e balle. Su questi due punti è inutile soffermarsi, tanto sono solari.

Come in qualsiasi attività umana, anche nel giornalismo** nulla è più potente dell’invidia generata dal successo altrui**, imperdonabile agli occhi di chi avrebbe fatto qualsiasi cosa per trovarsi al posto del conduttore **Mediaset**. Per essere più chiari, **chi va dicendo che non dovrebbe essere consentito intervistare Lavrov dice una sciocchezza e una bugia**, perché chiunque faccia questo mestiere farebbe carte false pur di avere un’opportunità simile. Insomma, chi direbbe di No a un’intervista a Vladimir Putin? Suvvia…

**Il problema è che davanti alla pura propaganda**, alle bugie conclamate, alle mostruosità e al ribaltamento della realtà **andrebbe posta con fermezza e serenità la verità dei fatti**.

**Non si tratta di mettersi a litigare o porsi in atteggiamento di superiorità** - tipico del giornalista ‘star’, convinto di essere lui il protagonista e non l’intervistato - o evocare il mitologico “contraddittorio“, che resta solo un comodo paravento per chi vorrebbe mettere il bavaglio all’avversario politico (non stiamo parlando solo dell’intervista a Lavrov, **ma di qualsiasi colloquio con leader**, personaggi divisivi e così via).

**Si tratta di interloquire con fermezza**, interrompere e far notare, sottolineare e ribattere dati alla mano, tutte le volte necessarie, [l’assurdità di ciò che si sta ascoltando](https://laragione.eu/media/video/60secondi/balle-spaziali-e-dolore-insopportabile/).

Quando si arriva a evocare **Adolf Hitler**, pur di bollare come “nazista“ il presidente ucraino** Volodymyr Zelenski**, **non si può restare in silenzio** e far fare allo scherano dello zar quello che vuole. **È un errore di gravità inaudita**.

È inaccettabile che non si pronunci mai la parola “guerra“, nella più clamorosa negazione della realtà che si ricordi a livello comunicativo negli ultimi vent’anni. **Non farlo notare mortifica la libertà** che il nostro mondo concede anche chi ne è un nemico dichiarato nei fatti e nelle parole.

**Un’intervista del genere, per sua natura, è una delle imprese più complicate che possano toccare a un giornalista**. Non c’è un manuale a cui attenersi, tutto ciò che si può fare è rifiutare la recita precostituita e ottenere che l’intervistato risponda o almeno ascolti qualsiasi domanda. In caso contrario, l’occasione della vita professionale si trasforma in un’auto trappola e soprattutto in **un’opportunità solo per chi ha l’unico interesse di far propaganda**, intorpidire le acque e nascondere le proprie responsabilità. Purtroppo, è quello che è accaduto domenica sera.

di Fulvio Giuliani
