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title: Le due grandi sconfitte
description: Il presidente del Consiglio, Mario Draghi sia e resti una straordinaria opportunità di credibilità, buon lavoro e governo per questo Paese
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date: 2022-07-16
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/le-due-grandi-sconfitte/
categories: [Politica]
tags: [Draghi, Evidenza, politica]
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# Le due grandi sconfitte

![Le due grandi sconfitte](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/interviste-DEF-78.png)

La posizione de La Ragione su Mario Draghi - come quella del tutto trascurabile di chi scrive - è arcinota e non l’abbiamo certo mai nascosta o dissimulata: in sintesi, crediamo che il presidente del Consiglio sia e resti una straordinaria opportunità di credibilità, buon lavoro e governo per questo Paese

**L’uomo giusto al posto giusto, in sostanza. Ciò detto, non è mai sfuggito a tutti noi un dato fondamentale:** aver affidato all’ex presidente della Bce la guida dell’esecutivo costituisce una sconfitta per l’intero sistema politico emerso da quasi trent’anni di finto o quantomeno raffazzonato ‘bipolarismo’ (dove, quale?!).

**Sconfitta fragorosa, dolorosa, indiscutibile, per certi aspetti inappellabile.** Una chiamata (quasi disperata, alla luce degli eventi delle ultime 72 ore) al senso di responsabilità di partiti e sedicenti coalizioni, nella speranza di venir fuori da questa lunga fase emergenziale con una diversa consapevolezza del lavoro da fare e del proprio ruolo.

**Una pia speranza, all’evidenza di un’ignominiosa fuga dalle proprie responsabilità, di chi ha gettato il governo e l’Italia in una crisi al buio (pesto), ma più in generale di tutti quelli che ci hanno portato fin qui.** Solo la prima, peraltro, delle due sconfitte con cui fare i conti. La seconda - ancora più amara e inquietante - è la conclamata difficoltà della democrazia rappresentativa di fare il proprio lavoro in Italia, da troppo tempo.

Che partiti e leader, in grado di raggiungere vette di popolarità sconosciute ai protagonisti della politica “di prima“, non riescano a portare avanti uno straccio di idea di Paese, di strategia per un futuro carico sì di incognite - ma anche di straordinarie opportunità e prospettive - è oltre il livello di sconforto. Che tutto questo abbia costretto il presidente della Repubblica a commissariarli per manifesta incapacità, affidando la guida del governo a un uomo di altissima credibilità e carisma, ma del tutto estraneo all’agone politico, è più di una disfatta. È una lacerazione, la cui portata nessuno di questi statisti della domenica è riuscito a cogliere fino in fondo.

Ecco perché fa bene Mario Draghi a tirar dritto e a metterli drammaticamente davanti alle loro (ir)responsabilità. La speranza - anche di una presa di coscienza in extremis - è sempre l’ultima a morire.

Di Fulvio Giuliani
