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La scuola con le rotelle ancora fuori posto

Sbancati da inutili banchi. Dopo più di un anno si parla ancora dei costosi banchi ordinati nella prima fase dell’emergenza Covid. Tanti i problemi riscontrati. Figliuolo ha stabilito che vengano immediatamente ritirati dagli istituti scolastici in cui erano stati consegnati.

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A volte ritornano, con o senza rotelle. È passato un anno e siamo di nuovo a parlare dei banchi ordinati nella prima fase dell’emergenza Covid dall’ormai ex commissario straordinario Arcuri e voluti dall’altrettanto ex ministro dell’Istruzione Azzolina.

Già si era ampiamente detto del disastro di quelli a rotelle, quasi 100 milioni di euro di commesse per banchi mai utilizzati e finiti (quando è andata bene) negli scantinati. Altri 400 milioni di euro erano stati pagati per ordinare banchi tradizionali, e fra questi anche quelli ‘monoposto’ prodotti dall’azienda portoghese Nautilus. Nello specifico, per restare alle cifre, l’azienda si era impegnata a fornire 110mila banchi monoposto: una commessa da 7,3 milioni di euro.

Peccato che già quando erano stati consegnati i dirigenti scolastici avevano notato il primo problema: erano troppo lunghi, 74 centimetri contro i 60 della misura standard. In tempi in cui il distanziamento era tra le prime prerogative da rispettare, era chiaro che non fossero esattamente il migliore degli acquisti.

Adesso si è scoperto che non sono nemmeno conformi alle normative antincendio: ergo rischiano di prendere fuoco. Così l’attuale commissario Figliuolo con una determina ha stabilito che vengano immediatamente ritirati dagli istituti scolastici in cui erano stati consegnati. Ovviamente non senza un costo: l’operazione è stata affidata a una società di trasporto che verrà pagata quasi 173mila euro. Insomma, prima i soldi spesi per acquistarli e in pratica non utilizzarli mai, ora altri per toglierli di mezzo. E questi sono senza rotelle, perché di quegli altri già si è ampiamente parlato.

Ma al di là della questione specifica, ricordarci a che punto eravamo un anno fa è oltremodo utile. Lo è tanto quanto non dimenticare quando era impossibile prenotare le vaccinazioni, prima che si scegliesse di affidarsi a una piattaforma funzionante. E così via dicendo. È utile, anzi fondamentale, perché oggi la scuola è ripartita, non come allora. Perché si è cominciato a somministrare le terze dosi.

Ambiti diversi, ma un comune denominatore: siamo il Paese che riesce ad affossarsi da solo, quando i problemi vengono affrontati in modo inadeguato; e siamo anche il Paese che può diventare addirittura un modello per tutti quanti gli altri.

Dovremmo ricordarcelo, e non perché la questione dei banchi era diventata una barzelletta, ma perché è una lezione che continua a servirci, oggi che la pandemia non è finita. E ancor più ci servirà in futuro.

 

di Annalisa Grandi

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