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title: "Jonathan Peled, ambasciatore d&#8217;Israele in Italia: &#8220;Combattere: la necessaria, difficile scelta d’Israele&#8221;"
description: Jonathan Peled, ambasciatore d’Israele in Italia, ha scelto il giornale La Ragione per spiegare le ragioni dell’intervento militare in Iran.
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date: 2026-03-28
author: Jonathan Peled
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categories: [Politica]
tags: [esteri, Iran, israele, politica]
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# Jonathan Peled, ambasciatore d&#8217;Israele in Italia: &#8220;Combattere: la necessaria, difficile scelta d’Israele&#8221;

![Jonathan Peled](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/03/Jonathan-Peled-1024x639.jpg)

Jonathan Peled, ambasciatore d’Israele in Italia, ha scelto il quotidiano La Ragione per spiegare ai cittadini e ai media italiani le ragioni dell’intervento militare in Iran. Di seguito il testo integrale delle dichiarazioni rilasciate al nostro giornale

Roma, 28 marzo 2026 - Le ragioni dell’azione militare americana e israeliana contro l’Iran sono al centro dei dibattiti degli osservatori europei. Gli interrogativi sono legittimi. **Le democrazie non scelgono l’opzione guerra a cuor leggero e Israele non fa eccezione**.

La sola deterrenza non bastava più a contenere la minaccia iraniana su Israele. Questo per almeno due motivi fondamentali.

Il primo è la natura del regime iraniano e delle sue capacità nucleari e missilistiche.

Come denunciato dalla stessa AIEA,** il programma nucleare iraniano è realtà di fatto, non dichiarazione d’intenti: superate le soglie critiche di arricchimento, l’arma atomica costituisce uno scenario concreto.** In ballo, per Israele, c’è non un pericolo astratto. C’è la minaccia alla propria esistenza.

Parallelamente, Teheran continua a sviluppare il suo enorme arsenale missilistico che, sempre più avanzato, è da tempo in grado di infliggere colpi ben oltre il Medio Oriente. **L'Iran può ferire Europa e Occidente, Roma compresa, e l'ha fatto.** Cipro e Turchia, la base occidentale di Diego Garcia nell’Oceano Indiano sono alcuni dei recenti obiettivi. Inequivocabilmente indubbia è la volontà iraniana di colpire la Civiltà occidentale.

**Infine, il regime iraniano è da anni un attore centrale nel finanziamento e nella promozione del terrorismo internazionale.** Attraverso milizie e proxy, l’Iran ha destabilizzato intere regioni mondiali, alimentando conflitti e reprimendo aspirazioni democratiche.

Bomba atomica, missili e terrore: questa combinazione costituisce una minaccia sistemica.

Il secondo motivo concerne gli scopi dell’operazione militare. Qui serve far chiarezza. Non si tratta di un “regime change” nel senso tradizionale, imposto dall’esterno o calato dall'alto: **Israele non intende decidere il futuro politico dell’Iran.**

Gli esatti obiettivi dell’operazione in Iran sono paura, violenza e repressione, i meccanismi attraverso cui il regime ha mantenuto il controllo. Ne sono stati neutralizzati gli strateghi, tra cui Ali Khamenei, la Guida Suprema, Ali Larijani, figura chiave dell’architettura del potere, e il comandante della milizia Basij, Gholamreza Soleimani, in capo all'apparato paramilitare per la repressione delle proteste popolari.

**L’eliminazione chirurgica del cuore repressivo del regime** – le undicimila sue strutture di comando, gli apparati coercitivi e di soffocamento del dissenso – **vuole creare le condizioni perché la coraggiosa società civile iraniana, che continua a trovare la morte in piazza nel rivendicare libertà e dignità, abbia la possibilità concreta di prendere in mano il proprio destino**, libera dal giogo del terrore, delle torture e degli arresti arbitrari.  Le condizioni perché l’Iran possa un giorno finalmente tornare ad essere un Paese diverso: stabile, pacifico e rispettoso di libertà e diritti del suo popolo.

Di *Jonathan Peled*
