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title: "L&#8217;immunità immaginaria di Fassino"
description: Nell’illustrare il caso incorso al deputato diessino Piero Fassino, c’è chi ha dato i numeri. C’è chi le ha sparate più grosse che ha potuto.
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date: 2024-05-08
author: Paolo Armaroli
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/limmunita-immaginaria-di-fassino/
categories: [Politica]
tags: [Italia, politica]
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# L&#8217;immunità immaginaria di Fassino

![Fassino](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-1131-1024x639.jpg)

Nell’illustrare (si fa per dire) il caso incorso al deputato diessino Piero Fassino, c’è chi ha dato i numeri. C’è chi le ha sparate più grosse che ha potuto.

Mario Missiroli sosteneva che «in Italia non c’è nulla di più inedito della carta stampata». E la nostra Carta repubblicana non fa certo eccezione alla regola. **Tutti la citano come la Carta più bella del mondo. Ma pochi la leggono e men che meno la studiano**. Tant’è che nelle scuole la cosiddetta educazione civica è una Cenerentola. Perfino nelle redazioni dei giornali, a quanto pare, la nostra Costituzione a volte è un’illustre sconosciuta. La si tiene nel cassetto, ben chiusa a chiave. E poi, indovinala grillo: sarà quella approvata dall’Assemblea costituente ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948 o quella vigente dopo le tante modifiche a essa apportate?

**Questo interrogativo, che a prima vista sembrerebbe un’assurdità, è pienamente legittimo**. Perché nell’illustrare (si fa per dire) il caso incorso al deputato diessino** Piero Fassino**, c’è chi ha dato i numeri. **C’è chi le ha sparate più grosse che ha potuto. **E guai ad avvertire che i numeri non sono quelli giusti. Guai a mettere lor signori sull’avviso. **Una fatica sprecata. Se è vero che errare è umano e perseverare è diabolico, loro persistono nell’errore**. E invece di un doveroso grazie, magari ti prendono per un grillo parlante di collodiana memoria degno di essere spiaccicato sul muro. Questo, pressappoco, è lo stile della casa.

**Ma chi sono i reprobi di cui sopra? Chi ci dà a bere una Carta immaginaria? Non sono pochi, per il vero. **Enrico Mattei, un grande giornalista colpevolmente dimenticato, diceva di non preoccuparsi tanto della concentrazione delle testate quanto piuttosto delle teste. **Una volta che qualcuno comincia a dire una scempiaggine, nemmeno vestisse i panni del pifferaio magico, trova sempre un bel numero di topolini di carta disposti ad andargli dietro. **A costo di finire in un burrone o, peggio, di perdere faccia e credibilità. Per carità di patria, sarebbe conveniente tacere nomi e cognomi. Ma a fin di bene, affinché dopo tanti errori imbocchino la diritta via, non possiamo esimerci dal ricordare qualche testata.

**Basterà menzionare il “Corriere della Sera”, “La Stampa”, “il Giornale” e “Libero”. **Quotidiani rinomati che hanno però raccontato ai loro** lettori la favola che Fassino rischierebbe ben poco o addirittura un bel niente per la presunta appropriazione di profumi al *duty free* dell’aeroporto di Fiumicino**. E perché mai? **Perché, a loro dire, sarebbe protetto dall’immunità parlamentare prevista dal secondo comma dell’articolo 68 della Costituzione**. Che, a loro insindacabile giudizio, prescriverebbe l’autorizzazione a procedere in giudizio da parte della Camera dei deputati. Cioè dal ramo del Parlamento del quale Fassino è componente. Il “Corriere” – *noblesse oblige* – si è spinto ancora più in là. Fino a scrivere che Fassino per l’intera legislatura sarebbe un intoccabile, coperto da una immunità assoluta.

**Peccato che le cose non stiano affatto così. Difatti l’autorizzazione a procedere in giudizio era sì prevista dalla Costituzione del 1948, ma è stata abolita dalla legge costituzionale 29 ottobre 1993,** n. 3. Con gli anni se ne fece un tale abuso che, sull’onda di un’opinione pubblica sempre più insofferente e di una magistratura che non andava per il sottile, il Parlamento si vide costretto a fare *harakiri*. **Resta invece intatta l’insindacabilità per le opinioni espresse e i voti dati nell’esercizio delle funzioni parlamentari. **Mentre sono contemplate autorizzazioni della Camera della quale il parlamentare è membro per le perquisizioni personali e domiciliari; per l’arresto o comunque per la privazione della libertà personale; per il mantenimento in detenzione, salvo che in esecuzione di sentenza irrevocabile di condanna, per un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza; nei casi di intercettazioni di conversazioni e sequestro di corrispondenza. Sia ben chiaro: una prerogativa, non un privilegio.

Non si rende un servizio ai lettori raccontando frottole che inducono a pensare che il Parlamento sia abitato da personaggi orwellianamente più eguali degli altri. Una Casta da biasimare, insomma. Per mettere le cose a posto, basta poco: un *errata corrige*.

di *Paolo Armaroli*
