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title: Le Euroindecisioni sono rischiose per l’Italia
description: "Magari a qualcuno potrà apparire impietoso e ad altri inopportuno. Però la realtà è come le notizie: non si può nascondere"
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date: 2024-06-20
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/le-euroindecisioni-sono-rischiose-per-litalia/
categories: [Politica]
tags: [Europa, Italia, Ucraina, UE]
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# Le Euroindecisioni sono rischiose per l’Italia

![Euroindecisioni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Euroindecisioni.jpg)

Magari a qualcuno potrà apparire impietoso e ad altri inopportuno. Però la realtà è come le notizie: non si può nascondere

**Magari a qualcuno potrà apparire impietoso e ad altri inopportuno. Però la realtà è come le notizie: non si può nascondere.** E la realtà è che quel **16 giugno del 2022** [Mario Draghi](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/mario-draghi-luomo-giusto/) viaggiava [sul vagone](https://laragione.eu/esteri/draghi-macron-e-scholz-portano-leuropa-a-kiev/) verso [Kiev](https://laragione.eu/esteri/occidente-kiev/) assieme a [Macron](https://laragione.eu/esteri/macron/) e [Scholz](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/scholz-e-meloni-e-la-consapevolezza-del-ruolo-ue/) ed era l’emblema del ruolo da protagonista assunto dall’Italia nella Ue e nella condizione geopolitica determinata dall’[aggressione russa all’Ucraina](https://laragione.eu/evidenza/il-peggior-risveglio/). Ancora più urticante è ricordare le parole di [Giorgia Meloni](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/i-silenzi-di-giorgia-meloni/) il 13 dicembre del 2023, a due mesi dal suo insediamento a Palazzo Chigi: «Per alcuni la politica estera è farsi la foto con **Francia** e **Germania** quando non si portava a casa niente».

**Bene: al momento è esattamente niente quel che nel *risiko* europeo la presidente del Consiglio vittoriosa nelle elezioni europee di dieci giorni fa sta ottenendo nelle trattative per le nomine nell’Unione.** Anzi, in verità non proprio niente bensì l’umiliazione di sentirsi bollare come «estremista» ed esclusa dagli incastri del *top job* continentale. **È per questo che il raffronto con l’era Draghi è penalizzante per Roma.** La realtà (di nuovo!) è che **Meloni** ha sbagliato tattica, non è chiaro se per inesperienza o imperizia. **Giorgia** infatti ha immaginato di poter arrivare a **Bruxelles** sulle ali del successo quale unico governo ad aver visto crescere i consensi a fronte delle disfatte del cancelliere e del presidente francese e poter di conseguenza indossare i panni di *king* (o *queen*) *maker* delle nomine. **Ma non è così. Non può essere così.**

**Nel Parlamento europeo contano i rapporti di forza politici stabiliti dagli elettori. Nel Consiglio i capi di Stato e di governo rappresentano i rispettivi Paesi, non i partiti di appartenenza. In quella sede Meloni rappresenta l’Italia, non** [Fratelli d’Italia](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/giorgia-meloni-e-i-suoi-fratelli/)**.** Contano l’autorevolezza e la chiarezza di intenti, non le percentuali nelle urne. L’esempio giusto è proprio quello di** Draghi**. Che di voti non ne aveva neanche uno ma le idee chiare sì, eccome. In quel vagone infatti l’allora capo del governo italiano, in perfetto allineamento con **Parigi** e **Berlino**, portava in dote l’appoggio senza riserve a [Zelensky](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/zelensky-arrogante-antipatico-per-molti-italiani/) e la richiesta che **Kiev** entrasse al più presto nella **Ue**. **Meloni**, al contrario, ha manifestato un ondeggiamento fra la voglia di essere la *leader* dei sovranisti duri e puri e la necessità di confrontarsi con le storiche intese che governano l’**Europa**. Un ondeggiamento che non ha giovato alla chiarezza delle posizioni italiane e che al momento l’ha tenuta fuori dalla maggioranza che potrebbe riconfermare [Ursula von der Leyen](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/meloni-e-von-der-leyen-ai-lampedusani-stiamo-lavorando/) al vertice della Commissione.

**Più che mostrare irritazione per i giochi dei *leader* sconfitti dal voto** – inevitabili visti i numeri e la rilevanza dei Paesi coinvolti – **la presidente del Consiglio italiana farebbe bene a stabilire quale indirizzo adottare e quali compagni di viaggio scegliere.** Peraltro per capire come funzionano le cose nei Palazzi europei basta vedere come si muove quell’espertissimo giocoliere Ue che risponde al nome di **Donald Tusk**, primo ministro polacco nonché negoziatore per conto del **Ppe**. Che ha una bussola precisa: tenere fuori dai giochi i suoi avversari interni del **Pis**, che invece anelano a una *liaison* con** Meloni** in funzione antisocialista.

**È conveniente per l’Italia e per chi la governa che venga deciso al più presto a quale sponda europea aderire e con chi stare.** Se vellicare gli «estremisti di destra» che fanno inorridire **il cancelliere tedesco e Macron** oppure entrare a far parte della maggioranza europeista che si appresta a eleggere e riconfermare **i vertici Ue**. Meloni ha tutto da perdere se continua a traccheggiare, non afferrando gli ami che la stessa **Ursula** le lancia. Proprio **in Europa**, infatti, la presidente del Consiglio ha ottenuto i riconoscimenti più importanti e il suo atlantismo e l’appoggio all’**Ucraina** l’hanno fatta crescere in autorevolezza. Mandare tutto all’aria non le gioverebbe certo: né a **Bruxelles **né a** Roma**.

di *Carlo Fusi*
