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title: La vera partita
description: Matteo Salvini, ancora una volta, è andato a sbattere su Mario Draghi. Qualunque leader oggi si infrangerebbe sul Presidente del Consiglio.
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date: 2021-10-08
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/la-vera-partita/
categories: [Evidenza, Politica]
tags: [governo, Italia]
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# La vera partita

![La vera partita](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Draghi-Salvini.png)

L’orizzonte dei leader. Matteo Salvini, ancora una volta, è andato a sbattere su Mario Draghi; qualunque leader, ora come ora, si infrangerebbe sul Presidente del Consiglio. Quella della Lega, però, rimane una faccenda interna al partito, niente che possa veramente incidere sul lavoro dell’esecutivo.

**Matteo Salvini** è andato a sbattere, ancora una volta, su **Mario Draghi** e su un governo estraneo al modo di fare politica (e di partecipare alle fortune e sfortune degli esecutivi) degli ultimi vent’anni. Lettura non originale, ce ne rendiamo conto, ma se il **martedì diserti il Consiglio dei ministri** minacciando fuoco e fiamme e **il mercoledì inneggi al presidente del Consiglio e al suo governo** non puoi che pagare dazio in termini di immagine e di valore politico delle tue mosse.

Questa, però, resta una **faccenda tutta interna alla Lega**. La **débâcle elettorale alle amministrative**, che segue una serie infinita di **retromarce salviniane** sui temi posti in agenda dal governo, ha esasperato le tensioni fra il leader e le anime sbrigativamente definite ‘governiste’ del partito. Ci interessa, ma fino a certo punto. **Perché su Draghi ha sbattuto Salvini, ma oggi si infrangerebbe qualsiasi leader**. Gli spazi di manovra sono talmente risicati e le opzioni così obbligate che solo un calcolo vagamente autolesionista può spingere ad attaccare a testa bassa il capo del governo.

Molto più rilevante **la lezione** da trarre dalle scarne **parole dello stesso Draghi**, quando ricorda che **l’esecutivo non segue il «calendario elettorale»**. La traduzione è: Palazzo Chigi non va coinvolto in una tornata di elezioni amministrative, perché nell’urna non andavano valutati e scelti temi di interesse e competenza del governo centrale. Scatenare cataclismi dopo l’elezione di un numero magari limitato di sindaci o presidenti di Regione rispondeva (risponde?) alle esigenze di un certo modo di cercare il consenso.

**Draghi**, in definitiva, ha ricordato che il suo orizzonte resta sempre lo stesso, quello che lo ha portato alla convocazione da parte del presidente della Repubblica e alla formazione di un governo di tutti e quindi di nessuno. Un’anomalia dichiarata che ora ha **un grosso problema**: il suo stesso successo e un consenso popolare che si avvia a percentuali bulgare. Una politica assuefatta al corto respiro non può che soffrirne.

**Chi osserva non deve cadere nello stesso errore**: commentare e pesare le parole del capo del governo nell’ottica del singolo obiettivo. Peggio, della polemica dichiarata contro x o y. **La bussola di Draghi**, ipse dixit, resta **il Pnrr**. L’acronimo è orrido, ma il senso chiarissimo: l’azionista di maggioranza dell’esecutivo è l’accordo con l’Europa e l’orizzonte, di conseguenza, non può certo essere quello dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica. È giornalisticamente succoso imbastire un’inesistente derby Salvini-Draghi, ma parliamo di fuffa. La partita è un’altra e ai leader della maggioranza – nessuno escluso – resta solo la scelta di volerla giocare oppure no.

 

di *Fulvio Giuliani*
