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title: "La riforma della giustizia: esAgitati"
description: "A leggere proclami e reclami sembra sempre si sia in procinto della fine del mondo o di uno nuovo. Un esempio: la riforma della giustizia"
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date: 2023-06-19
modified: 2023-06-18
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/la-riforma-della-giustizia-esagitati/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, giustizia, Italia]
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# La riforma della giustizia: esAgitati

![Riforma della giustizia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/06/Riforma-della-giustizia.jpg)

A leggere proclami e reclami, il tutto estremizzato dai giornali, sembra ogni giorno si sia in procinto della fine del mondo o di uno nuovo. Un esempio: la riforma della giustizia

Boom! A leggere **proclami** e **reclami**, **tonitruanti dichiarazioni** e **frementi indignazioni** – **il tutto amplificato ed estremizzato dai giornali**, senza che ce ne sia alcun bisogno – **sembra ogni giorno che si sia in procinto della fine del mondo o di un mondo nuovo**, a seconda dei gusti, senza che il giorno appresso ci si ricordi più nemmeno di che diamine si stesse discutendo. Già presi dall’**esagitazione per un nuovo tema e fronte**. Non so se serva ad **attirare l’attenzione dell’opinione pubblica**. È comunque **un efficacissimo sistema per perdere credibilità**.

Prendete il capitolo [giustizia](https://laragione.eu/interviste/serve-la-giustizia/): sembra che tutto sia stato riformato o demolito (sempre a seconda dei gusti), mentre invece **non è cambiato proprio niente**. Il Consiglio dei ministri ha soltanto approvato un disegno di legge dalla portata tematica limitata, che non ha manco iniziato il suo *iter* parlamentare. Altro che «Fatta la riforma», come strillano i titoli. Se si monta una gran caciara è perché si ritengono più importanti l’annuncio e la denuncia rispetto alla sostanza. Che poi, per carità, non si può avere tutto e subito e quel disegno è un buon punto d’inizio, che condivido. Ma non è una buona cosa che **le opposizioni** – comprese quelle (**Azione** e **Italia Viva**) che dicono di condividere il merito – non sappiano fare altro mestiere che il coro o il controcanto.

**Avrebbero potuto osservare**:

- È singolare che il governo ci tenga a far sapere che il disegno preparato dal ministro Nordio è stato approvato all’unanimità, come se intendessero coprire dissensi, inducendo così a chiederci quali contrasti abbiano accompagnato tutte le decisioni in cui non s’è rimarcata l’unanimità;

- Cancellazione dell’obbligatorietà dell’azione penale e separazione delle carriere non possono che viaggiare sul diverso binario delle riforme costituzionali, ma i due treni sarebbero dovuti partire assieme, mentre del secondo non c’è traccia neanche in officina;

- Il disegno affronta soltanto alcuni punti, sicché sarebbe interessante sapere se, per il ministro e il governo, esauriscono i temi della legislazione ordinaria o se pensano di predisporre altri disegni. Nel primo caso sarebbe un moncherino; nel secondo si vorrebbe sapere quando arriveranno gli altri pezzi, se lo spezzatino serve ad agevolare i lavori parlamentari o se sul resto non c’era l’unanimità.

**Così**, **tanto per dare l’impressione che opporsi non è soltanto il fare oggi quel che i governanti odierni fecero ieri** – ovvero paventare sfracelli e piangere miseria – **salvo poi dare del disfattista a chi dice esattamente le medesime cose** (**sbagliate**) **quando ci si trova al governo**. Oramai **la** “**sindrome Salvini**” s’è impadronita di tanti e ha fatto scuola: basta che s’avvicini una telecamera e s’attacca a enumerare titoli, categorie, tragedie. Non una parola su possibili soluzioni o proposte, che tanto non c’è tempo e i seguaci si sono già stancati.

**È da esagitati anche supporre che un evento** – uno solo, benché finale come la morte – **autorizzi a scrivere la storia in un giorno**, **lamentando gli altri che sia stata in un giorno riscritta**. La storia ha bisogno di tempo. E non è mai, dicasi mai, una sola. Di sicuro uno storico che osi definirsi tale non va a copiare dagli atti giudiziari né si fa trascinare dall’amore o dall’odio. Difatti uno storico lavora su fatti non contemporanei, altrimenti sarebbe un cronista. **L’esagitazione del presentismo**, del credere che esista soltanto il tempo presente e soltanto in e per quello valga la pena agitarsi, **spinge a raccontare ogni giorno e ogni fatto come epocale**. Ho contato tre «più grandi romanzieri contemporanei» morti di recente. Come se un libro o una persona avessero maggior valore e il lutto desti maggior dolore nel caso in cui si tratti del “più” qualche cosa. In ogni caso: diteglielo da vivi, che magari fa loro piacere.

L’impressione è che **tanta esagerazione ed esagitazione** non derivino dalla consapevolezza che si sia innanzi a passaggi decisivi, **ma dal bisogno di far credere importanti delle decisioni che sono di passaggio**.

 

di *Davide Giacalone*
