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title: Irresponsabili
description: Da oggi è in vigore una norma che prova a restituire un senso alla previsione costituzionale (articolo 27)...
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date: 2021-12-15
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [giustizia, governo, Italia]
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# Irresponsabili

![Irresponsabili](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Evidenza-sito-69.png)

Da oggi è in vigore una norma che prova a restituire un senso alla previsione costituzionale (articolo 27) secondo cui nessuno può essere considerato colpevole di un reato fin quando non lo abbia stabilito una sentenza definitiva.

Da oggi è in vigore una norma che prova a restituire un senso alla previsione costituzionale (**articolo 27**) secondo cui nessuno può essere considerato colpevole di un reato fin quando non lo abbia stabilito una sentenza definitiva. Ci si è arrivati sotto la minaccia europea che ove non si fosse provveduto a rientrare nel novero dei Paesi civili, recependo la direttiva, anche il flusso di quattrini si sarebbe fermato. Fortunatamente c’è, quel vincolo. Ma è umiliante essere costretti da fuori, nel 2021, a dovere rispettare la propria Costituzione, del **1948**.

### Abbiamo risolto? Ne dubito, perché decenni d’inciviltà hanno imbastardito la cultura, inquinato gli animi e aizzato il peggiore giornalismo.

Tutto lo spettacolo dell’accusa è stato allestito da inquirenti ed esibizionisti, ma a quello spettacolo il giornalismo, la politica e tanti cittadini hanno partecipato da forcaioli in servizio permanente effettivo. E, diciamocelo senza ipocrisie: quando non solo arrestano, ma anche solo inquisiscono qualcuno l’ipotesi che possa essere innocente è l’ultima delle cose che passa per la testa di troppi. Che è poi la **Ragione** per cui ci ostiniamo a ricordarlo. Comunque, **da oggi è in vigore la nuova legge**: dalla Procura potrà comunicare uno solo, il capo, e solo per iscritto, mentre informazioni potranno essere fornite sono in «casi di rilevanza pubblica dei fatti».

### Mi chiedo cosa non lo sia. Staremo a vedere, ma conservo un certo scetticismo. Non dovessi più leggere intercettazioni telefoniche, relative a inchieste per cui il processo non si vede manco da lontano, ne sarò felice.

Rimediare ai danni culturali e morali, però, richiede altro. Le notizie di arresti e inchieste continueranno a circolare. Se le notizie circolano i giornalisti le pubblicano. Non può che funzionare così. La parte patologica è avere un giornalismo lecca e copia di Procura, ma anche a volere sperare di toglierselo dai piedi, le notizie ci saranno sempre e sarà giusto diffonderle. Cambia pochino, se non si pone rimedio sia dal lato della giustizia che da quello dell’opinione pubblica. Per farlo non servono predicozzi, corsi di rieducazione o improbabili previsioni di cancellazione dell’oralità. Serve che la giustizia funzioni.

### Ci sono procuratori che hanno sostenuto, per iscritto, che i processi sarebbero arrivati, ma che il giudizio dell’opinione pubblica era già stato espresso, grazie al lavoro da loro svolto.

Non solo non sono stati buttati fuori o censurati, ma osannati. E quei giornalisti che ne raccoglievano le elemosine d’indagine si son fatti una carriera costruita sul coraggio della denuncia. E siccome son coerenti, ora che un po’ l’aria cambia (poco), son pronti a denunciare che, forse, non è che fosse proprio tutto oro colato quello che era stato loro elargito e agli altri avevano ammannito. Questa roba non la spezzi moraleggiando, ma facendo funzionare la giustizia.

### La notizia di un reato si diffonde, come anche l’ipotesi che abbiano trovato il reo. Ad avvelenare la convivenza civile è l’irresponsabilità. Abbiamo costruito un sistema di irresponsabili.

Per rimediare serve che l’azione penale non sia come passare le carte all’anagrafe, ma comporti responsabilità: è lo Stato che mi porta in giudizio, è un **incaricato dello Stato che sostiene l’accusa**; se ho commesso il reato merito la condanna, se sono innocente qualcuno deve rispondere della violenza che ho subìto. Perché questo abbia un senso occorre che fra il sorgere dell’accusa e l’arrivo della sentenza passi un tempo ragionevole, altrimenti perdono significato sia l’assoluzione che la condanna.** Lo perde la giustizia**. E occorre che se viene riconosciuta l’innocenza non solo la notizia non sia taciuta o rimpiattata, come sempre capita, ma sia ripetuta con lo stesso rilievo e ossessività dell’accusa.

Non ci servono pannicelli tiepidi, ma: separazione delle carriere; fine dell’obbligatorietà dell’azione penale e connessa responsabilità; termini di procedura tutti inderogabili. **Il resto è fuffa**.

 

Di *Davide Giacalone*
