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title: La Russia nazione senza ideologia
description: L’Europa con l’assegnazione del premio Sacharov 2021 a Alexei Navalny chiede indirettamente a Putin la sua scarcerazione.
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date: 2021-10-22
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/la-russia-e-i-confini-duna-nazione/
categories: [Politica]
tags: [politica]
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# La Russia nazione senza ideologia

![La Russia nazione senza ideologia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Uomo.png)

In politica oltre ai mezzi diplomatici e militari contano anche quelli culturali. L’Europa con l’assegnazione del premio Sacharov 2021 a Alexei Navalny chiede indirettamente a Putin la sua scarcerazione.

**In politica i mezzi – diplomatici, militari, culturali – mirano sempre a un fine.** È interessante, in quest’ottica, la scelta del Parlamento europeo di assegnare il Premio Sacharov 2021 ad Alexei Navalny, il *leader*dell’opposizione russa a Putin che da tempo si trova in carcere.

**Nell’annunciare l’assegnazione è stato rivolto un appello a Putin: ****«Libera Navalny. L'Europa chiede la sua libertà e quella di tutti gli altri prigionieri politici».** Dal 2018, se guardiamo i nomi dei destinatari del Premio, vediamo che ben 3 su 4 hanno riguardato l’ex Urss. Nel 2018 è stato assegnato all’ucraino Oleg Sentsov, imprigionato dopo l’annessione della Crimea (e poi scarcerato nel 2019) e nel 2020 è stata indicata l’opposizione democratica in Bielorussia. Come se l’Europa di oggi guardasse la Russia con gli stessi occhi con cui osservava l’Urss.

Ma rispetto ai tempi dell’arresto e del confino del fisico Andrej Dmitrievič Sacharov (per la contrarietà alla guerra in Afghanistan e per il suo impegno per i diritti civili)  la Russia è cambiata. Non aspira più a conquistare il mondo col suo modello di società comunista, bensì gioca una partita geopolitica multilaterale che, nelle relazioni internazionali, pone un solo limite invalicabile: dentro i confini nazionali russi comanda il Cremlino, con gli strumenti (seppur ingiusti) che ritiene. Quanto siano ampi questi confini (la Crimea, le ex repubbliche sovietiche, fin dove?) è la partita politica che l’Europa dovrebbe giocare. Guardando al presente e non più all’Unione Sovietica.

*di Massimiliano Lenzi*
