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title: Le reali conseguenze del salario minimo
description: Tante posizioni, frammentate e confuse, sempre scappando da un dibattito costruttivo e dimenticando le reali conseguenze del salario minimo.
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date: 2022-06-24
author: Giuliano Cazzola
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/le-conseguenze-del-salario-minimo/
categories: [Politica]
tags: [economia, Evidenza, lavoro, politica]
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# Le reali conseguenze del salario minimo

![le conseguenze del salario minimo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-5-3.jpg)

Sul salario minimo le posizioni sono frammentate e confuse, sempre scappando da un dibattito costruttivo e dimenticando quali sarebbero le concrete conseguenze di questa misura, a partire dalla statalizzazione dei salari.

Peculiari e frammentate le posizioni sul salario minimo. Enrico Letta è favorevole, con la Confindustria di Bonomi (che forse non ha capito le implicazioni).

Tra chi sostiene che lo Smic, come lo chiamano i francesi, sia scivoloso c’è il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, che vuole capire meglio cosa sia incluso nei 9 euro perché, **se si conteggiano anche tredicesima e Tfr, la quota di lavoratori “sotto soglia” cala e di molto**.

Se, come dice l’Unione europea, lo Smic è la paga minima per lavori non coperti da contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl), parecchie controindicazioni si affievoliscono o cadono. Il che comporta, in Italia e secondo Bruxelles, coinvolgere un numero ridotto di lavoratori.

Resta l’impatto del **“falso mito” Smic**, inteso come iconica bandierina sul quale costruire facili *slogan*. Si recita a soggetto, in prevalenza schierandosi sul no, con motivazioni diverse. Luigi Sbarra (insieme all’Adapt fondato da Marco Biagi), solitario tra i *leader* sindacali sostiene che lo Smic «non è la soluzione».

Alla fine anche per la Cisl più che il dolore potrà il digiuno: con lo Smic potrebbe scapparci un aumento dei salari senza neppure prendersi il disturbo di scioperare. Il titolare del Lavoro **Andrea Orlando**, al contrario dell’ex ministro Nunzia Catalfo, **è favorevole a giorni alterni**. Non può dire no al cavallo di battaglia che il Pd metterà al centro dell’iniziativa politica in vista delle elezioni, ma sta ancora studiando il modo di rendere *erga omnes* i contratti delle confederazioni. Alla fine Orlando adotterà la linea di Maurizio Landini. Anche Matteo Salvini dice che **lo Smic danneggerebbe i dipendenti che si vedono applicare i Ccnl.**

Una simile confusione non dovrebbe sorprendere, vista la scarsa cultura del mercato del lavoro, dei suoi mille dualismi e contraddizioni. Le tendenze in atto sono singolari. Lo Smic è l’ultimo avvertimento di una mutazione genetica delle relazioni industriali: **è in corso una “nazionalizzazione” della retribuzione, nel senso che sta crescendo l’intervento dello Stato anche sulla parte economica del rapporto di lavoro**. I “convertiti” allo Smic non si rendono conto che la dinamica eroderà la funzione di autorità salariale dei sindacati, come a suo tempo l’indennità di contingenza.

In anni di forte inflazione vengono adottate vere e proprie erogazioni parasalariali: è il caso dei 200 euro. Ma la vera novità riguarda il taglio del cuneo fiscale. Oggi è chiaro che per un intervento importante non ci si possa limitare al taglio delle imposte ma sia **necessario fiscalizzare quote crescenti di contributi.** Il finanziamento delle pensioni assumerebbe un prevalente profilo fiscale anche per le prestazioni di natura e origine previdenziale. Ma c’è dell’altro.

Si è forse dimenticato lo snaturamento del Tfr che, da strumento finanziato col criterio della capitalizzazione ancorché sulla base di criteri stabiliti dalla legge, è stato trasferito al regime della ripartizione? Il saldo, al netto del pagamento delle prestazioni, è utilizzato per la spesa corrente.

Di *Giuliano Cazzola* e *Franco Vergnano*
