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title: La scuola è il maggior problema italiano
description: La scuola è molto probabilmente il maggior problema italiano e, forse, lo sarà per sempre perché non se ne ha nemmeno consapevolezza
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date: 2024-11-29
modified: 2024-11-30
author: Giancristiano Desiderio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/la-scuola-e-il-maggior-problema-italiano/
categories: [Politica]
tags: [politica, scuola]
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# La scuola è il maggior problema italiano

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La scuola è molto probabilmente il maggior problema italiano e, forse, lo sarà per sempre perché non se ne ha nemmeno consapevolezza

**La scuola è molto probabilmente il maggior problema italiano e, forse, lo sarà per sempre perché non se ne ha nemmeno consapevolezza**. Il cuore della scuola è la motivazione. **Degli studenti ad apprendere e dei docenti a insegnare. **Quando questa doppia motivazione s’incontra si ha la riuscita della scuola, **altrimenti si ha il fallimento**. In Italia questo incontro – salvo casi eccezionali che riguardano i singoli e non il sistema – **non si verifica**, non per caso ma per necessità. In quel punto preciso dove nasce ciò che è scuola – ossia la relazione maestro-discepolo – **si è infatti inserito lo Stato che ha avocato a sé tanto l’insegnamento quanto l’apprendimento, trasferendo il valore culturale e umano della scuola nel valore burocratico e legale dei titoli di studio**. In questo modo l’insegnante non è né un umanista né un pedagogo bensì un impiegato del Ministero. Lo studente è un utente che attende che gli sia rilasciato il diploma – una specie di *ticket* – che gli darà l’accesso e l’illusione di poter frequentare l’università e maturare competenze per avere un lavoro.

**La scuola è una sorta di succursale periferica del Ministero interamente regolata da circolari e leggi.** **Insomma, la scuola italiana è amministrata da una sorta di intelligenza artificiale *ante litteram* – il valore legale dei titoli di studio – che negando il potere spirituale (la scuola) a tutto vantaggio del potere temporale (lo Stato)** danneggia con una sola fava due piccioni: la scuola perché è neutralizzata e lo stesso Stato perché ne inaridisce le fonti intellettuali e morali che sono la base indispensabile di ogni vita democratica**. Si dirà: ma non è stato sempre così? No. Non è stato sempre così.**

**Fino alla fine degli anni Sessanta in Italia vigeva il semi-valore legale dei titoli di studio o valore indiretto. Il “pezzo di carta”, come lo chiamava giustamente Luigi Einaudi, aveva sì un valore legale ma il sistema dell’istruzione era formato da un doppio canale **– licei e professionali – che di fatto facevano del diploma liceale un titolo platonico indispensabile per iscriversi all’università e del diploma professionale un titolo finito per instradarsi nel mondo del lavoro**. Con la nascita della scuola di massa e l’accesso indiscriminato all’università questo sistema è stato distrutto e si è creato uno statalismo scolastico in cui la scuola** – ossia insegnanti e studenti –** è stata prima consegnata allo Stato e poi ai sindacati** con la creazione dell’ideologia della “scuola pubblica” che è, per ironia della sorte e dell’ignoranza, la più completa privatizzazione della scuola che si sia mai vista.

**La scuola è diventata così un enorme manicomio in cui chi parla di “pubblico” in realtà afferma il “privato” **– quella che una volta si chiamava partitocrazia, come diceva Pannella, o partitomania, come diceva ancor prima Croce – **e chi afferma il “privato” (nessuno) in realtà propone il “pubblico”**, con uno scambio di parole, cose e significati degno della torre di Babele o della più modesta e realistica commedia degli equivoci. **Ci vorrebbe un segnale stradale veritiero del tipo: “Uscita dal manicomio” o, come diceva Silone, “Uscita di sicurezza”.** Ma è inutile, perché i pazzi ritengono di essere savi e il più pazzo di tutti è colui che pensa di fare dei pazzi dei savi.

**Ecco perché la scuola è il maggior problema italiano ed è senza soluzione: perché il problema non è nemmeno individuato da chi lo dovrebbe affrontare**. La scuola è destinata così a generare miti che si chiamano diplomi, competenze, esami, corsi, aggiornamenti e che sono una sorta di istruzione all’ignoranza. Per fortuna, in questa notte in cui tutte le vacche sono nere e pazze, **ogni tanto si realizza il miracolo dell’incontro della motivazione dello studente ad apprendere e del maestro a imparare insegnando.**

di *Giancristiano Desiderio*
