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title: Lasciate stare i soldi di Pantalone
description: Una polemica a tratti surreale dopo le dichiarazioni del Ceo di Stellantis, Carlos Tavares, a un passo dal proporre uno scambio al governo
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date: 2024-02-04
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/lasciate-stare-i-soldi-di-pantalone/
categories: [Politica]
tags: [governo, Italia]
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# Lasciate stare i soldi di Pantalone

![Carlos Tavares](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Carlos-Tavares.jpg)

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2023-04-03 17:00:43

2023-04-03 15:00:43

Stellantis, l'azienda che produce auto elettriche, costretta a chiamare dall'estero operai specializzati che non trova in Italia

Stellantis ha dovuto chiamare dall’estero operai specializzati nella costruzione di auto elettriche, per permettere alle linee di Mirafiori di tenere il ritmo richiesto dal boom di domande della “500” elettrica. Non trovando disponibilità nei propri stabilimenti italiani e dell’Europa occidentale, l’azienda si è rivolta agli operai delle industrie del gruppo in Repubblica Ceca che arriveranno di rinforzo ai colleghi italiani. Porteranno il proprio know how nel mondo elettrico, che è palesemente sempre più centrale e strategico per l’automotive. A prescindere – sottolineiamo – da ciò che decidano i governi e la stessa Unione europea.

Ci siamo più volte espressi, su queste pagine, riguardo la battaglia politica intrapresa dal governo Meloni e dalla maggioranza di centrodestra, che hanno scelto i biocarburanti come la strada per ‘salvare’ – almeno in parte – il motore endotermico. Crociata con oggettivi aspetti di retroguardia e che ha generato il paradossale effetto di spianare alla Germania la strada poi sfruttata da Berlino per il suo accordo sugli e-fuel, mentre Roma è rimasta al palo. Qualcosa forse riusciremo a ottenere sui biocarburanti, ma resta il trend di mercato tutto sull’elettrico. Ignorarlo appare banalmente irrealistico, come provare a rallentarlo scommettendo sui biocarburanti.

Detto che tutti gli indicatori fanno prevedere una virata sull’elettrico della grande maggioranza di chi acquisterà auto nei prossimi anni, c’è qualcosa che attiene allo Stato senza dubbio alcuno: l’infrastruttura pubblica necessaria a un parco macchine ampiamente elettrificato. Spetta al pubblico realizzare o aiutare a realizzare nei tempi più rapidi possibili una rete capillare di ricarica, possibilmente allo stato dell’arte tecnologico. È oltretutto previsto, grazie agli investimenti consentiti dai fondi del Next Generation Eu, nel nostro Pnrr. Non c’è nulla da inventare, insomma, solo da fare. Pur volendo comprendere le premure politiche e le preoccupazioni del settore legate all’impatto sui posti di lavoro della transizione all’elettrico, tutto questo non solleva il governo dall’impegno di mettere l’Italia al passo con i principali Paesi europei.

Nei giorni in cui si fa un gran parlare di ritardi sul Pnrr, è un’ulteriore occasione da non perdere per modernizzare l’Italia, possibilmente con un occhio di riguardo al Mezzogiorno. Sarebbe delittuoso lasciarlo ancora una volta in uno stato di grave ritardo infrastrutturale rispetto al Centro-Nord. Basti un solo esempio: immaginate oggi un turista del Nord Europa, alle prese con la propria auto elettrica da ricaricare a Sud di Roma (non solo lì, ma lì va peggio), lontano da un grande centro abitato. Nulla da aggiungere, vostro onore.

Di Fulvio Giuliani

Stellantis chiama, Repubblica Ceca risponde

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2023-04-03 11:46:26

2023-04-03 09:46:26

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2022-01-27 17:31:55

2022-01-27 16:31:55

C’è chi lo dava ormai per morto ma un nuovo motore messo a punto da Stellantis riapre la partita per i diesel. Idee sempre più confuse per chi deve acquistare una nuova auto, colpa anche di norme che variano da regione a regione

Il diesel da brutto anatroccolo della motorizzazione potrebbe trasformarsi in un cigno grazie a un nuovo motore a quattro cilindri Euro 7 messo a punto dal gruppo Stellantis.

