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title: Le promesse elettorali
description: «Le promesse elettorali impegnano solo chi dà loro credito», nel senso che non vanno mai prese davvero sul serio.
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date: 2022-09-02
author: Ottavio Lavaggi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/le-promesse-elettorali/
categories: [Politica]
tags: [Evidenza, Italia, politica]
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# Le promesse elettorali

![promesse elettorali](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/Evidenza-sito-61.jpg)

«Le promesse elettorali impegnano solo chi dà loro credito», nel senso che non vanno mai prese seriamente.

**Jacques Chirac**, vecchia volpe della politica transalpina,** soleva dire che «le promesse elettorali impegnano solo chi dà loro credito»**, **nel senso che non vanno mai prese seriamente.** I principali contendenti del 25 settembre, coerentemente, **abbondano di promesse fallaci o insostenibili** ma sembrano aver abbandonato alcune velleità estreme, come l’idea di uscire dall’euro e di aumentare la spesa in *deficit* senza limiti a colpi di *bonus*.

**Manca tuttavia nel dibattito politico-elettorale italiano la consapevolezza della gravità delle sfide** che ci attendono. **L’inflazione è ai massimi degli ultimi 40 anni**, su scala globale, e **il forte aumento dei costi dell’energia**, come è normale accada col passar del tempo, sta creando aspettative inflazioniste che generano un circolo vizioso: **chi può aumenta i prezzi perché prevede maggiore futura inflazione**. Le banche centrali, dai due lati dell’Atlantico, **dopo aver ecceduto nel ribasso dei tassi d’interesse durante la pandemia, ora si vedono obbligate a invertire la rotta**, restringendo il credito e alzando i tassi per ridurre fortemente le attese inflazionistiche. Il messaggio da Jackson Hole è stato chiaro.

In questo quadro,** la situazione finanziaria dell’Italia diventa insostenibile in assenza di maggiore solidarietà finanziaria europea** e di riforme strutturali per innovare rapidamente e recuperare efficienza. L’Ue è chiaramente consapevole della gravità della situazione e **non ha alcun interesse a “lasciar cadere” l’Italia**, ma neppure a consentire che la penisola **diventi un malato cronico incurabile**. Il vero interesse nazionale dell’Italia consiste pertanto nel seguire – accelerandole e approfondendole – **le riforme iniziate a guida Draghi**, per correre più rapidamente dei *partner* e **continuare a ridurre di conseguenza il rapporto debito/Pil con la crescita del denominatore**. L’alternativa sarebbe la riduzione del numeratore (il debito) mediante un salasso impositivo patrimoniale.

Stando ai sondaggi, **il cosiddetto centro-destra si appresta a conquistare la maggioranza e avrà dunque l’onere delle scelte inevitabilmente difficili** che attendono il prossimo governo. I governi di unità nazionale sono una soluzione valida in tempo di guerra e un consenso *bipartisan* sui fondamenti della politica estera di un Paese ne rafforza chiaramente la posizione, ma su riforme economiche profonde è normale e salutare che l’elettorato si divida e che il vincitore governi.

**La prospettiva di una vittoria della destra viene agitata da sinistra come uno spauracchio di misure anti-popolari in arrivo.** A ben vedere, tuttavia, e considerando i precedenti, il vero rischio di una vittoria di questa destra sta **nella prevedibile incapacità di assumere le misure anti-popolari necessarie**, attribuendo poi ad altri le colpe delle conseguenze dell’inazione.

Il 25 settembre, la decisione più rilevante resta quella degli attuali indecisi. Speriamo sia saggia.

di *Ottavio Lavaggi*
