Italia a “secco”? Meglio prepararsi a ogni evenienza
Le conseguenze della guerra potrebbero toccare da vicino anche l’Italia e sconvolgere la vita di tutti noi: “possibilità di restare parzialmente a secco”
Italia a “secco”? Meglio prepararsi a ogni evenienza
Le conseguenze della guerra potrebbero toccare da vicino anche l’Italia e sconvolgere la vita di tutti noi: “possibilità di restare parzialmente a secco”
Italia a “secco”? Meglio prepararsi a ogni evenienza
Le conseguenze della guerra potrebbero toccare da vicino anche l’Italia e sconvolgere la vita di tutti noi: “possibilità di restare parzialmente a secco”
E ora cominciamo sul serio a temere che, nei mesi a venire, la guerra in Iran possa avere conseguenze incontrollabili per la nostra vita di tutti i giorni.
Le avvisaglie c’erano già tutte e ieri parlavamo dei guai – come peraltro in tante altre occasioni nell’ultimo mese – che lo scellerato conflitto privo di una strategia, un disegno e uno scopo comprensibile scatenato da Donald Trump ci avrebbe procurato.
Adesso però abbiamo anche le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni pronunciate nel Golfo Persico, dunque vicino al teatro della guerra, con cui il capo del governo non ha fatto mistero della possibilità di restare parzialmente “a secco”, se dovesse perdurare il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz. Frasi severe, ma corrette, perché è inutile indorare la pillola o sperare semplicemente che qualcosa di positivo accada nella testa dell’imprevedibile e insondabile presidente americano.
Solo 24 ore fa scrivevamo di quanto possa essere stato spiazzato il governo italiano, passato nel giro di poche settimane dall’illusione ancora spendibile di fare da “pontiere” con l’amministrazione Usa alla necessità di prenderne precipitosamente le distanze, con la pubblica opinione spaventata dalle conseguenze della guerra e imbufalita nei confronti di Trump. Del resto, è stata la stessa Giorgia Meloni a usare parole severe nei confronti delle ultime scelte strategiche (?!) della Casa Bianca.
Così è e si navigherà a vista per un bel po’, mentre c’è chi come Ryanair già mette le mani avanti, invitando a prenotare il prima possibile i voli dell’estate.
Nessuno può sapere quanto ci sia da non fidarsi sul serio a programmare un viaggio in aereo (e non solo) fra due o tre mesi e quanto ci sia di cinico marketing…
Di Fulvio Giuliani
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