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title: "L&#8217;Italia dopo la vittoria di Trump"
description: "E adesso? Adesso che oltre alla pancia Donald Trump si è preso anche il cuore e il cervello degli Usa? Le possibili conseguenze per l'Italia"
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date: 2024-11-07
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/litalia-dopo-la-vittoria-di-trump/
categories: [Politica]
tags: [esteri, Italia, Meloni, salvini, Trump]
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# L&#8217;Italia dopo la vittoria di Trump

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E adesso? Adesso che oltre alla pancia Donald Trump si è preso anche il cuore e il cervello degli Usa? Le possibili conseguenze per l'Italia

E adesso? Adesso che oltre alla pancia The Donald si è preso anche il cuore e il cervello degli Usa; **ora che il contemporaneamente ex e neo presidente ha prevalso nei Grandi elettori, negli Stati rurali ma anche e sorprendentemente nelle grandi città **con un distacco tra i cinque e i dieci punti rispetto a quanto ottenuto quattro anni fa da “Sleepy” Joe; **ora che perfino il voto complessivo lo ha premiato che succederà nel mondo**, quali riflessi ci saranno per l’Europa e – ciò che più conta per noi – **quale onda d’urto si produrrà per l’Italia? **In questi casi la cautela è d’obbligo perché una cosa sono le sparate da campagna elettorale e un’altra, **spesso assai diversa se non addirittura in taluni casi opposta, sono le azioni concrete di governo.** Tuttavia alcune tendenze di fondo sono già ora facilmente rintracciabili. Dalle meno complicate, che riguardano il fronte interno, a quelle più difficili e tortuose che concernono i rapporti, le alleanze, i bracci di ferro con gli altri Stati del Vecchio Continente. Proviamo ad analizzarle.

**Come accennato, per quanto possa apparire paradossale le conseguenze meno difficili riguardano la maggioranza di centrodestra.** È scontato che Matteo Salvini farà la voce grossa e si annetterà il successo trumpiano: **l’ha fatto non appena i numeri sono apparsi definiti e più ancora cercherà di farlo nelle prossime settimane e mesi**. Ma il vice presidente del Consiglio leghista ci ha abituato al molto abbaiare e al poco mordere perché l’azzanno a **Giorgia Meloni**, **che porterebbe alle elezioni anticipate**, sarebbe un gesto autolesionistico molto vicino al suicidio politico. Certo, l’influenza sulle azioni di governo dei settori filorussi variamente dislocati sul proscenio politico-economico-sociale** si farà sentire e magari in alcuni casi diventerà decisiva**. Ma Meloni sa che nessuno dei *partner* del centrodestra può pigiare l’acceleratore fino a rischiare lo schianto della coalizione. **E comunque Giorgia ha preso da tempo le contromisure cinguettando in modo esplicito con Elon Musk**, che della vittoria di Trump è stato strumento decisivo e che conterà – lui sì, eccome – nelle scelte del nuovo presidente americano.

**Molto più complicata si presenta invece la partita *extra* confini**, in particolare per quel che concerne il ruolo che punterà a svolgere** un fortemente ringalluzzito Viktor Orbán**. Il presidente ungherese avrà subito modo di mostrare i muscoli quando, nelle prossime ore,** i *leader* europei si riuniranno per il previsto vertice Ue nel palazzo gotico di Budapest dove risiede il governo ungherese**. C’è già chi pregusta la clamorosa mossa a sorpresa di un invito a Trump che potrebbe collegarsi telefonicamente. **In ogni caso è evidente che Orbán punta a essere l’interlocutore privilegiato sia di The Donald sia di Putin **e piazzarsi così nel centro della ragnatela diplomatica europea.

**Da che parte si schiererà Meloni?** Finora assai positivamente la presidente del Consiglio ha appoggiato senza se e senza ma **la linea atlantista portata avanti da Joe Biden**,** con il conseguente sostegno all’Ucraina nella guerra contro la Russia**. Ma se Trump cambia lo scenario dove si collocherà? E ancora. **Finora la *leader* di Conservatori europei si è barcamenata fra l’appoggio sotterraneo a Von der Leyen e la conferma della posizione sovranista del suo gruppo**. Ma adesso conciliare le due posizioni diventerà sempre più complicato e ogni scelta minaccia di avere un prezzo molto alto per lei e per l’Italia. Come quello che rischia di presentarsi sul fronte economico se davvero il presidente eletto confermerà la volontà di mettere dazi sui prodotti europei, **in particolare quelli *made in Italy*.**

**Al dunque Meloni ha davvero poco da festeggiare**. Lo ‘spaghetti *western*’ che sta per essere proiettato può relegarla nel ruolo di comprimaria e non di protagonista. Posizione scomoda: di fatto la ‘storia’ la sta facendo Trump. E sul palcoscenico i posti sono esauriti.

di* Carlo Fusi *
