La posizione dell’Italia nel mondo non si discute
| Politica
Sia il centrodestra che il centrosinistra sono d’accordo su un punto: la collocazione atlantista e occidentalista dell’Italia nel mondo non si discute. Su tutto il resto, ai posteri l’ardua sentenza.
La posizione dell’Italia nel mondo non si discute
Sia il centrodestra che il centrosinistra sono d’accordo su un punto: la collocazione atlantista e occidentalista dell’Italia nel mondo non si discute. Su tutto il resto, ai posteri l’ardua sentenza.
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La posizione dell’Italia nel mondo non si discute
Sia il centrodestra che il centrosinistra sono d’accordo su un punto: la collocazione atlantista e occidentalista dell’Italia nel mondo non si discute. Su tutto il resto, ai posteri l’ardua sentenza.
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AUTORE: Fulvio Giuliani
La collocazione atlantista e occidentale dell’Italia è al punto numero uno del programma di governo dell’alleanza di centrodestra. È vero che nello stesso documento non manca un generico richiamo alla ricerca della via diplomatica per la soluzione delle controversie internazionali (chi potrebbe mai dirsi contrario?) e ci vorrà ben altro per cancellare l’ombra di Vladimir Putin, ma la sostanza resta. L’ancoraggio del Paese all’Unione europea, alla Nato e alle alleanze occidentali è messo nero su bianco. Un impegno chiaro e dal valore indiscutibile.
Il centrosinistra, anche dopo la diaspora di Carlo Calenda, ha ripetutamente fatto sua l’ormai mitologica “agenda Draghi”. A cominciare proprio dai riferimenti di carattere internazionale e geopolitico. Quanto al già citato leader di Azione e al suo fresco alleato ritrovato Matteo Renzi, dovrebbero dare lezioni alla concorrenza su atlantismo e occidentalismo, almeno in teoria.
Insomma, tutti d’accordo e pure non poco su un passaggio di assoluto rilievo per il futuro del nostro Paese. C’è da essere molto soddisfatti e tranquillizzati da simili impegni – anche scritti – per chi come noi non ne ha mai fatto una questione di ideologia e tantomeno di simpatia e antipatia personale. Per coloro, e sono tanti, che sentono la necessità di garantire all’Italia – chiunque vinca alle prossime e future elezioni – un solido riferimento internazionale. Detto ciò, tutti liberi di dividersi senza drammi sulle diverse ricette economiche, fiscali, sociali e così via. La fotografia di una democrazia moderna e matura.
Sulla coerenza di partiti e schieramenti, invece, è lecito sospendere il giudizio sino a ulteriori prove. Ciascuno ha più di un motivo di generare dubbi. Curiosamente, la sinistra per il suo ingombrante passato e il centrodestra per il suo ingombrante presente.
L’unica strada per non rinfacciarsi di continuo l’era dei soldi ricevuti da Mosca o quella delle magliette improvvide e delle amicizie scivolose è tener fede agli impegni solennemente presi.
di Fulvio Giuliani
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