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title: "L'&#8221;avvincente&#8221; dibattito sulla legge 194"
description: "la legge 194, che regola il diritto all’aborto: chi dice che la legge non si deve toccare e chi afferma di non volerla toccare"
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date: 2024-04-22
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/legge-194/
categories: [Politica]
tags: [giustizia, Italia, politica]
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# L'&#8221;avvincente&#8221; dibattito sulla legge 194

![Legge 194](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Evidenza-sito-1074-1024x639.jpg)

Avvincente il dibattito sulla legge 194, che regola il diritto all’aborto: da una parte chi dice che la legge non si deve toccare e dall’altra chi afferma di non volerla toccare

**Avvincente il dibattito sulla legge 194, che regola il diritto all’aborto**: da una parte chi dice che la legge non si deve toccare e dall’altra chi afferma di non volerla toccare,** ma vicendevolmente accusandosi di ogni nefandezza.** E se questa è la sorte della legge che c’è, **poi si riesce a litigare anche su quella che (colpevolmente) non c’è**, relativa alla regolazione del fine vita. Due scucuzzamenti fuori dalla legge, che ci sia o non ci sia. Due agitazioni che provano a destare le emozioni, ma senza nulla di emozionante.** Il vuoto di concretezza riempito con il vuoto di idee.**

**La legge 194 fu approvata nel 1978 e si trascina dietro alcune ipocrisie,** compresa quella che una donna che va ad abortire **possa essere avvicinata da chi potrebbe indurla a rinunciarci**. **Come se avesse preso una decisione superficiale**. Partendo da questo, in occasione della conversione di un decreto relativo al Pnrr, parlamentari di Fratelli d’Italia hanno presentato un emendamento che con il Pnrr non centra nulla e che, quindi, contravviene alla prescrizione di non farcire le conversioni dei decreti con emendamenti estranei al tema del decreto stesso, che dovrebbe essere uno solo.** L’emendamento stabilisce che le Regioni possono «avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica**, di soggetti del terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità». **Un gargarismo inconcludente**. **Intanto perché le Regioni avrebbero potuto farlo comunque**, poi perché si lascia** nella totale indeterminatezza **l’individuazione dei «soggetti» e infine perché sarà un circo stabilire chi abbia «comprovata esperienza».** Quindi tutta la zuppa serve soltanto ad affermare che una donna che va ad abortire può, o forse deve, essere affiancata da chi sostiene la maternità. Se l’argomento non fosse triste sarebbe una trovata capace di mettere allegria.**

**Ma tanto la 194 non cambia**. Certo che in passato la destra ha più che flirtato con i movimenti che chiedono la cancellazione del diritto all’aborto, in nome di legittime convinzioni etiche e religiose, ma la destra vincitrice non ci ha mai provato e non ci proverà perché finirebbe in minoranza anche fra gli elettori della destra.** Ove mai si voglia parlare dell’aborto (certo non quando si discute il Pnrr), ci si potrebbe utilmente concentrare sull’adeguatezza delle strutture sanitarie e sulla diversa concentrazione geografica dei medici obiettori di coscienza **che – qualora non riveli una correlazione fra coordinate geografiche e coordinate morali – induce a supporre ci siano altre ragioni.

**Nel mentre si anima la rissa fra chi vuole che la legge resti com’è e chi dice di volerla lasciare com’è, c’è una legge che non c’è**. Il governo ha ritenuto di far ricorso al Tar, avverso le linee guida per il fine vita emanate dalla Regione Emilia-Romagna. Solo leggendone il dettaglio si potrà provare a capire perché si ricorre avverso l’Emilia-Romagna e non avverso il Veneto, volendo escludere che si sia al fine vita della politica e quindi a preferenze e diffidenze di schieramento. **Ma già quel ricorrere manifesta il problema: il diritto a essere assistiti non nel suicidio – che non c’entra niente – ma nel fine vita in una condizione di sofferenza e irreversibilità**,** discende da una sentenza della Corte costituzionale del 2019 **nella quale è scritto che il legislatore deve provvedere velocemente a fare una legge. Mai fatta. Il governo non prende l’iniziativa. Ma ricorre avverso quella di chi deve comunque provvedere a rendere reale quel diritto. **Avrà pure ragione, ma ha torto a lasciare il vuoto**. Torto che condivide con il Parlamento.

**È un guaio serio che si parli di queste cose solo per far propaganda**, senza che – da una parte e dall’altra – si comprenda che il dolore chiama condivisione e che una legge che non si vuol cambiare la si fa rispettare, mentre per legiferare non serve l’unanimità ma sapere ascoltare, confrontarsi con le ragioni altrui e votare. **Non è bello che i voti li si chieda per poi non darli.**

di *Davide Giacalone*
