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title: La Francia e la crisi del bipolarismo nell’era delle riforme più audaci
description: Letta sottolineava che le elezioni amministrative rappresentassero la prova generale del bipolarismo. In Francia si interrogano sul contrario.
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date: 2021-10-08
author: Massimiliano Lenzi
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categories: [Politica]
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# La Francia e la crisi del bipolarismo nell’era delle riforme più audaci

![La Francia e la crisi del bipolarismo nell’era delle riforme più audaci](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Bipolarismo-politico.png)

Un vento continentale che soffia anche in Italia. Mentre nel nostro Paese Enrico Letta, leader del Partito Democratico, prima delle elezioni amministrative aveva sottolineato come queste rappresentassero "la prova generale del bipolarismo del prossimo decennio", in Francia si interrogano esattamente sul contrario.

**Il bipolarismo non serve più alla Francia?** Mentre in **Italia Enrico Letta**, il leader del **Partito democratico**, alla vigilia delle elezioni amministrative ha sottolineato come queste rappresentassero «la prova generale del bipolarismo del prossimo decennio», in **Francia** si interrogano esattamente sul **contrario**.

A sollevare la questione – a pochi mesi dalle elezioni presidenziali della prossima primavera – è stato **il quotidiano “Le Figaro”** che in una analisi del filosofo (e politico) **Luc Ferry**, ha scritto: «L’Unione nazionale o il declino. Se fossi presidente, essendo gollista, quindi vicino alla destra repubblicana, proporrei, per un tempo limitato ovviamente, un governo di unità nazionale incentrato su un programma preciso di dieci grandi riforme concertate con esponenti dell'opposizione che hanno assunto con onore le principali responsabilità nazionali o locali. Mi diranno che non è possibile, che si tratta di un dolce sogno. Non lo credo, per la buona e semplice ragione che una tale decisione sarebbe approvata dalla maggioranza dei francesi».

**La fuga degli elettori dalle urne** (alle ultime amministrative l’astensione registrata in Francia è stata altissima, oltre il 60%) e la **probabilità** che il **candidato che uscirà vincente** dalle prossime presidenziali **difficilmente andrà oltre il 25-30%** dei consensi, costituiscono Oltralpe i timori principali.

**Una crisi della rappresentanza, nonostante il bipolarismo**, non sembra infatti il miglior viatico per varare le riforme audaci che servono al Paese, dal **Green Deal** al rilancio economico passando per le politiche sanitarie contro la pandemia. In **Germania**, per anni, una grande coalizione ha guidato il Paese.

In **Italia** il **governo Draghi** è una grande coalizione, con dentro **tutti (tranne Fratelli d’Italia)**, pure la **Lega**, un po’ sovranista e un po’ governista. È vero, in passato la **Francia** ha già provato la coabitazione: il presidente della Repubblica espressione di una parte politica e il governo e il suo capo di un’altra. Ma erano tempi dove la partecipazione dei cittadini al voto era ben più ampia di adesso.

La crisi della rappresentanza non c’era o era soltanto agli inizi. Senza considerare poi il ruolo dell’**Unione europea**, retta di fatto da un governo di ampia coalizione. Con l’aggiunta, non certo di dettaglio ma di sostanza, che parliamo di un governo sovranazionale. In questo quadro politico, con i prossimi anni in cui l’Ue scommetterà su prospettive decisive per il proprio ruolo nel mondo – da una difesa comune a una politica energetica unitaria – **in Francia cominciano a dubitare del loro bipolarismo**.

Lo fanno laicamente ma si tratta di un tema, quello della rappresentanza e del sistema elettorale che dovrebbe garantirla meglio, che andrebbe affrontato anche in Italia. **Il bipolarismo inventato da Silvio Berlusconi** con la sua discesa in campo è finito. Quello degli **onesti contro i disonesti** pure. E anche **europeisti vs sovranisti**, con la Lega al governo, francamente sembra più una discussione proiettata al passato anziché al futuro. Parliamone.

 

di *Massimiliano Lenzi*
