---
title: L’Italia rischia di scivolare in un abisso
description: "Vincere le elezioni e non sapere poi letteralmente che cosa farsene della vittoria: una lezione che leader, presunti tali, partiti e coalizioni semplicemente rifiutano di imparare"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/interviste-DEFe45.png
date: 2022-07-21
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/litalia-rischia-di-scivolare-in-un-abisso/
categories: [Politica]
tags: [Draghi, Evidenza, politica]
---

# L’Italia rischia di scivolare in un abisso

![L'Italia entra in un abisso](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/interviste-DEFe45.png)

Un abisso quello in cui il Paese intero rischia di scivolare, mentre già si odono echi e frastuoni di campagna elettorale. Vincere e non sapere poi letteralmente che cosa farsene della vittoria: una lezione che *leader*, presunti tali, partiti e coalizioni semplicemente rifiutano di imparare

Un abisso. Un abisso separa Mario Draghi da questi figuranti di seconda e terza fila con cui abbiamo a che fare, tronfi protagonisti della più surreale, autolesionista, improponibile e sconclusionata crisi che l’Italia ricordi da tanti anni a questa parte. Un abisso quello in cui con sicumera, superficialità e meschinità molti di questi stessi protagonisti hanno gettato il lavoro di 17 mesi. Risultati a cui evidentemente la mediocrità imperante non è adusa.

**Un abisso quello in cui il Paese intero rischia di scivolare, mentre già si odono echi e frastuoni di campagna elettorale.** Tuoni prima lontani, poi sempre più vicini. Inconfondibili, tipici degli spettacoli pirotecnici delle notti d’estate: tanto rumore, tanta luce, tanto fumo, nessun arrosto. Campagna elettorale in cui, come in una maledizione che si ripete da lustri, avremo l’un contro l’altra armate coalizioni eterogenee, creazioni *ad hoc* per raccattare quanti più voti possibile. Per provare a vincere o almeno a non perdere troppo. La sera stessa del voto, comunque vada a finire, le ‘alleanze’ rischieranno di finire triturate come tante altre volte in un passato sempre uguale, terrorizzate dal dover governare, dopo aver raccontato tutto e il contrario di tutto agli elettori. Vincere e non sapere poi letteralmente che cosa farsene della vittoria: una lezione che *leader*, presunti tali, partiti e coalizioni semplicemente rifiutano di imparare.

**Il centrodestra che ha spinto più di tutti per le urne – ignorando gli interessi e il momento del Paese, nonché i lavori lasciati a metà indicati da Draghi (che a volte sono peggio di quelli neppure iniziati) – sente solo il profumo dei voti. Salvini, Berlusconi e Meloni vedono lo striscione dell’ultimo chilometro, convinti di trionfare.** Che poi fra i tre su politica estera, politica energetica, politica economica, politica dell’Unione, politica e basta le differenze siano oggettivamente spesso stridenti deve apparire al più un dettaglio. Per ora. Corrono a fare l’unica cosa che sembra interessare, poi si vedrà. Con i mercati sfiduciati, lo *spread* alle stelle e i conti difficili da domare per un po’ sarà sufficiente tirar fuori dal cassetto le care, vecchie parole d’ordine: «colpa dell’Europa, colpa dei mercati» (quelli che ci hanno inondato di soldi ‘aggratis’, ma che vuoi che sia). Il solito copione a conto dell’Italia, solo che questa volta la riserva della Repubblica se la sono già giocata e potrebbe toccare a loro rifilare la pillola amarissima al Paese.

D’altra parte, Conte – che tutto questo ha innescato – è come se già non fosse mai esistito, un lontano rumore di fondo. Irrilevante. Che dire, poi, dell’anima del centrosinistra, quel Pd che ieri letteralmente non ha toccato palla e ora si trova con un presunto alleato indigeribile e pressoché ininfluente. Fra le tante, l’immagine della giornata resta l’incredula risposta di Mario Draghi allo stralunato attacco di Giorgia Meloni sui ‘pieni poteri’: la fotografia dell’abisso.

Di Fulvio Giuliani
