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title: Chi sono gli estremisti?
description: Una delle novità di questa tornata elettorale è che è resuscitato l’asse destra-sinistra che si era inabissato nel 1993-1994
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date: 2022-09-25
author: Luca Ricolfi
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categories: [Politica]
tags: [politica]
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# Chi sono gli estremisti?

![Chi sono gli estremisti?](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/destra-e-sinistra.png)

Una delle novità di questa tornata elettorale è che, dopo circa trent’anni di seconda Repubblica, è resuscitato l’asse destra-sinistra che si era inabissato nel 1993-1994 con la dissoluzione dei partiti della prima Repubblica

Ora che i Cinque Stelle hanno fatto la loro scelta di campo (a sinistra) e quindi il sistema ha cessato di essere tripolare, torna ad avere senso ordinare i partiti fra un polo di destra e uno di sinistra. Ma qual è l’ordine giusto? Chi sta alle estreme e chi sta al centro?

**Un aiuto in questo compito ci arriva dalla teoria economica della democrazia, formulata nel lontano 1957 dal grande politologo americano Anthony Downs.** Secondo questo schema teorico, l’asse destra-sinistra misura il grado di favore od ostilità all’intervento dello Stato nell’economia. A un polo, quello di sinistra, stanno i partiti più favorevoli all’espansione dello stato sociale (e quindi alle tasse); all’altro polo, quello di destra, stanno i partiti più ostili alle tasse (e quindi alla spesa pubblica). In poche parole: statalisti contro liberisti.

**Ma dove si collocano i partiti attualmente in competizione in Italia?** Chi occupa il centro e chi le estreme? Una risposta ingenua, basata sulle ideologie del passato, è che gli estremi siano occupati dai post-fascisti (Fratelli d’Italia) e dai post-comunisti (Partito democratico), e che il centro sia occupato da Forza Italia e dal cosiddetto terzo polo (Carlo Calenda e Matteo Renzi). Se però ci basiamo sulla teoria economica della democrazia, e anziché guardare all’ideologia guardiamo ai programmi di politica economico-sociale, le cose cambiano sensibilmente.

Per capire questa disposizione dei partiti occorre tenere conto che la forza politica più liberista e ostile alle tasse è la Lega, che propone un’aliquota unica del 15%, mentre il partito più statalista sono i Cinque Stelle, che propugnano una misura iper-statalista come il reddito di cittadinanza. Dal punto di vista della teoria economica della democrazia Forza Italia, che si accontenta di un’aliquota del 23%, è un partito più moderato della Lega. E il Partito democratico, che si accontenta del reddito di inclusione, è più moderato dei Cinque Stelle, che puntano su una misura più ampia come il reddito di cittadinanza.

**Chi resta al centro?** Il terzo polo e – sorpresa – il partito di Giorgia Meloni. Il primo perché la scommessa di Calenda e Renzi è di immettere elementi liberali nella cultura statalista della sinistra. Il secondo perché da molti anni l’idea portante della *leader* di Fratelli d’Italia in materia di politica fiscale non è la *flat tax* ma la detassazione delle imprese che aumentano l’occupazione. Il che, in definitiva, significa immettere un po’ di keynesismo (più occupazione) nelle politiche liberiste della destra. Insomma, Fratelli d’Italia e terzo polo svolgono, su due versanti opposti, la medesima funzione: moderare gli opposti “estremismi fiscali” dei partiti di destra e di sinistra.

 

Di Luca Ricolfi
