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title: La scuola piegata alla burocrazia
description: Due episodi ultimamente mi hanno fatto riflettere su come la scuola stia perdendo la sua ricchezza di confronto dialogico
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date: 2025-05-14
author: Cristina Agazzi
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categories: [Politica]
tags: [governo, Italia, scuola, studenti]
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# La scuola piegata alla burocrazia

![Scuola](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/Scuola-1024x639.jpg)

Due episodi ultimamente mi hanno fatto riflettere su come la scuola, in cui insegno da 36 anni, stia perdendo la sua ricchezza di confronto dialogico. A favore di normative imposte dall’alto e senza discussione né comprensione delle motivazioni

**Due episodi ultimamente mi hanno fatto riflettere su come la scuola, in cui insegno da 36 anni, stia perdendo la sua ricchezza di confronto dialogico.** A favore di normative imposte dall’[alto](https://www.governo.it/it) e senza discussione né comprensione delle motivazioni.

**In questi giorni il ministro** [Valditara](https://laragione.eu/interviste/il-latino-torna-nelle-scuole-medie-le-nuove-direttive-annunciate-da-valditara-il-video/) **ha ribadito come sua grande conquista il fatto che il voto in condotta a scuola pesi fortemente sui risultati oggettivi di tutte le materie.** Secondo lui questo ridarà autorevolezza ai docenti, confondendo evidentemente il concetto di autorevolezza con quello ben diverso di autorità. Ci sono certamente casi difficili in cui i comportamenti degli studenti sono inaccettabili. Ma questi non si risolvono rimandando a settembre e chiedendo un elaborato su tematiche civiche (facilmente realizzabile ricorrendo all’[intelligenza artificiale](https://laragione.eu/life/tech/i-libri-scritti-dallintelligenza-artificiale/)). I problemi gravi vanno affrontati con personale competente, psicologi, servizi sociali. Non si può sperare che un ragazzo davvero problematico cambi soltanto grazie a una nota o a un voto inferiore in condotta.

## In tal modo a scuola si rischia però di penalizzare fortemente il risultato finale di ragazzi bravi e volonterosi

**La cosa grave – che pochi sanno – è che si rischia di penalizzare fortemente il risultato finale di ragazzi bravi e volonterosi. Infatti il punteggio dei crediti che contribuiscono al voto finale verrà automaticamente abbassato se non c’è almeno 9 in condotta.** Da quando il comportamento fa media, 8 in condotta è come 8 in altre materie e dunque un buon voto. In realtà ora basterà una nota data anche per motivi futili (potrei elencare tantissimi casi realmente accaduti) per perdere il 9. E quindi il punto di credito. Ed è contro ogni correttezza epistemologica abbassare la valutazione sulle competenze realmente acquisite a causa di un voto (peraltro spesso non condiviso dal Consiglio di classe) sulla condotta. Messaggio implicito: tacere sempre, non protestare. Non pretendere confronti per diversità di opinioni coi docenti, fingere di essere d’accordo su tutto per non pregiudicare il voto finale.

## La scuola e le verifiche

**Un’altra normativa che preclude un reale apprendimento dei ragazzi e un controllo sull’operato dei docenti prevede che le verifiche siano considerate atti amministrativi.** E quindi – per poter averne copia, capire i propri errori ed eventualmente farsi aiutare a migliorare – si debba richiedere l’accesso formale agli atti. Aspettare fino a 30 giorni per sapere se la domanda è stata accolta. E pagare le eventuali copie delle prove.

## Si tratta di una legge vecchia

**La legge è molto vecchia, ma in molte scuole per prassi si lascia fare copia delle prove proprio perché la riflessione sugli errori e sulle correzioni apportate è parte essenziale dell’apprendimento, così come per prassi i docenti correggono le verifiche a casa (legalmente non potrebbero).** Se però un dirigente volesse applicare la normativa alla lettera, potrebbe vietare assolutamente che i ragazzi facciano copie delle prove e persino scoraggiare l’accesso agli atti o concederlo soltanto alla fine dei 30 giorni, quando ormai didatticamente ha perso ogni valore.

**Questo è un grave danno a scuola per i ragazzi in difficoltà, ma crea anche disparità ingiuste legate alla situazione socioculturale delle famiglie.** Infatti nuclei numerosi – magari di origine extracomunitaria, in cui non si maneggia la lingua o comunque non si è avvezzi a burocrazie legali – non faranno mai alcun accesso gli atti, per di più pagando le copie e magari dovendo chiedere permessi sul lavoro per ritirarle.

**Quale valore formativo ed educativo possono avere questa chiusura al confronto e questa mancanza di fiducia nella trasparenza della comunicazione?** Perché non prevale il buonsenso didattico sulla sterile norma burocratica? E come possono i ragazzi imparare il dialogo sereno e costruttivo se non possono avere copie delle loro prove corrette e non devono azzardarsi a protestare su nulla per non vedersi abbassato il credito, indipendentemente dai reali risultati ottenuti nelle singole materie?

di *Cristina Agazzi*
