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title: Le contraddizioni interne al centrodestra
description: Date le contraddizioni nel centrodestra, non esiste alcun terreno sul quale la triade mostri di avere uguale visione
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date: 2022-08-31
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/le-contraddizioni-del-centro-destra/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Le contraddizioni interne al centrodestra

![contraddizioni centrodestra](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-57.jpg)

Date le contraddizioni nel centrodestra, non esiste alcun terreno sul quale la triade mostri di avere uguale visione ed esprimere simmetrica indicazione politica.

**In un sistema compiutamente democratico gli automatismi sono inesistenti o ridotti al lumicino**. Esistono procedure costituzionalmente regolamentate a garanzia di tutti e scelte istituzionali la cui responsabilità è chiaro in capo a chi stia. Dunque – e c’è perfino chi ha parlato di colpo di Stato (!) – **sostenere che un patto stipulato tra soggetti privati come sono i partiti politici**, in base al quale si stabilisce che chi tra di loro prende più voti ipoteca Palazzo Chigi, **possa assumere il carattere di vincolo o addirittura di obbligo per chi deve svolgere delicatissime e arbitrali funzioni pubbliche, è del tutto insensato.** Di conseguenza la ***querelle* sul tema “incarico di governo”**,** sollevata da Giorgia Melon**i e chiusa con una nota del Quirinale, **potrebbe/dovrebbe terminare qui.**

Tuttavia ci sono un paio di aspetti sorprendentemente trascurati che meritano di essere approfonditi. Il primo ha perfino un sapore paradossale.** Poniamo infatti che invece gli automatismi esistano e la *leader* di FdI abbia fatto bene a esplicitarli.** Ma se esistono debbono valere sempre, sia in entrata che in uscita per così dire.** Cioè se Meloni diventa presidente del Consiglio perché la più votata dagli elettori, dagli stessi elettori** – automaticamente – si deve tornare se per ventura il suo governo fallisce. **Non ci possono essere nuove puntate trasformistiche in base alle quali lo stesso presidente del Consiglio guida due maggioranze di segno opposto**. Insomma, se l’automatismo viene invocato deve avere una valenza generale e le stesse forze politiche che a quel dispositivo si appellano ne devono pubblicamente e ufficialmente sottoscrivere un altro in base al quale** statuire che se l’esperienza di governo fallisce si ritorna alle urne senza se e senza ma**. **Alzi la mano chi ha trovato traccia di un simile impegno nei programmi del centrodestra**. Inutile chiedersi come mai non ce ne sia traccia.

Il secondo aspetto è più di sostanza. Al di là degli sgambetti reciproci tra Meloni, Salvini e Berlusconi sul tema, peraltro fondamentale, dell’indicazione del presidente del Consiglio, **la realtà è che non esiste alcun terreno sul quale la triade mostri di avere uguale visione ed esprimere simmetrica indicazione politica**. La questione della politica estera è stranota e al tempo stesso strainquietante. **Ma altrettanto lo sono le scelte economiche tra i paladini dello sfondamento di bilancio e quelli del rispetto dei “*non possumus*” di Mario Draghi**; o quelle giudiziarie che oppongono Carlo Nordio a Giulia Bongiorno. **Non è robetta: sono i percorsi sui quali deve snodarsi l’azione di governo una volta che il centrodestra dovesse vincere le elezioni.** Per carità di patria sorvoliamo su quello che dovrebbe essere il piatto forte identitario della triade: [il presidenzialismo](https://laragione.eu/adnkronos/news/elezioni-meloni-presidenzialismo-per-italia-e-piu-potente-misura-economica/). **Sul quale ognuno esprime valutazioni e indicazioni diverse, come se ciascuno dei *partner* in cuor suo sapesse che si tratta di un traguardo impossibile da tagliare**. Ed è allo stesso modo meglio tacere – ma guai a ridimensionarlo – sul tema del rapporto con l’Europa: **FdI, FI e Lega militano ciascuno in un gruppo diverso nel Parlamento di Strasburgo**. Una Babele al posto della dovuta sintonia.

Si fa strada la sensazione che l’incarico di governo sia nient’altro che il drappo da agitare per nascondere una ben più grave, e gravida di conseguenze perniciose, strumentalizzazione: **la tentazione di scaricare sul Quirinale le contraddizioni che pervadono il centrodestra**, sperando che sia il capo dello Stato a trovare la quadra.
Detto in termini brutali: non è così che funziona. La legge elettorale spinge alle coalizioni ma anche qui non esiste alcun vincolo né automatismo.** Se quegli aggregati sono privi di coesione interna è colpa loro, non del Rosatellum.**

di *Carlo Fusi*
