---
title: La ricetta tv di Silvio, agonismo e Belle Époque
description: L’agonismo e la Belle Époque. In due parole, nel 1981, Silvio Berlusconi riassumeva ciò che sarebbe stata una rivoluzione culturale
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/06/Evidenza-sito-416.jpg
date: 2023-06-14
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/la-ricetta-tv-di-berlusconi-agonismo-e-belle-epoque/
categories: [Politica]
tags: [Berlusconi, Evidenza, politica, televisione]
---

# La ricetta tv di Silvio, agonismo e Belle Époque

![Berlusconi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/06/Evidenza-sito-416.jpg)

L’agonismo e la Belle Époque. In due parole, nel 1981, Silvio Berlusconi riassumeva gli ingredienti di quella che sarebbe stata una rivoluzione culturale

**L’agonismo e la Belle Époque**. In due parole, nel 1981, Silvio Berlusconi riassumeva gli ingredienti di **quella che sarebbe stata una vera e propria rivoluzione culturale** (in Italia, prima di allora, l’ultima s’era consumata con il movimento del 1968): **quella della sua televisione**. Un cambiamento di abitudini e di stili di vita in un Paese sino ad allora avvezzo alla pedagogia televisiva pubblica della Democrazia cristiana e stiracchiato fra due moralismi imperanti: quello cattolico e quello comunista.

Quell’anno, in una intervista a “Tv Sorrisi e Canzoni”, il Cavaliere rivela due ingredienti della sua nascente narrazione televisiva. Alla domanda del perché nel suo canale vi sia tanto sport, risponde schietto: «**Pensiamo che allo sport debba essere dato molto spazio: non meno che allo spettacolo**. La gente sta diventando, anche psicologicamente, **troppo sedentaria**. Vediamo di stimolarla all’agonismo. Non crede che questa possa essere una risposta all’aggressività che cova negli animi?». Il disvelamento del secondo ingrediente arriva invece spiegando **perché la sua televisione trasmette così tanti vecchi film**. Berlusconi è diretto: «**Perché costano meno dei nuovi e poi anche perché agli occhi del pubblico gli anni Cinquanta e Sessanta sono già la Belle Époque**, anche se allora nessuno se ne accorse. E adesso ci si ritorna volentieri».

**In quel «ci si ritorna volentieri» troviamo tutta la sua intuizione culturale e sentimentale**: all’inizio degli anni Ottanta gli italiani sono stanchi delle violenze della stagione del terrorismo e pure della cupezza del decennio appena trascorso. **Hanno voglia di tornare a vivere appieno.** Le televisioni commerciali saranno (anche con alcuni difetti, certo) **la riscoperta rivoluzionaria di questa gioia di vivere.** Comincia in quel periodo la stagione dell’ottimismo e dell’edonismo così come la crisi della cultura catto-comunista.** La ricchezza non si nasconde più ma si può mostrare**, come un metro del successo nel proprio lavoro. Volendo usare un paradosso: dopo aver speso decenni a studiare il pensiero di Antonio Gramsci e il significato di rivoluzione culturale, **in quegli anni Ottanta la sinistra non si accorge che quella rivoluzione la stanno facendo i programmi televisivi di Berlusconi stile “Drive In” di Antonio Ricci** (per citarne uno).

Soltanto fortuna? **No, soprattutto talento.** Perché, come ha spiegato lo stesso [Silvio Berlusconi](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/mediaset-e-silvio-berlusconi/), la fortuna «è come un *jolly* in un mazzo di carte, aiuta» ma non risolve la vita. **Per quello, occorre la stoffa. Persino in televisione.**

di *Massimiliano Lenzi*
