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L’8 settembre del grillismo e della sinistra

La fine del grillismo ma pure dell’anti-grillismo.
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L’8 settembre del grillismo e della sinistra

La fine del grillismo ma pure dell’anti-grillismo.
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L’8 settembre del grillismo e della sinistra

La fine del grillismo ma pure dell’anti-grillismo.
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La fine del grillismo ma pure dell’anti-grillismo.
C’eravamo tanto odiati. La fotografia è un fermo immagine da sempre ambivalente. Non invecchia mai, a differenza di noi umani. Ma soprattutto mette in luce dettagli che mai avremmo immaginato senza averli visti fissati in uno scatto. Prendiamo una foto politica: quella del nuovo sindaco di Napoli, di centrosinistra, dopo la vittoria alle ultime amministrative. Lui si chiama Gaetano Manfredi. Ebbene, questa immagine è riuscita a mettere insieme i guelfi e i ghibellini, i galli e i romani. Uniti in un ritratto che segna la fine del grillismo ma pure dell’anti-grillismo. Vi vediamo infatti immortalati, oltre al vincitore Manfredi al centro, i pentastellati Luigi Di Maio e Roberto Fico (con tanto di pollice in sù) e affianco a loro il governatore Vincenzo De Luca, che i grillini mai ha sopportato, al punto da creare su una televisione locale campana un format con le sue invettive contro i 5 Stelle. Il regista Luigi Comencini non avrebbe saputo mettere in scena di meglio. In uno dei suoi film più riusciti, “Tutti a casa”, faceva infatti dire ad Alberto Sordi (che interpretava nella pellicola il sottotenente dell’esercito italiano Innocenzi), al telefono con il suo superiore nella giornata cruciale dell’8 settembre 1943, quando l’Italia mollava la Germania nazista per andare con gli alleati: «Signor colonnello, tenente Innocenzi. Accade una cosa incredibile: i tedeschi si sono alleati con gli americani». No, non è una cosa incredibile. È che in Italia l’8 settembre è l’autobiografia di una nazione. di Aldo Smilzo   

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