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title: "L&#8217;inchiesta mafia-appalti"
description: Il dramma più grande non sono le pagine nascoste e i segreti della storia italiana ma le cose note e taciute, il depistaggio delle verità
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date: 2023-11-14
author: Davide Giacalone
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categories: [Politica]
tags: [Evidenza, giustizia, Mafia, politica]
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# L&#8217;inchiesta mafia-appalti

![L'inchiesta mafia-appalti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-sito-2-6.jpg)

Il dramma più grande non sono le pagine nascoste e i segreti della storia italiana ma le cose note e taciute, il depistaggio delle presunte verità

Perché? Non basta aver chiarito i fatti, serve chiedersene il perché. E non è finita qui, semmai comincia qui. **Il dramma più grande non sono le pagine nascoste e i segreti della storia italiana**, molti dei quali sono miti e fanfaluche: il dramma sono le cose note e taciute, **il dramma è il depistaggio delle presunte verità**. Se i favori alla mafia vengono fatti nel Palazzo di Giustizia palermitano, se lo si racconta e nessuno ascolta, la faccenda non può essere chiusa. Deve essere aperta.

**Mario Mori ha pubblicato due libri: “M.M. Nome in codice Unico”** (La Nave di Teseo) e, con il suo collega Giuseppe De Donno, **“La verità sul dossier mafia-appalti” (Piemme)**. Quelle che fanno impressione non sono le rivelazioni, ma le conferme. Molti anni prima che nascesse “La Ragione” ho scritto e raccontato questa storia. Non ero il solo, ma eravamo molto pochi. Ignorati. Quel racconto – basato su date e buon senso – è ora confermato dalle parole di Mori e De Donno, che non sono soltanto testimoni diretti ma protagonisti. Ed è la conferma a imporci un passo ulteriore, che spalanca una prospettiva che sarebbe colpevole ignorare.

Partiamo da una cosa di oggi: **Matteo Messina Denaro**, arrestato perché bisognoso di cure e alla vigilia della morte, escludendo qualsiasi possibile collaborazione, **si rivolge beffardo a chi lo interroga: ma voi veramente credete che Falcone sia morto perché era stato capace di far condannare molti mafiosi?** Come a dire: se lo credete siete scemi. La ragione della sua morte va cercata non in quel che aveva fatto, ma in quel che avrebbe potuto ancora fare. Ed è questo che ci porta all’**inchiesta “mafia-appalti”**. Era stato Falcone a volerla e impostarla, mettendo al lavoro Mori e il Ros. Falcone era inviso ai suoi colleghi magistrati, ne ricevette umiliazioni e isolamento. A quell’indagine mettevano i bastoni fra le ruote. Quando capì che se ne sarebbe dovuto andare, trasferendosi a Roma, volle depositare l’indagine – benché incompleta – per assumersene la responsabilità e perché altri potessero continuarla. Il 23 maggio 1992 salta in aria. Fate attenzione.

**Il 14 luglio successivo Paolo Borsellino chiede di occuparsi di quell’inchiesta**. Non soltanto non glielo consentirono, ma nessuno lo informò che la Procura ne aveva chiesto l’archiviazione il giorno prima, il 13 luglio. Lui insiste e il 19 luglio, al mattino, il capo della Procura, Pietro Giammanco, lo chiama per dargli la notizia che sarà autorizzato a proseguire l’indagine che lo stesso Giammanco intendeva archiviare. Quello stesso **19 luglio, nel pomeriggio, Borsellino salta in aria**. Il 22 luglio Giammanco conferma l’intenzione di archiviare l’inchiesta, che tre giorni prima avrebbe delegato a Borsellino. **Il 14 agosto** (14 agosto!) i**l gip autorizza l’archiviazione nel silenzio generale**.

Si organizzano le sfilate in memoria di Falcone e Borsellino, cui partecipano quanti li avevano avversati, e si seppellisce la loro inchiesta, quella per cui è largamente probabile siano stati sepolti. **E Mori? E il Ros? Subiranno anni di processi, accusati di avere trattato con la mafia**. Sono stati assolti, in via definitiva e con motivazioni che tolgono qualsiasi dubbio non sia sorretto dalla malafede.

Ma questo apre un problema: perché? **Perché si istruisce una cagnara sull’inesistente trattativa fra lo Stato e la mafia?** Perché serve a lasciare nascosto l’enorme piacere fatto alla mafia e al mondo imprenditoriale e politico che aveva allungato le mani sui soldi degli appalti pubblici utilizzando le ‘entrature’ dei disonorati; serve a non parlare dell’inchiesta “mafia-appalti”, che contiene i loro nomi, e a mettere a tacere quanti raccontavano quei fatti e ricordavano quelle date. Fino a Messina Denaro, che chiede a chi lo interroga se sono tutti scimuniti.

Nel Paese in cui si fanno commissioni parlamentari d’inchiesta sulle cretinate, questa storia non finisce qui e non serve alcuna commissione. **Ci sono pagine che contengono notizie rilevanti e non nuove. Vediamo se c’è una Procura capace di leggere**.

*di Davide Giacalone*