Il motore sarà prodotto in Italia a Pratola Serra e montato su auto e veicoli commerciali appartenenti al colosso mondiale come Fiat, Citroen, Peugeot e Opel, soddisfa in pieno le rigidissime regole dell’UE con i nuovi standard di emissioni Euro 7 obbligatori dal 2025.

Una mossa che sbaraglia la concorrenza e riapre sulle opportunità dei motori diesel. Sebbene l'Unione Europea abbia stabilito che dal 2030 non potranno più essere prodotti motori termici, le grandi case tentano di salvare il salvabile, sviluppando con importanti investimenti i propulsori - già portati all’estremo delle loro possibilità tecnologiche - per rientrare nelle normative anti-inquinamento. 

Anche perchè ci sono segmenti dove il diesel, per forza di cose, non può essere accantonato come accade per i trasporti via mare, aerei e commerciali di lunga percorrenza. Non sorprende quindi che Microsoft - che ha appena chiuso l’operazione più dispendiosa della sua storia acquisendo Activision, leader nella produzione di videogame - abbia rilevato per 50 milioni di dollari la LanzaJet, l’azienda in Georgia per una raffineria di propellente da etanolo di biocarburanti per l'aviazione.

Iniziative che sembrerebbero in contrasto con gli obiettivi prefissati verso la decarbonizzazione del pianeta; non è così però perchè è ormai palese come non sia  possibile puntare su unico settore, come per esempio l’elettrico, ma sai necessario investire su più fronti alternative.

E’ bene ricordare anche come la sopravvivenza dei motori a combustione interna implichi la sopravvivenza di milioni di posti di lavoro in tutto il mondo impiegate nell’ambito automotive.

Certi diesel sono già off limits 

Le grandi città d’Italia come Milano hanno  già pianificato le restrizioni per ridurre al minimo l’inquinamento, ampliando il raggio delle aree a traffico limitato ed estendendo le limitazioni di percorrenza per le auto a gasolio con il seguente programma:

I veicoli diesel euro 6 acquistate dopo il 31 dicembre 2018 non potranno circolare a partire dall'1 ottobre 2025.

Dall'1 ottobre 2028 vige il blocco dei veicoli diesel Euro 6 acquistati entro il 31 dicembre 2018. 

Dall'1 ottobre 2030 infine, verranno bloccati tutti i diesel Euro 6D ed Euro 6D Temp.

Norme che cambiano di continuo, disorientano l’acquisto.

Il settore automotive sta vivendo un periodo molto difficile. Le continue modifiche alle norme anti-inquinamento non unificate tra regioni, la crisi dei chip e l’avvento pandemico stanno mettendo a dura prova il processo decisionale dell’utente sull’acquisto del veicolo perfetto in base alle sue esigenze.  

Se avete fretta di comprare un’auto e non avete la pazienza o la possibilità di aspettare i lunghissimi tempi di consegna di 6 o 12 mesi e più, il settore km0 o dell’usato può essere una soluzione, ma attenzione, perché il rischio di incappare in un acquisto già obsoleto è dietro l’angolo.

Quale motore scegliere, diesel o benzina? 

Le auto diesel nel mercato dell’usato sono svalutate, diventano obsolete in pochi anni a causa delle limitazioni a cui sono soggette, soprattutto nelle città come Milano e Roma dove le norme anti-inquinamento sono molto severe. In questi casi il consiglio è quello di indirizzarsi su un modello Euro 6D o Euro 6Temp di ultima generazione, che vi consentirà di evitare l'utilizzo a singhiozzo ancora per qualche anno. Oppure, spendendo qualcosa in più, un veicolo a benzina-ibrido.

Se invece  abitate fuori dai grandi centri, potete accontentarvi di un veicolo diesel non recentissimo Euro 5, con il quale potete godervi la guida ancora per qualche anno. 

Se però volete considerare l’acquisto di un veicolo meno recente, il consiglio è spingersi su un'auto alimentata a benzina, più longeve perchè meno penalizzate dalle norme anti-inquinamento.

 

di Marco Mauri

Stellantis riaccende le speranze del motore diesel

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2022-01-28 14:33:41

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