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title: La mente del tiranno
description: "Vladimir Putin è l'autentico ritratto di un tiranno che segna una nuova parte di storia forse già prevista."
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date: 2022-03-08
author: Contributor esterno
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categories: [Politica]
tags: [Putin]
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# La mente del tiranno

![La mente del tiranno](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/putin2.jpeg)

Vladimir Putin è l'autentico ritratto di un tiranno che segna una nuova parte di storia, forse già prevista.

**L’immagine pubblica di Putin è decisamente controversa.** C’è chi ama etichettarlo come un pazzo lunatico, sostenendo un’estrema semplificazione che gioca a favore di schieramenti politici e morali, dell’odio cosmico che ormai si riversa sulla sua persona.

E c’è chi lo descrive come uno scaltro calcolatore, ex spia sovietica (un dato di fatto), impenetrabile e manipolatorio, che ha saputo guadagnarsi il potere assoluto attraverso un’**abile strategia di scalata politica**. Da una parte Putin sarebbe imprevedibile, animato da un folle delirio di onnipotenza, dall’altro avrebbe già pianificato, come un eccellente scacchista, tutte le mosse di quello che è già **un conflitto di portata mondiale**.

Putin è la coazione a ripetere della Storia che, a partire dal XX secolo, ha prodotto al posto di visioni politiche una collezione di personaggi che sembrano usciti dalla sceneggiatura di una serie tv: il primo potente nero, amato dalla gente; il lobbysta con la moglie bellissima che diventa presidente, il papa vicino al popolo; l’estremista nascosto nel deserto. Mancava ormai da tempo, nella trama, **l’eterno ritorno del vero cattivo. **

A quest’uomo non si addice però il ruolo di antagonista, dormiente ma pronto a sferrare il suo attacco dopo anni di meticolosa preparazione. È necessario approfondire ciò che accomuna le diverse visioni dell’uomo Putin, l’attrazione magnetica che esercita la sua persona, la sensazione di essere di fronte a un enigma indecifrabile. Forse **il minimo comune denominatore è proprio quel carisma, in grado di provocare una serpeggiante inquietudine**, che lo accompagna in ogni apparizione pubblica. La capacità di manifestarsi come non-uomo, distante anni luce da ciò che caratterizza – aldilà di sentimenti e *status* – tutti gli esseri umani: la dimensione del dubbio.

Colpiscono quegli occhi senza sguardo, quel viso squadrato e la compostezza rigida e serafica di spalle e braccia, che trasmettono con immediatezza determinazione e solido autocontrollo. Le sparute emozioni che trapelano sembrano espressioni codificate in base alla circostanza. Esattamente come un bambino reagisce di fronte a un adulto, a un padre che non può essere spodestato dal piedistallo, **Putin spinge l’altro a dubitare di sé**, delle proprie mosse e azioni, pena le conseguenze determinate da una verità che non ammette dubbi né tantomeno opposizioni.

Putin consente – in questo mondo cosmopolita dalle mille, false possibilità – di scotomizzare ogni alternativa e affidarsi a un unico, seppur insidioso, paternalistico grembo. Esercita lo stesso ipnotico incanto di **una belva feroce che sonnecchia al sole**, fissandoti negli occhi: l’irresistibile voglia di accostarsi è pari solo alla netta consapevolezza che potrebbe improvvisamente attaccare, mossa chissà se dalla fame o dalla necessità di autoaffermazione. Lo chiamiamo istinto, arcaico e primordiale, attribuendogli una sorta di giustificazione naturale, comprendendolo come un elemento che fa parte dell’ordine delle cose.

**Putin ha saputo emergere attraverso l’ammaliante capacità di essere sempre uguale a sé stesso.** Tutto ciò che ne deriva è il modo attraverso cui sostanzia, estrinseca e agisce nel mondo la sua autodeterminazione. Senza porsi alcun dubbio, essendo ciò che è e fagocitando l’altro in una dimensione identitaria collettiva. Ma **i bambini crescono sempre**. E gli idoli, così come i genitori, vanno incontro al crepuscolo.

di *Nadia Cattaneo*
